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	<title>GattoMur's Weblog</title>
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		<title>GattoMur's Weblog</title>
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		<title>Raccolta firme</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo dal Cobas e volentieri diffondo:
Il 17 settembre nel centro di Kabul è stata provocata un’esplosione e sono rimasti uccisi sei soldati italiani e venti civili afghani.
In quest’occasione Mariastella Gelmini ha inviato una circolare a tutte le scuole comunicando la giornata di lutto nazionale deliberata dal Consiglio dei Ministri. La nota ministeriale, intitolata “Commemorazione dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1112&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Ricevo dal Cobas e volentieri diffondo:</strong></p>
<p>Il 17 settembre nel centro di Kabul è stata provocata un’esplosione e sono rimasti uccisi sei soldati italiani e venti civili afghani.<span id="more-1112"></span></p>
<p>In quest’occasione Mariastella Gelmini ha inviato una circolare a tutte le scuole comunicando la giornata di lutto nazionale deliberata dal Consiglio dei Ministri. La nota ministeriale, intitolata “Commemorazione dei sei soldati italiani morti a Kabul”, non si limitava però alla doverosa informazione; ad essa era aggiunto un “invito” rivolto ai dirigenti a “promuovere nelle scuole occasioni di riflessione e di solidale partecipazione, osservando alle ore 12,00 di lunedì p.v., in concomitanza con i funerali solenni, un minuto di silenzio”.</p>
<p>Un invito strano, contraddittorio, poiché un conto è riflettere e un altro è partecipare ad un rito civile attraverso un minuto di silenzio. Evidentemente si tratta di due pratiche diverse.</p>
<p>La prima, quella della riflessione, nella scuola pubblica del XXI secolo presuppone un dibattito approfondito che tenga conto della libertà di pensiero di tutti i soggetti coinvolti nella riflessione e del loro grado di maturazione psicologica e intellettuale; inoltre non può prescindere della complessità della situazione internazionale in cui è maturato l’evento che ha coinvolto i 6 militari e i 20 civili, che non a caso ha prodotto negli ultimi anni una bibliografia vasta e differenziata.</p>
<p>La seconda pratica, quella del minuto di silenzio, evidentemente fa parte di quei riti di “religione civile della politica” che costituiscono una delle principali forme della metamorfosi del sacro nel mondo contemporaneo. Il mondo moderno mentre si secolarizzava ha visto prodursi nella politica una propria autonoma dimensione religiosa, costituita di riti e miti funzionali a mantenere un controllo sulla società. Anche questo aspetto è ben studiato in corposi volumi e trova numerose esemplificazioni nel recente passato anche nazionale.</p>
<p>Come si possano combinare questi due aspetti è difficile comprenderlo: o si rinuncia al libero esame per aderire al rito, oppure si discute, si dibatte e si esercita la ragione storica, politica, antropologica per provare ad afferrare la complessità del reale. Metterli insieme, quasi che il silenzio del funerale solenne aiuti a comprendere l’evento, rimanda forse ad un’idea mistica di ragione; oppure, più semplicemente, al bisogno della sfera politica di utilizzare la scuola come veicolo per un rito di adesione comunitaria alla nazione.</p>
<p>In realtà, quando è uscito il testo della circolare, la formula dell’“invito” sembrava perlomeno limitare la volontà di intervento del Ministero. Gli “inviti” si possono accettare oppure declinare. La scelta tra silenzio e riflessione ha fatto propendere molte scuole per la seconda e in questo modo si sono aperti percorsi di confronto e approfondimento che durano ad oggi e che sono una prova di grande rispetto per tutte le vittime, italiane e afghane, di quel luogo di guerra. Tante altre scuole dell’infanzia ed elementari hanno comprensibilmente ritenuto di non aprire neppure l’argomento, facendo già altri interventi di educazione alla pace calibrati sulle sensibilità e sull’età dei bambini e della bambine. Da nessuna parte, a quello che so, si è neppure lontanamente pensato che questo invito fosse in realtà un ordine, che l’ordine fosse esteso ai docenti e addirittura agli studenti di qualunque età. Infine, in molte scuole la circolare non è neppure arrivata in tempo, vanificata dall’ inadeguatezza dell’amministrazione.</p>
<p>Eppure, alcuni giorni dopo, abbiamo saputo che la macchina delle sanzioni disciplinari del ministero si era messa in moto. Ad oggi, in tutta Italia, sono due le dirigenti per cui sono scattate le contestazioni d’addebito. Entrambe romane, tutte e due hanno sempre mantenuto un’alta qualità professionale negli istituti in cui lavorano.</p>
<p>Ciò di cui sono imputate è non aver obbligato docenti e discenti al minuto di silenzio. Non era un obbligo, ma il non averlo considerato tale è motivo di sanzione. Dobbiamo dedurne che gli inviti che ci giungono dall’alto devono essere considerati ordini? E perché proprio loro? Qui è difficile dimenticare che entrambe hanno sempre dichiarato le loro critiche ai progetti di riforma che attualmente stanno devastando la scuola italiana. Come si fa a non pensare che il ministero voglia punire chi ha esercitato il diritto di critica?</p>
<p>Per questo vi invitiamo a raccogliere le firme su questo appello, in difesa delle due dirigenti, ma anche in difesa di una scuola della libertà di pensiero, della libertà di critica, dell’indipendenza dalla sfera politica.</p>
<p><a href="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/minuto_silenzio.pdf">Appello sul minuto di silenzio</a></p>
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		<title>Il ventre mollo del potere</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
In memoria di Stefano Cucchi. In memoria di Federico Aldrovandi. In memoria di tutte le persone torturate a morte nelle carceri, in tutti i paesi del mondo.
