Il mio amico Mario

Il mio amico Mario vive a Palermo e ha pubblicato un libro, questo:

Il mio amico Mario non è che lo veda spesso, anzi: non lo vedo quasi mai. Però lo ritengo mio amico, e gli voglio bene. Quando eravamo a Bologna ci frequentavamo, abbiamo parlato molto (molto per i miei standard, s’intende), abbiamo bevuto molto vino e fumato molte sigarette.

Il mio amico Mario è veramente molto simpatico, e il suo libro è il suo degno rappresentante.

E poi il mio amico Mario è molto bravo a fare alcune cose:

1. Cantare le canzoni dei cantautori italiani. Sembra incredibile, ma il mio amico Mario le conosce tutte!!! Tu basta che inizi (anche un Lucio Battisti minore, oppure un Mimmo Locasciulli, o qualsiasi canzone di qualsiasi cantautore ti possa venire in mente), e lui continua e ti canta tutta la canzone, con le parole e tutto il resto. Mentre canta fa anche i gesti, ogni tanto sembra Gianni Morandi per come si muove mentre canta. L’ultima volta che l’ho visto, ha cantato pure in spagnolo, mi sembra fosse quella canzone di Caetano Veloso che parla della luna che c’è nella colonna sonora di Parla con lei.

2. Raccontare le barzellette. Ci sono alcuni suoi “cavalli di battaglia” (se così si può dire) che ormai conosco a menadito: ma lo stesso, quando sono andato a trovarlo un paio di anni fa, gli ho chiesto di raccontarmele di nuovo, tanto sono divertenti. Una delle storie ruota attorno a una frase che dice “nun mi scantu di nuddu”; un’altra parla di tue tipi che discutono se quella cosa che hanno davanti è cioccolato o merda; ma quella che preferisco è una che finisce con una tipa che, a chi le chiede come si chiama, risponde “Iànciula”. Sono veramente spassose.

3. Andare in bicicletta. Anzi, l’ultima volta che l’ho sentito mi ha addirittura detto che, adesso, fa un lavoro che c’entra con l’andare in bicicletta. Non ho capito proprio bene cosa sia, ma sono sicuro che non c’entra col Giro d’Italia.

Ma queste cose non c’entrano molto con il libro.

Mario Valentini, In certi quartieri, Mesogea, 2008

Qui invece, non dico sempre, ma spesso, lo scarafaggio viene lasciato libero di proliferare a suo piacimento, e questo è buono per gli scarafaggi di tutto il mondo che ogni anno organizzano un grande raduno a Palermo. Si danno appuntamento in questa città dall’anno prima. «L’anno prossimo, tutti a Palermo!» si dicono. Uno accenna timidamente che va a Rimini. «Ma no, sei pazzo!» gli dicono. «Vieni a Palermo con noi» gli dicono «si sta bene a Palermo».

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