Conosciamoli ed evitiamoli (se possiamo)

[Peter Gomez e Marco Travaglio, Se li conosci li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento, Milano, Chiarelettere, 2008, pp. 574, € 14,60]

A poca distanza dalla monumentale ricapitolazione di Mani sporche (con Gianni Barbacetto) e nella stessa collana di “Inchieste e reportage”, troviamo ora in libreria un altro volume ponderoso e succoso: un “libro di pronto soccorso” (come viene definito dagli stessi autori) dedicato “A chi sogna una politica pulita. Cioè una Politica”.

In esergo citazioni di alcuni leader di diversi schieramenti sulla composizione “pulita” delle liste elettorali (la palma della comicità va al solito Berlusconi: “Non candideremo supposti autori di reati”), per un libro che però non si limita al solito criterio dei precedenti e delle pendenze penali:

Convinti che non basti essere incensurati per fare politica (aiuta, ma non è sufficiente), abbiamo scovato anche i fannulloni, i voltagabbana, i cambiacasacca, gli ignoranti, i nemici della legalità e della libertà di informazione, i corresponsabili dello scandalo della monnezza in Campania, gli amici dei ladri e dei mafiosi che non hanno mai valicato i confini del codice penale, quelli che hanno comprato casa a Roma sottocosto grazie al cognome che portano o alla carica che ricoprono, quelli che sono finiti in lista perché parenti o raccomandati, quelli che hanno votato decine di leggi vergogna e magari oggi, confidando nell’amnesia generale, hanno pure la spudoratezza di auspicarne l’abolizione.

La prima parte del libro, che presenta le liste dei “buoni e cattivi”, risulterà più o meno condivisibile, ma ha almeno il pregio di essere basata su criteri verificabili e fonti controllabili. Soprattutto, è assolutamente bipartisan.

E allora, tra i “Magnifici Venti della XV legislatura”, troviamo, tra gli altri: Rosy Bindi (Pd; per avere dimostrato che è possibile “essere, coerentemente e contemporaneamente, laici e cattolici”); Tana de Zulueta (Verdi; per la battaglia a favore della libertà di informazione; “vergognosamente” non ricandidata dall’Arcobaleno); Vladimir “Luxuria” Guadagno (Prc; per avere combattuto per i diritti di tutti “con una competenza che chi vive di pregiudizi non avrebbe mai sospettato”); ma anche Giorgia Meloni (An; per avere, tra l’altro, saputo “dire parecchi no ai vertici del suo partito” e avere presieduto “con fierezza e autorevolezza l’aula di Montecitorio); Angela Napoli (An; per le battaglie a favore della legalità e della moralizzazione della politica); e (addirittura) Carlo Vizzini (Fi; per essersi riscattato da una prescrizione per la maxitangente Enimont grazie alla proposta di un codice di autoregolamentazione dei partiti per escludere dalle liste i condannati).

Conclude la sezione dedicata ai “buoni” la lista dei firmatari dell’emendamento Licandro (per escludere dalla Commissione Antimafia i parlamentari condannati per delitti contro la Pubblica Amministrazione e per quelli contro l’amministrazione della giustizia) e i 9 (nove!) dissenzienti alla “legge Mastella” sulla limitazione alla pubblicazione delle intercettazioni.

La sezione dedicata ai “cattivi” è, purtroppo, molto più corposa: gli onorevoli che alla Camera e al Senato hanno approvato l’indulto; i “somari” beccati in castagna dalla trasmissione Le Iene su domande non troppo difficili di cultura generale (impagabile “Che cos’è e dov’è Guantanamo?” Leonardo Martinello, Udc: “Mai sentito… I carceri in Iraq o in Afagnistan… Apfaghistan…”; ma c’è anche – e questa la dedico al “mitico” Superciuk – Oskar Peterlini: “Che cos’è la Rcs? – È l’assicurazione, no?”); quelli che in Parlamento ci stanno per tradizione familiare o perché legati a un potente (la fisioterapista di Berlusconi, i due segretari di Veltroni, la moglie di Fassino, la seconda moglie di Bassolino, la segretaria particolare di Fioroni, la nipote dell’avvocato di Mastella-ex fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano-consulente di Enrico Letta [sic!], la moglie di Angelo Rizzoli…); quelli che i giornalisti come Montanelli (il “padre” spirituale di Travaglio, non lo dimentichi chi pensa di poterlo etichettare come un pericoloso “comunista”) e Biagi li imbavaglierebbero (particolarmente odiosa questa di Ferdinando Adornato sul “il Giornale” del 29 marzo 2001: “Montanelli? È moderato immaginario pluridecorato al valor giornalistico con licenza di straparlare”; da quale pulpito…); i politici che hanno segnalato dipendenti da far entrare nell’organico del Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania (Bassolino, ma anche Nicolais, Antonio Amato, Mastella…); e per finire l’elenco, rivelato da Marco Lillo ed Emiliano Fittipaldi su “L’espresso”, dei politici che hanno acquistato casa a Roma a prezzi di saldo (Adornato, Alemanno, Baccini, Casini, Franca Chiaromonte, Cossiga, Maura Cossutta, Giuliano Ferrara, Giuseppe Fioroni, Franco Marini, Walter Veltroni, Luciano Violante…).

