Radici fasciste

[Sonic Youth, Youth Against Fascism]

Vista la cosiddetta opposizione che ci troviamo, per trovare una vera voce di dissenso alla deriva che ci governa occorre guardare dove, forse, non ci si aspetterebbe tanto.
L’editoriale del settimanale Famiglia cristiana affronta di petto il razzismo che trasuda da alcune proposte di chi guida il nostro povero paese; e mena colpi durissimi, anche ai “sepolcri imbiancati”, pronti a brandire l’arma del cattolicesimo quando si tratta di stringere la mano alle alte gerarchie ecclesiastiche o tirar su voti facendosi paladini delle “radici cristiane”.
Tutto talmente condivisibile che vale la pena trascriverlo, leggerlo, rileggerlo, farlo diffonderlo.

Silenzio assordante contro l’indecente proposta del ministro Roberto Maroni

editoriale del settimanale Famiglia cristiana

Alla prima prova d’esame i ministri “cattolici” del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell’unità della famiglia umana e l’attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all’Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom.
Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuto ha previsto? Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s’è rifiutato di schedare, il presidente del Veneto, Galan, ha parlato di “fantapolitica”, ma il ministro non arretra di un millimetro.
Non stupisce, invece, il silenzio della nuova presidente della Commissione per l’infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perché le schedature etniche e religiose fanno parte del dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?
A sessant’anni dalle leggi razziali, l’Italia non ha ancora fatto i conti con le sue tragiche responsabilità (non ce ne siamo vergognati abbastanza). In particolare, quei conti non li ha fatti il centrodestra al governo, se un ministro propone il concetto di razza nell’ordinamento giuridico. Perché di questo si tratta. Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella gialla al braccio, in segno di pubblico ludibrio.
Oggi, con le impronte digitali, uno stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c’è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del paese? Rende meno, forse, politicamente? Ma c’è di più. Stiamo assistendo al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per gli stranieri poveri. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (firmata anche dall’Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita.
È giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l’accattonaggio (che non è reato). C’è un solo modo perché i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto legge perché, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi. Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L’affossa “pianisti” sarebbe l’unico “lodo” gradito agli italiani.

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  1. Ciao Gianluca, pensa: siccome avevo sentito parlare di questo famigerato editoriale (che affonda letteralmente un governo sostenuto da ciellini & similidioti paleocristiani), l’altro giorno sono entrato in un chiesa cittadina ed ho “acquistato” Famiglia cristiana. Mai fatto sino ad ora (o meglio, non con tale convinzione… normalmente lo compri se vedi un titolo interessante in copertina o un libretto in regalo e comunque in chiesa ci sono di tanto in tanto).

    Se uno come Galan, a proposito di questo provvedimento, ha parlato di “fantapolitica”… beh, allora siamo veramente alle comiche. Vomitevoli, in tal caso. Perché di mezzo (ricordiamoglielo fino a quando arrivano alla nausea che noi proviamo per loro) ci sono dei bambini. Gli innocenti per eccellenza.

  2. Ciao Valentino.
    Anch’io volevo comprare Famiglia cristiana, ma poi Internazionale, a cui sono abbonato e che mi è arrivato oggi nella cassetta delle lettere, mi ha fatto la sorpresona: l’editoriale sta lì, assieme ad altri articoli sui rom presi da giornali stranieri.

  3. Étranger

    Due ottime cose. L’editoriale di “Famiglia Cristiana” e il pezzo dei Sonic Youth.

  4. Sono sconvolto, ho appena letto il solito articolo inutile sul blog del Superciuco, che ha il coraggio di mettere sullo stesso piano le discriminazioni razziali e la situzione del Sudtirolo:

    “Quel che è certo è che l’Unione Europea non sembra essersi minimamente meravigliata dell’obbligo delle impronte digitali per entrare negli USA e nemmeno, nel Continente dell’assenza delle discriminazioni, di una conta delle razze, che serve a determinare il futuro dei poveracci che ne sono vittime, nel Sudtirolo…”

    Sono basito…

  5. Étranger

    Non ho mai capito questa cosa. Superciuco ha espresso recentemente più volte l’idea di accostarsi (o almeno di non ritenere così ributtante l’idea di accostarsi) al PD. Benissimo. È un peccato che nel PD locale non ci sia nessuno disposto ad avallare le sue tesi deliranti sul regime discriminatorio vigente in Sudtirolo (al limite potrebbero proporgli un “tavolo” per parlarne, sempre che ne trovino uno libero). Non capisco questa cosa, dicevo, perché in realtà in Sudtirolo un partito fatto apposta per il nostro c’è. Si chiama “Unitalia” e recentemente ha aperto un bar (chiamato con un eccesso di fantasia “La Destra”) proprio in Piazza Vittoria. Un fine intellettuale del calibro di Superciuco avrebbe a mio avviso notevoli possibilità di successo in quell’ambiente. E ovviamente potrebbe anche usufruire di alcolici “a gratis”.

  6. E insomma, continuano a beccarsi dei fascisti anche dalle gerarchie cattoliche. Certo che farsi superare a sinistra da quelli…

    http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_06/foschini_0963ed3c-4b35-11dd-9596-00144f02aabc.shtml




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