Un branco di Poliziotti Toccabili attraversò il fiume Minachal, melmoso e gonfio per le piogge recenti, e si fece strada nella boscaglia bagnata, qualcuno con le tasche appesantite da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1106&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/lichtenstein.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1110" title="Lichtenstein" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/lichtenstein.jpg?w=218&#038;h=300" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p><strong>In memoria di Stefano Cucchi. In memoria di <a href="http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/">Federico Aldrovandi</a>. In memoria di tutte le persone torturate a morte nelle carceri, in tutti i paesi del mondo.</strong></p>
<p>Un branco di Poliziotti Toccabili attraversò il fiume Minachal, melmoso e gonfio per le piogge recenti, e si fece strada nella boscaglia bagnata, qualcuno con le tasche appesantite da tintinnanti manette.<span id="more-1106"></span><br />
I loro pantaloncini cachi erano rigidi e inamidati, e sbucavano dall&#8217;erba alta come una fila di gonne rigide, indipendenti dalle gambe che si muovevano dentro di loro.<br />
Ce n&#8217;erano sette. Servitori dello Stato.</p>
<p>Precisione<br />
Obbedienza<br />
Lealtà<br />
Intelligenza<br />
Zelo<br />
Intraprendenza<br />
Affabilità</p>
<p>La polizia di Kottayam. Un plotone di cartone. Principi Moderni con buffi elmetti a punta. Cartone rivestito di stoffa. Macchiati d&#8217;olio per capelli. Le loro malconce corone color cachi.<br />
Tenebra nel Cuore.<br />
Propositi di morte.<br />
[...]<br />
I poliziotti si fermarono e si sparpagliarono a ventaglio. Non è che ce ne fosse veramente bisogno, ma a loro piacevano questi giochi da Toccabili.<br />
Si misero in posizioni strategiche. Accucciati dietro il basso, diroccato muro di confine.<br />
<em>Una pisciata veloce.<br />
Schiumacalda su pietracalda. Piscio di poliziotto.<br />
Formiche annegate fra le bolel gialle.<br />
Sospiri profondi.</em><br />
Poi, insieme, muovendosi sui gomiti e le ginocchia, strisciarono verso la casa. Come i poliziotti dei film. Piano, piano nell&#8217;erba. I manganelli in mano. Fucili nella testa. La responsabilità del futuro Toccabile tutta sulle loro magre ma efficienti spalle.<br />
Trovarono la loro preda nella veranda posteriore. Un Ciuffo Disfatto. Una Fontana in un Love-in-Tokyo. E, in un altro angolo (solitario come un lupo), un falegname con le unghie rossosangue.<br />
Addorementato. Il che rendeva assurda e inutile tutta quella furbizia di Toccabili.<br />
E anche le esclamazioni di sorpresa.<br />
E i Titoli di testa che avevano già in testa.<br />
FUORILEGGE CATTURATO IN UNA RETATA DELLA POLIZIA.<br />
Per questa insolenza, questo aver voluto rovinare il divertimento, la loro preda pagò. Ah, sì.<br />
Svegliarono Velutha a colpi di stivale.<br />
Esthappen e Rahel si svegliarono al grido di sorpresa di chi si desta dal sonno con le rotule in frantumi.<br />
L&#8217;urlo morì dentro di loro e venne a galla a pancia in su, come un pesce morto. Rannichiati sul pavimento, oscillando fra il terrore e l&#8217;incredulità, si resero conto che l&#8217;uomo che stavano picchiando era Velutha. Da dove era spuntato? Cos&#8217;aveva fatto? Perché i poliziotti l&#8217;avevano portato lì?<br />
Sentirono il colpo del legno sulla carne. Stivali contro ossa. Sui denti. Il grugnito soffocato di un calcio nello stomaco. Il gorgoglio di sangue che c&#8217;è nel respiro di un uomo quando il polmone viene laverato dal bordo tagliente di una costola rotta.<br />
Con le labbra livide e gli occhi a piattino, stavano a guardare, ipnotizzati da qualcosa che percepivano ma che non riuscivano a capire: la mancanza di fantasia, emotività, in quello che i poliziotti stavano facendo. L&#8217;abisso che c&#8217;era, dove avrebbe dovuto esserci rabbia. La sobria, solida brutalità, l&#8217;economia di tutta la scena.<br />
Stavano aprendo una bottiglia.<br />
Chiudendo un rubinetto.<br />
Rompendo un uovo per fare una fritatta.<br />
I gemelli erano troppo giovani per sapere che quelli non erano altro che i tirapiedi della storia. Mandati a far quadrare i conti e a riscuotere il dovuto da coloro che trasgredivano le sue leggi. Spinti da motivazioni primitive ma, paradossalmente, del tutto impersonali. Sentimenti di disprezzo, nati da una paura rozza e inconfessata: la paura della civiltà di fronte alla natura, dell&#8217;uomo di fronte alla donna, del potere di fronte all&#8217;impotenza.<br />
L&#8217;impulso subliminare che l&#8217;uomo ha di distruggere quello che non può né sottomettere né divinizzare.<br />
Le Necessità Maschili.<br />
Quella mattina Esthappen e Rahel furono testimoni, benché allora non lo sapessero, di una dimostrazione clinica, in condizioni controllate (non era mica una guerra, dopotutto, né un genocidio), dell&#8217;aspirazione, insita nella natura umana, al predominio. Alla struttura. All&#8217;ordine. Al totale monopolio. Era la storia dell&#8217;uomo, mascherata dietro la Volontà Divina, che si rivelava a un pubblico di minorenni.<br />
In ciò che accadde quella mattina non ci fu niente di accidentale. Niente di <em>incidentale</em>. Non fu un&#8217;aggressione selvaggia o un regolamento di conti personale. Era un&#8217;epoca che lasciava la sua impronta su coloro che la vivevano.<br />
La Storia dal vivo.<br />
Se fecero più male a Velutha di quanto non intendessero, fu solo perché ogni affinità, ogni collegamento fra loro e lui, ogni implicazione che lui fosse una creatura come loro, se non altro dal punto di vista biologico, tutto questo era stato spazzato via da molto tempo. Non stavano arrestando un uomo, stavano esorcizzando una paura. Non avevano strumenti a disposizione per calibrare quale dose di punizione fosse in grado di sopportare. Nessun modo di calcolare quanto danno, e quanto durevole, gli avessero fatto.<br />
Scostandosi dal comportamento che tenevano di solito, quando sfogavano la loro furia sui raduni religiosi o domavano una rivolta armata, quella mattina nel Cuore di Tenebra la banda di Poliziotti Toccabili agì con parsimonia, senza frenesia. Efficienza, e non anarchia. Senso di responsabilità e non isteria. Non gli strapparono i capelli e non lo bruciarono vivo. Non gli tagliarono i genitali per ficcarglieli in bocca. Non lo stuprarono. E non lo decapitarono.<br />
In fin dei conti erano lì per lottare contro un&#8217;epidemia già in atto. Dovevano solamente vaccinare  una comunità contro un possibile focolaio.</p>
<p>Nella veranda posteriore della Casa della Storia, mentre l&#8217;uomo che amavano veniva fatto a pezzi, la signora Eapen e la signora Rajagopalan, gli Ambasciatori Gemelli di Diosacosa, impararono due nuove lezioni.<br />
Lezione Numero Uno.<br />
<em>Il sangue, su un Uomo Nero, si vede appena.</em> (Tu-tu)<br />
E<br />
Lezione Numero Due.<br />
<em>Però ha un odore.<br />
Dolcenausea.<br />
Come rose vecchie nella brezza.</em></p>
<p><em>&#8220;Madiyo?</em> chiese uno degli Agenti della Storia.<br />
<em>&#8220;Madi aayirikkum&#8221;</em>, rispose un altro.<br />
Basta?<br />
Basta.<br />
Si allontanarono da lui. Artigiani che valutano la loro opera. Che si tirano indietro per ammirarne l&#8217;effetto.<br />
La loro Opera, abbandonata da Dio e dalla Storia, da Marx, dall&#8217;Uomo, dalla Donna e (nelle ore successive) dai Bambini, giaceva sul pavimento ripiegato su se stesso. Era semicosciente, ma non si muoveva.<br />
Aveva il cranio fratturato in tre punti. Il naso e gli zigomi erano spezzati, così che la faccia era polposa, informe. Il colpo alla bocca gli aveva spaccato il labbro superiore e rotto i denti, tre dei quali erano conficcati nel labbro inferiore, capovolgendo in modo orribile il suo bel sorriso. Aveva quattro costole scheggiate, e una aveva perforato il polmone sinistro, il che lo faceva sanguinare dalla bocca. Il sangue che usciva col fiato era rosso brillante. Fresco. Schiumoso. La parte bassa dell&#8217;intestino era lacerata e il sangue dell&#8217;emorragia si era raccolto nella cavità addominale. La spina dorsale era danneggiata in due punti, e la commozione aveva paralizzato il suo braccio destro e causato la perdita di controllo su retto e vescica. Aveva tutt&#8217;e due le rotule frantumate.<br />
Ciononostante, i poliziotti tirarono fuori le manette.<br />
Fredde.<br />
Con l&#8217;odore amaro di metallo. Come i sostegni della corriera e le mani del bigliettaio dopo averle toccate. Fu allora che notarono le unghie pitturate. Uno di loro le sollevò e le sventolò con fare civettuolo verso gli altri. Tutti risero. &#8220;Cosa c&#8217;è qui?&#8221; in falsetto acuto. &#8220;Una checca?&#8221;.<br />
Uno di loro gli diede un colpetto al pene con il manganello. &#8220;Avanti, facci vedere il tuo segreto speciale. Facci vedere come diventa grosso quando ti si alza&#8221;. Poi sollevò lo stivale (col millepiedi arrotolato nella suola) e lo calò con un morbido tonfo.<br />
Gli immobilizzarono le mani dietro la schiena.<br />
Clic.<br />
E clic.</p>
<p>[ Arundhati Roy, <em>Il dio delle piccole cose</em>, traduzione di Chiara Gabutti, Parma, Guanda, 1997, capitolo XVIII: <em>La Casa della Storia</em> ]</p>
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		<title>L&#8217;Italia salvata da Topo Gigio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Continua la farsa dell&#8217;influenza A: oggi Il Corriere riporta un articolo (qui) in cui celebri epidemiologi ridimensionano la portata della &#8220;pandemia&#8221;:
 
Così il quotidiano inglese Independent ha titolato in questi giorni: «Pandemia? Ma quale pandemia?», ricordando come le stime inglesi sulle vittime per il virus A siano scese da 65 mila di luglio a mille [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1103&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1104" title="topogigio" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/topogigio.jpg?w=350&#038;h=421" alt="topogigio" width="350" height="421" /></p>