La seconda parte presenta il peggio delle liste, partito per partito, con un breve profilo biografico e i motivi che ne decreterebbero l’impresentabilità (curriculum, inchieste a carico, assenze al parlamento, frasi celebri). E se, come appare scontato a partire dal suo premier, il PdL fa la parte del leone, anche Veltroni e Franceschini, che “avevano promesso di non candidare condannati, nemmeno in primo grado, e neppure personaggi sottoposti a giudizio”, ci fanno una figura meschina, con almeno due pregiudicati, qualche condannato in primo e secondo grado e diversi imputati e indagati.

Per il PdL (cito quasi a caso), in ordine alfabetico dopo Berlusconi (di cui riporto solamente il dato delle assenze: 4804 su 4875, il 98,5%!!!): Alemanno, Tommaso Barbato (lo sputatore di Cusumano!), Vito Bonsignore, Borghezio, Bossi, Ciarrapico, Cicchitto, Sergio De Gregorio, Dell’Utri, Lamberto Dini, Renato Farina (l’agente Betulla), Gianfranco Fini, Raffaele Fitto, Carlo Giovanardi, Paolo Guzzanti, Giorgio La Malfa, Mario Landolfi, Giuseppe Lombardo, Pietro Lunardi, Mario Malossini, Altero Matteoli, Gianfranco Micciché, Marcello Pera (che si guadagna una scheda lunghissima per il suo voltafaccia su Mani Pulite), Roberto Speciale (che si faceva arrivare le spigole a passo Rolle)…

Per l’Udc – Rosa Bianca: Casini, Adornato, Buttiglione, Cesa, Cuffaro, De Mita, Mannino, Pionati, Vietti, Zinzi…

Per la Destra: Storace (intercettazioni a Marrazzo e Mussolini) e Sabbatini.

Per il Pd: Veltroni (per varie ambiguità), Bersani, Enzo Bianco, Calearo (“L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori si potrebbe togliere, sarebbe un elemento di modernizzazione del paese”; “Lo sciopero fiscale [lanciato da Bossi] è uno shock, però a mali estremi estremi rimedi”), Enzo Carra, Castagnetti, Cocilovo, Crisafulli, Cusumano, D’Alema (una delle schede più lunghe…), D’Antoni, Fassino (con tanto di intercettazioni con Consorte), Anna Finocchiaro (adorata in partibus infidelium; secondo gli autori “molto fumo e poco arrosto”), Follini (“Cuffaro è una persona per bene, e io l’appoggio”), Nicola Latorre, Enrico Letta (che nel Pd vorrebbe lo zio Gianni), Rutelli…

Sinistra Arcobaleno: Boato (per la legge che porta il suo nome), Caruso (“L’indulto è uno scambio di prigionieri: noi liberiamo i nostri compagni e Forza Italia libera i suoi”, da schiantarsi…), Daniele Farina, Francesco Forgione (“la prova vivente di come la ‘casta’ riesca a cambiare in peggio anche le persone migliori”).

Socialisti Democratici Italiani: Enrico Buemi (autore, assieme a Taormina, di una proposta di legge per depenalizzare il reato di furto), Vittorio Craxi, Gianni De Michelis.

Conclude il volume una utile appendice che riporta le “leggi vergogna” proposte e approvate dai precedenti governi di destra (falso in bilancio, rogatorie, mandato di cattura europeo, legge Cirami, Lodo Maccanico, intercettazioni, norma sull’appello, ex Cirielli, condoni fiscali, scudo fiscale, detassazione sulle plusvalenze, diritti TV del calcio, conflitto d’interessi, legge Gasparri, decreto salva-Rete4, aiuti di stato ai decoder, condono sui danni all’erario, guerra ai magistrati) e di sinistra (indulto in primis, ordinamento giudiziario, intercettazioni, disegno di legge sulle TV, conflitto di interessi) e, infine, i programmi a confronto del Pdl e del Pd, con i loro costi e relativa copertura.

Per chiudere con una prospettiva positiva: gli autori notano che se, dopo anni di “silenzio” dopo il biennio 1992-93, il problema della moralità nelle liste sia tornato in primo piano (rendendo impresentabili nomi come quelli di Mastella, Cirino Pomicino e Alfredo Vito), il merito è attribuibile a Beppe Grillo e alle migliaia di partecipanti alla battaglia su Parlamento Pulito:

La prova evidente che l’impegno dei cittadini è sempre utile: nel Palazzo si fa né più né meno quello che la gente tollera che sia fatto. Quindi, bisogna insistere e non arrendersi mai.

Per chi volesse seguire il lavoro degli autori giorno per giorno, è disponibile anche un blog:

http://www.voglioscendere.it

Annunci



    Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: