Bombaroli tricolori

Nel bel libro di Riccardo Dello Sbarba dedicato al Sudtirolo (Südtriol Italia. Il calicanto di Magnago e altre storie, il Margine, 2006), una parte corposa è dedicata a una storia un po’ dimenticata: quella degli attentati terroristici “italiani” (pp. 112-137: “I bombaroli tricolori”, “Il giudice e il gladiatore” [intervista al procuratore Cuno Tarfusser], “Mele avvelenate”, “Uccideremo Magnago” [intervista a Silvius Magnago]).
Spesso vengono ricordati i “Bumser” autonomisti sudtirolesi che, a partire dalla metà degli anni Cinquanta, hanno funestato la storia recente della provincia di Bolzano (per chi fosse interessato a questa storia, e un po’ più in generale alla storia del Sudtirolo, non posso che consigliare la lettura di tutto il blog Segnavia, partendo magari da qui); ma del fenomeno dei “bombaroli tricolori”, che negli anni Ottanta hanno rivendicato una manciata di attentati, poco si fa menzione. E invece, “anche gli italiani hanno avuto i lotro bombaroli”, dice Cuno Tarfusser intervistato da Dello Sbarba:

Se si pensa al clima di allora, bisognerebbe meravigliarsi del contrario. Ma i fatti dimostrano anche che solo quando i gruppi locali trovano un apporto esterno riescono a mettere a segno grosse operazioni. Se i locali avessero avuto in proprio una capacità tecnica maggiore, ne avremo viste delle belle. (p. 120)

Non è mia intenzione ripercorrere quella storia, la lettura dei testi di Dello Sbarba è chiara e esaustiva, non posso che consigliarne la lettura a chi voglia conoscere il “terrorismo di matrice italiana portato avanti da gruppi autoctoni, gente che viveva e lavorava in Sudtirolo e che ad un certo punto ha pensato che bisognasse ricorrere alle bombe” (p. 112).
Su questa storia, un po’ fantozziana, hanno fatto un po’ di chiarezza le indagini del procuratore Cuno Tarfusser, le cui parole spalancano la porta su una storia tipicamente italiana, in cui fanno capolino, anche, guarda un po’, i servizi segreti (in particolare Gladio), e si scopre che “un organismo dello Stato si stava orientando verso un’attività illecita: a bombe tedesche, equivalente reazione italiana” (p. 117), che “persone all’interno di un organismo dello Stato avevano programmato attentati e rapimenti, che questi atti, intorno al 1979-80, erano arrivati fino ad una fase avanzata di preparazione: con sopralluoghi sugli obiettivi, addestramenti di persone, preparazione di documenti falsi…” (ibidem).
Mi interessa invece molto ripercorrere il linguaggio dei volantini di rivendicazione degli attentati, provenienti da persone che “rientrano nello stesso ambiente gladiatorio, patriottico, di forte ‘italianità’, tendenzialmente militare o militaresco” (p. 118), un linguaggio che riprende “pari pari i discorsi che si facevano in un qualunque bar di una zona popolare di Bolzano” (p. 121).
Un linguaggio e degli “argomenti” che, per chi frequenta certi blog o legge certi comunicati stampa di partiti politici o segue le campagne elettorali della provincia di Bolzano, saranno sicuramente familiari…
Buona lettura e buon divertimento. Con un avvertimento: “Il terrorismo italiano si esaurisce così. Una perizia linguistica commissionata dal Tribunale di Bolzano ipotizza che i diversi volantino siano opera di uno stesso gruppo di persone” (p. 131).

3.10.1978, volantino “Brigata Cesare Battisti”:”Abbiamo colpito noi a Frangarto. Esplosivo gr. 250, due micce collegate a due detonatori in parallelo. Rispondiamo a attentati contro il Monumento alla Vittoria e alla cancellazione delle scritte in italiano dai cartelli stradali. Finora abbiamo subito, ma è arrivata l’ora della verità. Serva da monito anche ai politici italiani. Se non cambia la politica in Alto Adige, siamo pronti a rispondere al fuoco col fuoco”.

