Riccio

30 settembre 2010

Oggi, mentre prendevo la bicicletta, ho rivisto in giardino il riccio: era lì, all’angolo della casa, che faceva non so cosa (cercava cibo? mangiava? cos’altro fanno i ricci?).

L’ho osservato un po’, è carino con quel suo aspetto così furtivo. I colori del suo manto (si può parlare di “manto” per i ricci?) ricordano vagamente i miei capelli. Quindi, si potrebbe dire, io ho la testa che sembra un riccio. E, in senso inverso, forse il riccio fa un po’ tenerezza perché ricorda un uomo di mezza età, un po’ acciaccato (oggi ho un mal di schiena terribile) e ormai in declino, i sensi un po’ ottusi e una lentezza che prelude alla terza età. Quando sono tornato con Jacopo volevo fargli vedere il riccio; ma non era più lì, chissà dove si era cacciato.

Ma intanto ho notato anche che sono spariti il rosmarino e la rosa che stavano all’angolo della casa, prima non ci avevo fatto caso, sono davvero poco attento. Ho chiesto agli operai che stanno ristrutturando l’appartamento sotto, e ovviamente erano stati loro, su indicazione del proprietario.

E insomma, prima gli oleandri, adesso il rosmarino e la rosa all’angolo della casa. Tra un po’, guarda, stenderanno sul giardino una spianata di cemento. Speriamo di no, dài: altrimenti dove se ne va, il riccio?




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    Bisogna fare come gli animali, che cancellano ogni traccia davanti alla propria tana.
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