<p>Continua la farsa dell&#8217;influenza A: oggi Il <em>Corriere</em> riporta un articolo (<a href="http://www.corriere.it/salute/09_novembre_16/influenza-meno-paura_9673971a-d269-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">qui</a>) in cui celebri epidemiologi ridimensionano la portata della &#8220;pandemia&#8221;:<span id="more-1103"></span></p>
<p><em> </em></p>
<blockquote><p>Così il quotidiano inglese Independent ha titolato in questi giorni: «Pandemia? Ma quale pandemia?», ricordando come le stime inglesi sulle vittime per il virus A siano scese da 65 mila di luglio a mille di ottobre nella peggiore delle ipotesi. Sempre nel mese di luglio il virologo milanese Fabrizio Pregliasco parlava di 15-20 mila morti nel nostro Paese, ma finora se ne sono registrate 58 e buona parte in persone che già soffrivano di altre malattie. <strong>Tutto questo è accaduto senza, o quasi, la difesa dei vaccini</strong>: le campagne di vaccinazione sono appena partite e occorrono almeno 15-20 giorni prima che un organismo riesca a costruire difese efficienti contro l&#8217;H1N1. [<em>sottolineatura mia</em>]</p></blockquote>
<p>E, continua l&#8217;articolo, pare che sia diminuita anche l&#8217;ansia del pubblico:</p>
<blockquote><p>Anche fra il pubblico sembra sia calata l&#8217;ansia dei primi giorni: chi si ammala, guarisce nella stragrande maggioranza di casi, al massimo lamenta una tosse che dura un po&#8217; di giorni e una certa stanchezza, qualche volta fastidiosa, ma passeggera. <strong>Forse l&#8217;allarmismo è stato davvero troppo, ma ha trovato un complice anche nell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità che, per motivi inspiegabili, ha cambiato, nel maggio scorso, la definizione di pandemia</strong>. Come segnala il libro Nuova influenza, firmato Progetto Watchdog, in uscita per Terre di mezzo, la definizione viene riferita, da quel momento in poi, alla diffusione geografica del virus e viene omessa la dicitura «con un enorme numero di morti», prima presente. Il pubblico, però, ha continuato a pensare alla pandemia come ha sempre fatto e cioè a una situazione che comporta un rischio reale per la salute e per la vita. [<em>sottolineatura mia</em>]</p></blockquote>
<p>Subito sotto, ovviamente, un articolo di stampo opposto (<a href="http://www.corriere.it/salute/09_novembre_16/virus-puo-mutare_94766820-d269-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">qui</a>), che sin dal titolo si inserisce in quella strategia del terrore che da questa estate i mezzi di informazione hanno portato avanti:</p>
<blockquote><p>Ma il virus può mutare. Gli Usa quadruplicano il numero delle vittime</p>
<p>Il virologo:«Mi aspetto un numero di vittime fra 10 e 15 mila. Fino a 95mila se il virus diventasse più aggressivo»</p></blockquote>
<p>Fantastico, una magnifica esemplificazione, tra l&#8217;altro, del &#8220;cerchiobottismo&#8221; del <em>Corriere</em>: un colpo lì e un colpo là, tanto per stare tranquilli.</p>
<p>Ma cos&#8217;è che preoccupa tanto?</p>
<blockquote><p>I numeri potrebbero cambiare e anche il virus. Potrebbe combinarsi con quello dell&#8217;Aviaria, ancora in circolazione, e diventare più «cattivo». Invece, lo scenario positivo è l&#8217;«estinzione» dell&#8217;A H1N1 grazie alla vaccinazione di massa.</p></blockquote>
<p>L&#8217;aviaria, certo! Ce ne siamo un po&#8217; dimenti, ma in questi casi torna sempre utile tirarla fuori dalla naftalina. E certo, sopravviveremo solo &#8220;grazie alla vaccinazione di massa&#8221;, come non aspettarselo!</p>
<p>Ma ecco i dati portati da un virologo italiano:</p>
<blockquote><p>«In passato, per esempio con l&#8217;aviaria, <strong>l&#8217;allarmismo eccessivo ha portato all&#8217;effetto bufala</strong>. Con il risultato che negli anni successivi, complici anche stagioni influenzali &#8220;lievi&#8221;, c&#8217;è stato un preoccupante calo delle vaccinazioni in Italia», sottolinea il virologo dell&#8217;università di Milano, Fabrizio Pregliasco. E&#8217; lo studio delle passate pandemie a proiettare scenari, a fare stime, a prevedere misure di contenimento. Pregliasco ipotizza: «Mi aspetto che venga contagiato il 21% della popolazione, con 12,5 milioni di casi circa e un numero di vittime che potrebbe oscillare da 10 mila a 15 mila. Se invece il virus dovesse essere &#8220;cattivo&#8221;, come quello della Spagnola del 1918, si arriverebbe a 23 milioni di ammalati (35% della popolazione), con 23 mila-95 mila morti. <strong>Scenario altamente improbabile</strong>» [<em>sottolineatura mia</em>]</p></blockquote>
<p>Altamente improbabile: in un certo senso ridimensiona l&#8217;allarmismo del titolo dell&#8217;articolo stesso nel quale compaiono le sue dichiarazioni. Vabbè&#8230;</p>
<p>Torno all&#8217;articolo precedente, e alle dichiarazioni di un altro esperto:</p>
<blockquote><p>«Ora abbiamo una soglia più bassa — commenta Tom Jefferson medico epidemiologo della Cochrane Collaboration, un gruppo di esperti che si occupa di revisione della letteratura medica — per definire un qualcosa come una pandemia. E questo rende addirittura discutibile la differenza fra la nuova &#8220;pandemia&#8221; e l&#8217;influenza stagionale». A sdrammatizzare la situazione contribuiscono anche i dati che arrivano dall&#8217;Australia, dove, con la fine della stagione invernale, l&#8217;influenza A ha, per ora, esaurito il suo ciclo. Su una popolazione di quasi 22 milioni di persone ci sono stati 131 morti: «Si può concludere — commenta Jefferson — che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere».</p></blockquote>
<p>La conclusione dell&#8217;epidemiologo è comunque notevole, mi piacerebbe che di tutto questa pandem&#8230;oniata rimanesse l&#8217;avvertenza iniziale su chi ci ha guadagnato da questa situazione e l&#8217;immagine finale, di un paese salvato da un simpatico pupazzetto e da una lavata di mani:</p>
<blockquote><p>Ma Jefferson si spinge anche più in là: «<strong>Si sono spesi miliardi per vaccini e antivirali per i quali non esistono prove inconfutabili di efficacia</strong>. E non si sottolinea abbastanza l&#8217;importanza delle norme igieniche di prevenzione, anche se, in Italia, Topo Gigio qualcosa sta facendo». [<em>sottolineatura mia</em>]</p></blockquote>
<p>Grazie, Topo Gigio!</p>
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		<title>Vite parallele: Fede-Superciuk</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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*

*
 Gomorra non è un gran libro.
*
Si puo’ definire un libro, per di più politicamente corretto e icona del pensiero unico, una crosta e, per questo, non essere esposti alla gogna?
*
Non credo che esprimere un giudizio possa essere valutato come serio o non serio e debba essere accompagnato da una motivazione enciclopedica. Non credo inoltre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1101&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gattomur.wordpress.com/2009/11/13/vite-parallele-fede-superciuk/"><img src="http://img.youtube.com/vi/WJMhc2GBUL4/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gattomur.wordpress.com/2009/11/13/vite-parallele-fede-superciuk/"><img src="http://img.youtube.com/vi/QD6DNhQTHNs/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><em> Gomorra non è un gran libro.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>*</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Si puo’ definire un libro, per di più politicamente corretto e icona del pensiero unico, una crosta e, per questo, non essere esposti alla gogna?</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>*</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Non credo che esprimere un giudizio possa essere valutato come serio o non serio e debba essere accompagnato da una motivazione enciclopedica. Non credo inoltre che dare del poco serio ad un giudizio sia un buon inizio di discussione. E’ un giudizio preventivo. Un pregiudizio. Lo stesso per cui un libro mediocre, che non attizza, non dà spazio a discussioni che non siano trite e ritrite, non sollecita la fantasia e l’ardore civile e per di piu’ e’ scritto pure male, resta un libro mediocre. Che diventa la Bibbia per chi non aspetta altro, in mancanza di sostegni religiosi di diverso tipo, per porre teoremi e beatificare. Condannando al rogo chi dissente. Come me. Personalmente non vedo motivi per cui gli abbiano dato la scorta, avranno avuto i loro motivi.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>*<br />
</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il libro l’ho letto e non mi è piaciuto. La scorta gliela hanno data nonostante il responsabile della Mobile fosse di parere contrario. Emilio Fede non l’ho mai visto e non lo vedro’ mai. Mi sembra tu lo conosci meglio di me. E’ orrendo ed osceno essere ricoperti di ingiurie solo perché non piace un libro e non ci si superscappella davanti ad uno scrittore politicamente corretto che fra 20 anni nessuno ricorderà…</em></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">E invece, tra vent&#8217;anni, saremo tutti a ricordare lo splendido stile di scrittura di Superciuk; ma anche le sue coraggiose denunce, le sue lucide analisi.</p>
<p style="text-align:left;">Pari, in tutto, forse solo a Emilio Fede: il cui coraggio civile, indipendenza di pensiero e stile sono, notoriamente, eccelsi.</p>
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		<title>Why?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[iloti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tristezze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ma perché gli esponenti delle nostre istituzioni e dei maggiori partiti possono dire di tutto: una può andare in televisione ed affermare che Maometto era un &#8220;poligamo e pedofilo&#8221; (è tutto vero, leggi qui); l&#8217;altro che un ragazzo, entrato in vita in prigione e uscito cadavere, con due vertebre rotte e varie ecchimosi sul volto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1099&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gattomur.wordpress.com/2009/11/09/why/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6NuuN6n0egA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Ma perché gli esponenti delle nostre istituzioni e dei maggiori partiti possono dire di tutto: una può andare in televisione ed affermare che Maometto era un &#8220;poligamo e pedofilo&#8221; (è tutto vero, leggi <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_08/santanche-maometto-pedofilo_5d43cddc-cc94-11de-b450-00144f02aabc.shtml">qui</a>); l&#8217;altro che un ragazzo, entrato in vita in prigione e uscito cadavere, con due vertebre rotte e varie ecchimosi sul volto, è morto &#8220;perché drogato e anoressico&#8221; (anche qui è tutto vero, leggi <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_09/giovanardi-cucchi-spacciatore_a657ba5a-cd21-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml">qui</a>); perché?</p>
<p>Perché, allora, loro possono dire tutto, e noi non potremmo, ad esempio, dirgli chiaro e tondo che sono delle facce di merda? Perché?<br />
Perché?</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gattomur.wordpress.com/1099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gattomur.wordpress.com/1099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gattomur.wordpress.com/1099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gattomur.wordpress.com/1099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gattomur.wordpress.com/1099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gattomur.wordpress.com/1099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gattomur.wordpress.com/1099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gattomur.wordpress.com/1099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gattomur.wordpress.com/1099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gattomur.wordpress.com/1099/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1099&subd=gattomur&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Die Mauer &amp; Rostropovich</title>
		<link>http://gattomur.wordpress.com/2009/11/09/die-mauer-rostropovich/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[memento]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tempo di celebrazioni della &#8220;caduta del Muro&#8221;. Magari in questi giorni si eccederà in retorica, enfatizzando l&#8217;evento simbolico e dimenticando la realtà sottostante. Ma tant&#8217;è.
Non voglio sottrarmi alle celebrazioni, e forse cadrò anch&#8217;io nella retorica; ma mi piace ricordare un momento emozionante: Mstislav Rostropovich che suona un movimento da una suite di Bach.
Unico aggettivo possibile: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1097&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gattomur.wordpress.com/2009/11/09/die-mauer-rostropovich/"><img src="http://img.youtube.com/vi/gRerg33Ohb8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Tempo di celebrazioni della &#8220;caduta del Muro&#8221;. Magari in questi giorni si eccederà in retorica, enfatizzando l&#8217;evento simbolico e dimenticando la realtà sottostante. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Non voglio sottrarmi alle celebrazioni, e forse cadrò anch&#8217;io nella retorica; ma mi piace ricordare un momento emozionante: Mstislav Rostropovich che suona un movimento da una suite di Bach.</p>
<p>Unico aggettivo possibile: mitico!</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gattomur.wordpress.com/1097/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gattomur.wordpress.com/1097/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gattomur.wordpress.com/1097/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gattomur.wordpress.com/1097/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gattomur.wordpress.com/1097/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gattomur.wordpress.com/1097/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gattomur.wordpress.com/1097/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gattomur.wordpress.com/1097/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gattomur.wordpress.com/1097/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gattomur.wordpress.com/1097/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1097&subd=gattomur&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Forza Yoni</title>
		<link>http://gattomur.wordpress.com/2009/11/09/forza-yoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[blogsfera]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Noi blogger (si fa per dire &#8220;noi&#8221;: non mi sento di meritare tale appellativo, visto che gestisco uno spazio piuttosto &#8220;privato&#8221; e senza troppe pretese), in Italia o in atri paesi &#8220;avanzati&#8221; (qualsiasi cosa voglia dire), non rischiamo molto: al limite una denuncia.
