Intercettazioni

Era estate, in America, quando tornò la nausea, quando non cessarono gli scherzi, quando non cessarono le congetture e le teorie e le iperboli, quando l’obbligo morale di spiegare ai propri figli la vita degli adulti fu abrogato per tenere viva in loro ogni illusione sulla vita degli adulti, quando la meschinità della gente apparve semplicemente schiacciante, quando una specie di demone era stato sguinzagliato nel paese e, da ambo le parti, la gente si chiedeva: “Perché siamo così pazzi?”, quando uomini e donne, svegliandosi al mattino, scoprivano che durante la notte, in un sonno che li aveva trasportati oltre l’invidia o il ribrezzo, avevano sognato la spudoratezza di Bill Clinton. Sognai io stesso un gigantesco striscione, dadaisticamente teso come uno degli involucri di Christo da un capo all’altro della Casa Bianca, con la scritta QUI ABITA UN ESSERE UMANO. Era l’estate in cui – per la miliardesima volta – il casino, il pasticcio, il guazzabuglio si dimostrò più sottile dell’ideologia di questo e della moralità di quello. Era l’estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti e la vita, in tutta la sua invereconda sconcezza, ancora una volta disorientò l’America.
[ Philip Roth, La macchia umana ]

Dieci anni dopo, la stessa meschinità. E tutto ruota sempre attorno alla stessa cosa, alla stessa “posizione”.
Sono giorni che circolano voci su presunte telefonate “calde” tra un attuale ministro e il premier, che, si dice, farebbero espliciti riferimenti al sesso orale.
Premetto che se c’è qualcuno che disprezzo (politicamente, culturalmente, umanamante), questo è proprio Silvio Berlusconi; e le forze politiche che ci governano mi fanno cacare, mi piacerebbe che scomparissero con un colpo di bacchetta magica. Ma un sentimento simile non deve tradursi in idiozia, penso.
Soprattutto quando di mezzo ci vanno persone forse non così disprezzabili, almeno umanamente.
Certamente Mara Carfagna non ha bisogno di presentazioni. Ho anche evitato di mettere una sua fotografia a corredo di questo post, anche se, in effetti, la sua bellezza avrebbe certamente arricchito questo povero blog.
Ora i fatti stanno così: Mara Carfagna è giovane e bella, e ha fatto carriera nel mondo politico. E, guarda caso, quando a fare carriera è una donna, e per di più giovane, e per di più bella, subito sorgono i dubbi. Chissà poi perché questi dubbi non si profilano nemmeno all’orizzonte quando a fare carriera è un uomo…
Quando poi una parte becera di un’opposizione già di per sé stupida, che evidentemente non ha altri strumenti, si aggrappa a “dicerie”, a voci, a “pettegolezzi” (la parola ha una forte parentela con il “peto”, di cui condivide la pervasività e il fetidume), beh, allora siamo proprio alla frutta.
In un solo colpo si ottengono molti risultati: si legittima la richiesta di chi vuole mettere una bavaglio alle intercettazioni, che invece sono uno strumento investigativo importante; si scredita chi si oppone al potere, perché se si punta a un “sexgate” all’italiana, si va giustamente a perdere; e, guarda caso, si ottiene sempre lo stesso risultato, quello di mettere al suo posto la donna, soprattutto se giovane e bella. Il tutto per appagare i pruriti di un’opinione pubblica ormai rimbecillita.
Che nausea. L’unica cosa che mi viene da fare, è dichiarare, per quel che vale, la mia solidarietà a Mara Carfagna, che, pur essendo ministro di un governo che odio, merita il rispetto che si deve a tutti.

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