Il malato adulato

[Caravaggio, Bacchino malato]

Che questo blog, un po’ in crisi d’idee, si riduca sempre più spesso a fornire l’occasione per leggere qualcosa di buono scritto da altri, non mi pare nemmeno male, come destino. Soprattutto se il qualcuno è Malvino, della cui acutezza e lucidità d’analisi mi dichiaro ormai definitivamente ammirato. E allora, se anche solo una persona in più leggerà il più recente post di Malvino (qui), mi riterrò contento.

“Il re è malato”, ci dice Malvino. E non chiediamo conto a lui, dato il suo stato; sibbene alle schiere di servi sciocchi che, per motivi diversi e a vari livelli, in questi anni lo hanno sostenuto con l’adulazione e la piaggeria. Cito il passaggio più notevole:

Chi proprio non riesce a provare per Silvio Berlusconi i sentimenti che bisogna imporsi di provare per un malato accumuli tutta la sua esasperazione in attesa di saldare il conto con quanti hanno alimentato la sua malattia con la cieca adulazione. Il malato va sempre rispettato, chi lo ha portato all’ultimo stadio può essere scorticato vivo.

Ecco, ricordiamocelo. E ricordiamoceli tutti, questi servi sciocchi, questi cicisbei odiosi, questa pletora di adoranti. Dal primo all’ultimo, dal più sordido blog berlusconiano, al politichetto infimo, al più influente senatore della Repubblica. E, in qualche modo, chiediamolo a loro, di saldare i conti.

E a proposito di un altro, tristissimo e imbarazzante, episodio di piaggeria e servilismo, che ha per oggetto uno non meno potente di Berlusconi, potete leggere l’editoriale di Gadilu sul Corriere dell’Alto Adige.




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