I giornali dei giorni scorsi hanno riportato la notizia che la blogger cubana [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1094&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1095" title="Yoani Sanchez" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/yoani-sanchez.jpg?w=152&#038;h=200" alt="Yoani Sanchez" width="152" height="200" /></p>
<p>Noi blogger (si fa per dire &#8220;noi&#8221;: non mi sento di meritare tale appellativo, visto che gestisco uno spazio piuttosto &#8220;privato&#8221; e senza troppe pretese), in Italia o in atri paesi &#8220;avanzati&#8221; (qualsiasi cosa voglia dire), non rischiamo molto: al limite una denuncia.<span id="more-1094"></span></p>
<p>I giornali dei giorni scorsi hanno riportato la notizia che la blogger cubana Yoni Sanchez (<a href="http://www.desdecuba.com/generationy/">qui</a> il suo blog; i lettori del settimanale <em>Internazionale</em> la conoscono bene, visto che da un po&#8217; di tempo ha una rubrica fissa)<br />
è stata &#8220;trattenuta&#8221; per una ventina di minuti, minacciata e picchiata dalla polizia politica.</p>
<p>L&#8217;<em>Unità</em> di ieri offre una bella intervista, nella quale la giovane donna racconta la brutta storia e fa altre considerazioni (<a href="http://www.unita.it/news/mondo/90879/cuba_sequestrata_e_maltrattata_la_blogger_yoani_sanchez">qui</a>).</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gattomur.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gattomur.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gattomur.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gattomur.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gattomur.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gattomur.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gattomur.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gattomur.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gattomur.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gattomur.wordpress.com/1094/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1094&subd=gattomur&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">Yoani Sanchez</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lotte a Lilliput</title>
		<link>http://gattomur.wordpress.com/2009/11/08/lotte-a-lilliput/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 15:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[blogsfera]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[«Discussione tra Carullisti e Molinisti»
L&#8217;immagine è tratta da Charles de Marescot, La Guitaromanie, 1825.
Occorre una premessa: Ferdinando Carulli e Francesco Molino sono due didatti-compositori per chitarra dell&#8217;Ottocento.
I carullisti raccomandavano l&#8217;uso delle unghie per suonare la chitarra, i molinisti difendevano invece l&#8217;uso del polpastrello. Le discussioni tra i seguaci dei due Maestri dovevano essere molto accese, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1088&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1089" title="photoguitaromanie1ct6" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/photoguitaromanie1ct6.jpg?w=425&#038;h=296" alt="photoguitaromanie1ct6" width="425" height="296" />«Discussione tra Carullisti e Molinisti»</p>
<p>L&#8217;immagine è tratta da Charles de Marescot, <em>La Guitaromanie</em>, 1825.<span id="more-1088"></span></p>
<p>Occorre una premessa: Ferdinando Carulli e Francesco Molino sono due didatti-compositori per chitarra dell&#8217;Ottocento.</p>
<blockquote><p>I carullisti raccomandavano l&#8217;uso delle unghie per suonare la chitarra, i molinisti difendevano invece l&#8217;uso del polpastrello. Le discussioni tra i seguaci dei due Maestri dovevano essere molto accese, tanto che nell&#8217;illustrazione di Marescot si affrontano a colpi di chitarra! [fonte <a href="http://www.delcamp.net/forum/it/viewtopic.php?f=81&amp;t=14773#p134045">qui</a>]</p></blockquote>
<p>E poi c&#8217;è anche il viaggio di Lemuel Gulliver nel paese di Lilliput, quando tratta della rivalità con l&#8217;isola di Blefuscu:</p>
<blockquote><p>[...] le quali due grandi potenze sono impegnate nella più ostinata delle guerre, come stavo per dirvi, ormai da trentasei lune. Essa ebbe inizio nella circostanza seguente. È ammesso da tutti che la primitiva maniera di sorbire le uova fosse rompendole sul lato più rotondo; ma accadde che il nonno di Sua Maestà attuale, quand&#8217;era fanciullo, dovendo sorbire un uovo e avendolo rotto secondo l&#8217;antica consuetudine, si scalfì un dito. Al che l&#8217;Imperatore suo padre diffuse un editto con cui ordinava, pena severissimi castighi, che i suoi sudditi rompessero d&#8217;ora in poi le uova dal lato più puntuto. Si risentì il popolo di quella legge: tanto che le cronache raccontano di ben sette ribellioni scoppiate per tal motivo, dove un Imperatore perse la vita e un altro la ccorona. Codeste sommosse furono costantemente fomentate dai monarchi di Blefuscu; e quando venivano domate, gli esuli trovavano sempre rifugo in quell&#8217;Impero.</p>
<p>Si calcola che undicimila persone abbiano, in tempi diversi, accettato la morte pur di non sottomettersi a rompere le uova dal Lato Stretto. Sulla controversia sono state pubblicate diverse centinaia di grossi volumi: ma i libri dei sostenitori del Lato Grosso sono stati da molto tempo banditi, e tutti i membri di quella fazione dichiarati per legge non idonei ad alcun incarico.</p>