13.09.1979, volantino che accompagna sacchetto di mele avvelenate: “Tra Terlano e Lana abbiamo avvelenato più di 100 mele. Il Bauernbund finanzia gli attentatori di Tirol grazie ai capitali esenti dalle tasse. Il monumento all’alpino dovrà essere ricostruito coi soldi del Bauernbund. Altrimenti continueremo la lotta contro gli operatori economici di lingua tedesca. W gli alpini”.

26.09.1979, volantino firmato “MiA”, Movimento italiano Alto Adige:”Avvertimento: cessate ostilità antialiane. Abolite proporzionale e bilinguismo, frutto del cedimento di politici locali e governo venduto. Dimezzate i contributi statali all’Alto Adige, perché vengono usati per scopi antinazionali. Fate pagare le tasse a agricoltori e albergatori”.

6.10.1979, volantino “MiA”: “Chi non ha capito è un imbecille. Nulla contro Hofer o i tedeschi. Ma che l’Italia abbia concesso l’uso della lingua tedesca non significa che gli italiani debbano imparare il tedesco o debbano andarsene. Le ricchezze sono tedesche, l’unica risorsa della minoranza italiana è il pubblico impiego. Alpini, vergognatevi! Solo i vigliacchi non reagiscono! Italiani, ribellatevi! MiA è con voi e chiede immediate dimissioni commissioni 6 e 12”.

30.10.1979, volantino “MiA”: “Saputo che il Comune di Brunico vuole sentire alcuni pareri prima di ricostruire l’alpino distrutto, si consiglia di ricollocarlo al suo posto prima dell’A. Hofer. Pagherà di persona chi intende ostacolare questo progetto. La Svp vieta l’insegnamento del tedesco nelle scuole materne italiane. Vi faremo maledire il momento in cui i terroristi di lingua tedesca usarono questi stessi sistemi negli anni ’60”.

5.12.1979, volantino “Api”, Associazione protezione italiani: “Ringraziamo il MiA che ha acceso focolai di speranza che porteranno a riesame situzione altoatesina. Con Pacchetto, proporzionale e bilinguismo Svp discrimina italiani. È un pericoloso precedente per altre regioni autonome. Dimezzare i finanziamenti per l’Alto Adige e darli ai terremotati del Belice. Questi ingrati si attribuiscono tutto il merito del benessere di cui gode l’Alto Adige. Perché dobbiamo aiutare persone che non possono vederci neppure morti? In Austria le minoranze etniche non hanno alcun diritto. Questa serie di attentati vi farà capire che siamo giunti al capolinea”.

8.12.1979, volantino “Api”: “Faremo nuove e più clamorose azioni. Inviatiamo turisti italiani e stranieri a lasciare l’Alto Adige. Politici Svp attenti! Egna era solo un primo avvertimento. Vogliamo ridiscussione Pacchetto prima del censimento ’81. Case secondo il bisogno e non la proporzionale, lavoro per gli italiani con o senza bilinguismo”.

15.08.1980, volantino “Api”: “La Provincia non deve finanziare la riparazione delle funivie colpite dagli attentati. No al censimento ’81”.

7.11.1980, lettera firmata “Pattuglia capitano Gentile”: “Voi non volete italiani tra i piedi, noi non faremo più venire i turisti tedeschi. Noi abbiamo costruito il vostro benessere e noi lo distruggeremo”.

30.12.1980, volantino firmato “Gli italiani”: “Il censimento ’81 è il muro di Berlino voluto dalla Svp. Italiani, pubblicizzate i soprusi che subite. Ora che la Svp ha un suo Pacchetto, ne chiediamo uno anche noi che siamo la vera minoranza perseguitata”.

24.01.1981: “Poiché il governo è incapace di tutelare minoranza italiana in Alto Adige ci rivolgiamo a Parlamento europeo. La concessione dell’autonomia è un’immane ingiustizia che costerà la tedeschizzazione degli italiani. De Gasperi-Gruber certo non volevano questi risultati. Siamo spiacenti di dover usare questi metodi, ma ci siamo dovuti adeguare”.

14.02.1981: “Comunicato n.2: restiamo in tema di ferrovie, per dimostrarvi che se vogliamo possiamo anche distrugegrle. Ai giornalisti che ci criticano: il quotidiano ‘Alto Adige’ è solo la traduzione italiana del ‘Dolomiten’. Il governo italiano deve aprire gli occhi. Vogliamo l’abolizione di proporzionale, censimento e bilinguismo. W l’Italia”.

02.08.1981, volantino “Api”: “Rivendichiamo attentati del 31 luglio. Questa autonomia non ci piace. Il governo deve smettere di delegare tutto alla Svp. Il censimento ’81 non s’ha da fare. Generale Dalla Chiesa, torna al tuo paese!”.

25.09.1981, volantino “Api”: “No al censimento ’81. Abbiamo avvelenato centinaia di mele tra Bolzano e Merano”.

28.09.1981, telefonata: “In Alto Adige avvelenate 200 mele, dosi fulminanti. Fermate la raccolta o moriranno centinaia di persone”.

28.09.1981, volantino “Api”: “Il Pacchetto è un muro di Berlino tra i gruppi etnici. Il Sudtirolo diventerà come l’Irlanda del Nord. Il censimento ’81 è una schedatira razzista per spazzare via gli italiani. Il bel quotidiano ‘Alto Adige’ ci spieghi come convincerà italiani e ladini ad aspettare il proprio turno per la proporzionale. Italiani, boicottate il censimento!”.

01.10.1981, lettera al procuratore Giudiceandrea: “L’Api non esiste, è una sigla che si inventano i tedeschi per dare la colpa a noi italiani. Le mele le hanno avvelenate i contadini stessi. Indagate sui sudtirolesi”.

15.10.1981, volantino “MiA”: “Anche i ciechi hanno visto che razza di monumento è stato eretto all’alpino a Brunico, al contrario di Hofer a Merano. Ogni gruppo linguistico deve vedere soddisfatte le sue esigenze. Gli italiani sono costretti a soccombere al censimento e a parlare tedesco per dare un avvenire ai figli”.

16.01.1986, volantino “MiA”: “Torneremo alla lotta armata. Vi abbiamo lasciato il tempo necessario, ma visto che dopo il voto espresso il 12 maggio in maniera democratica e civile i politici non hanno saputo né voluto affrontare questa nuova realtà, lotteremo contro questo apartheid. Non ci sentiamo una minoranza, ma una parte del popolo italiano dimenticata da Roma”.

13.04.1986, scritte “MiA”: “Siamo tornati. 1981-1986. No al Pacchetto. Roma basta con le concessioni. Schützen e Magnago Achtung”.

25.05.1987, volantini “MiA”: “Avviso ai sudtirolesi: colpite un italiano e noi non avremo pietà dei vostri figli”.

26.05.1987, volantino “MiA”: “Solidarietà con gli italiani colpiti da attentati, reagiremo all’eversione sudtirolese”.

16.11.1987, volantino “MiA”: “Colpito liceo tedesco per sensibilizzare opinione pubblica nazionale. No al Pacchetto, no alle scuole separate. Non ci resta che la lotta armata. Troppo comodo sentirsi italiani solo quando si vincono i mondiali. W l’Italia”.

05.09.1988, volantini firmati insieme “Api” e “MiA”: “Boicottaggio economico: Italiani, non acquistate nei negozi dei sudtirolesi, mettete i soldi solo nelle banche nazionali, gettate fiammiferi accesi nei fienili, distruggete i cartelli scritti solo in tedesco, organizzate i comitati di difesa, preparatevi allo scontro fisico”.

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  1. Bello. Si fa per dire (visto l’argomento).

  2. Ferruccio

    D’accordo, propaganda nazionalista, becera, idiota e un po’ goliardica (“con API si vola” era il tormentone su Carosello della benzina API). Però rispetto al vero terrorismo altoatesino c’è una bella differenza: API e MiA non causarono né morti né feriti. Idioti e fascistoidi fin che si vuole, ma non assassini. E’ già qualcosa. Rifiutando di giungere al sangue, questi sprovveduti hanno almeno contribuito, rendendosene conto o meno, a far sì che il Sudtirolo non si trasformasse davvero in qualcosa di molto simile ai paesi Baschi o all’Irlanda del Nord.

  3. Per carità, non ho sostenuto nulla di diverso dalle cose sacrosante che dici tu, Ferruccio. L’avevo infatti definita “una storia un po’ fantozziana”. Ma fai benissimo a rimarcarlo.
    Ciao e grazie.




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