Posts contrassegnato dai tag ‘immigrazione’
Leggo un articolo (qui) sulla ragazza sedicenne che, a Torino, ha dichiarato, per coprire il suo primo rapporto sessuale, di essere stata violentata da due zingari, scatenando così un vero e proprio pogrom.
da Repubblica.it [fonte qui] di SILVANA MAZZOCCHI Luca Cefisi Discriminazione, luoghi comuni, pregiudizi. In Italia, ma non solo, i rom vengono visti come un popolo da evitare, da respingere, da ghettizzare nei “campi nomadi”, anche se loro nomadi non lo sono più da un pezzo.
[ (C) photo by Maurizio Maule ] Bene. Che vivessimo in uno Stato che definire “messo male” è, purtroppo, un eufemismo, era abbastanza chiaro, fin qui. Che il Governo in carica fosse una banda di briganti, incapaci e fedifraghi, era piuttosto evidente. Che poi, nella cultura diffusa, si tendesse al razzismo e alla nostalgia per [...]
Questa è una storia di legalità punita. La storia di datori di lavoro italiani e lavoratori immigrati presi in giro per aver avuto fiducia in una legge dello Stato, stabilizzato un lavoro sommerso, dichiarato la loro situazione a prefetture e questure, e per aver pensato infine che la legge fosse uguale per tutti.
A tutti quelli che fanno carriera politica parlando alla pancia degli elettori, con discorsi degni nemmeno dell’autobus o del bar-sport, dedico questa magistrale analisi di Tito Boeri. Che, per sintetizzare con una frase, afferma:
Prima di tutto la citazione. Da un blog politico di destra tuona una novella leghistella: ci stanno triturando i…da anni col global warming, con l’elettrosmog da telefonino ( mai dimostrato scientificamente il nesso causa/effetto) e via verdeggiando…noi europei ( non solo italiani) siamo bravissimi nel credere a quanlunque catastrofista dilettante si presenti col suo bel [...]
Nelle scorse settimane si è molto (s)parlato di “clima d’odio”, “seminatori di violenza”, etc.
Il signore sopra immortalato è Pier Gianni Prosperini. Così è tratteggiato in un articolo del Corriere: Il dermatologo che ha passato come uno tsunami un’infinità di schieramenti politici: ex liberale, poi democristiano, infine leghista, poi «transfuga» (anzi «traditur» come lo definiscono ancora oggi gli uomini di Alberto da Giussano) e anche aennino. Fino allo sbocco [...]
Mi sono rotto i coglioni di leggere certe cose: chiunque oggi può scrivere tranquillamente ciò che gli pare, ed è un bene, chi lo nega; ma ci dovrebbe essere il limite della decenza.
[Un bambino iraniano siede tra le donne durante le preghiere mattutine in una moschea nella periferia di Tehran, 24 Maggio 2001. REUTERS/Damir Sagolj (IRAN)]