<p>[ Jonathan Swift, <em>I viaggi di Gulliver</em>, traduzione di Gianni Celati, Milano, Feltrinelli, 1997, pp. 38-39 ]</p></blockquote>
<p>Unghie corte o lunghe? Lato Stretto o Grosso? Tutte queste immagini mi sono venute in mente leggendo <a href="http://www.failla.it/?p=2017">qui</a> e <a href="http://www.failla.it/?p=2043">qui</a> delle traversie del PdL bolzanino. Gli ingredienti ci sono tutti: fazioni di lillipuziani in lotta, messe al bando, chitarre spaccate sulla zucca degli avversari, espatri in altri regni&#8230;</p>
<p>Non c&#8217;è che dire: per le elezioni comunali primaverili il partito del Cavaliere si presenta proprio in forma: cioè dimagrito, alleggerito di tutti quelli che hanno fatto il &#8220;gran salto&#8221; e sono andati dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Ah, e per chi non fosse, giustamente, troppo appassionato alle vicende altoatesine: non è che a livello nazionale scherzino (vedi <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_08/la_russa_bossi_regionali_decisione_comune_50026022-cc60-11de-b450-00144f02aabc.shtml">qui</a>).</p>
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		<title>Veri professori</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
Della gita ricordo il tram in un alone di rumori metallici, &#8220;el gamba de legn&#8221; lanciato lungo un canale; un motto pomposo sul muro della trattoria: &#8220;Forza e coraggio&#8221;, o qualcosa del genere; Crovi che aveva molta sete [...] nel tratto percorso a piedi; e Vittorini che a tavola ci richiamava amabilmente: &#8220;Non fare il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1085&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1084" title="vittorini2" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/vittorini2.jpg?w=249&#038;h=269" alt="vittorini2" width="249" height="269" /></p>
<p style="text-align:left;">Della gita ricordo il tram in un alone di rumori metallici, &#8220;el gamba de legn&#8221; lanciato lungo un canale; un motto pomposo sul muro della trattoria: &#8220;Forza e coraggio&#8221;, o qualcosa del genere; Crovi che aveva molta sete [...] nel tratto percorso a piedi; e Vittorini che a tavola ci richiamava amabilmente: &#8220;Non fare il cialtrone&#8221; se la discussione di faceva troppo animata.</p>
<p style="text-align:left;">Al ritorno, sempre in tram, si parlava ancora, o di nuovo, di letteratura. Quel giorno Vittorini amava entrare nel discorso quando questo era già avviato e prima che qualcosa finisse distorto o in confusione. Quando poi intervenne con il suo argomentare così sereno e naturale, non soltanto noi che gli eravamo assieme, ma tutti i passeggeri del tram si fecero zitti e attentissimi: lo si sarebbe potuto dire un tram di discepoli. Poi, arrivati a destinazione, ricordo che scesi ultimo del nostro gruppo, mentre un signore maturo, composto, mi accostava sul gradino per chiedermi conferma: &#8220;Ma quel lì l&#8217;è un professùr, vera!&#8221;.</p>
<p style="text-align:left;">[ Luigi Davì racconta un pranzo del 1956 in una trattoria di campagna a Vermezzo, con Elio Vittorini, suo figlio Mitia, i redattori dei "Gettoni" e altri giovani.<span id="more-1085"></span> In <em>La storia dei "Gettoni" di Elio Vittorini</em>, a cura di V. Camerano, R. Crovi, G. Grasso, Torino, Aragno, 2007, p. 1598; citato in G.C. Ferretti, <em>Dentro il laboratorio dei "Gettoni"</em>, in E. Esposito (a cura di), <em>Il dèmone dell'anticipazione. Cultura, letteratura, editoria in Elio Vittorini</em>, Milano, il Saggiatore, 2009, pp. 101-108 ]</p>
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		<title>A volte ritornano</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[blogsfera]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sarò anche irriverente: ma a me questa dichiarazione del viceministro Fazio ha fatto venire in mente il lancio del sequel di un film; oppure una oscura e minacciosa avvertenza che spalanca abissi di terrore:
Con la fine del picco cominceremo con calma a raccomandare la vaccinazione a tutti per evitare una seconda ondata di influenza, l&#8217;anno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gattomur.wordpress.com&blog=3506656&post=1080&subd=gattomur&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1081" title="1573626910.01.LZZZZZZZ" src="http://gattomur.files.wordpress.com/2009/11/1573626910-01-lzzzzzzz.jpg?w=337&#038;h=500" alt="1573626910.01.LZZZZZZZ" width="337" height="500" /></p>
<p>Sarò anche irriverente: ma a me questa dichiarazione del viceministro Fazio ha fatto venire in mente il lancio del <em>sequel</em> di un film; oppure una oscura e minacciosa avvertenza che spalanca abissi di terrore:</p>
<blockquote><p>Con la fine del picco cominceremo con calma a raccomandare la vaccinazione a tutti per evitare una seconda ondata di influenza, l&#8217;anno prossimo. Ricorderete che sia la spagnola sia l&#8217;influenza del 1968, colpirono in maniera forte nella seconda ondata, sempre più pericolosa della prima. Oggi abbiamo gli strumenti, che sono i vaccini, e dobbiamo evitarla.</p></blockquote>
<p>La sostanza è: se l&#8217;avete scampata quest&#8217;anno, non pensate di stare tranquilli; anzi, è peggio.</p>
<p>Per capire un po&#8217; meglio chi ci va a guadagnare, un ulteriore rimando all&#8217;<a href="http://lucamarcon.wordpress.com/2009/11/06/novartis1/">ultimo post sull&#8217;argomento</a> di un blog a riguardo molto informato.</p>
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