Armi improprie

È abbastanza evidente la strategia della ministra Gelmini: portare una consistente parte degli insegnanti a ingoiare la pillola amara grazie a zuccherini dolciastri.
Esiste una letteratura enorme sul disagio degli insegnanti (con vezzo anglofilo definito “burn out”); ma non serve arrivare a tanto, basta conoscere un po’ l’ambiente per rendersi conto del livello di frustrazione e insoddisfazione che serpeggia: non possiamo questo, non possiamo questo, la situazione ci sfugge di mano, etc.
E qui arriva la Gelmini, e su un piatto d’argento offre delle armi che l’insegnante può sfoderare contro l’allievo “indisciplinato”: il voto di condotta, la possibilità di bocciare anche per una materia, e chissà cosa ancora. Il tutto, ovviamente, ammantato dall’aura di “finalmente qualcuno che riporta la serietà a scuola”, che tanta presa fa in chi di scuola non capisce una mazza. Come se fosse l’autoritarismo a fare la serietà della scuola.
La scuola, diversamente dalla vulgata della destra, che ne fa un covo di sinistroidi, è il regno di quelle che, in uno studio sociologico degli anni ottanta, mi pare, erano definite “le vestali della classe media”: probabilmente staranno al gioco della Gelmini, fiere di potere sfoderare le nuove armi e di sentirsi, finalmente, potenti.
(Chiedo scusa preventivamente ai colleghi e alle colleghe, e penso che fortunatamente siano ancora tanti, che dovessere non riconoscersi in questo ritratto, che non pensano che l’autorevolezza si conquisti con l’autoritarismo, che ancora credono in una scuola democratica. Ripeto: siamo forse in tanti: ma in democrazia, ancora una volta, la maggioranza vince…)

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  1. …infatti, perchè dotare gli insegnanti di armi improprie? Basta reintrodurre le sane bacchettate sulle mani, e perchè no, la cara vecchia cintura di cuoio.
    Sempre le cose a metà fanno, queste minestre! Ops, ministre!

  2. Però, però

    si deve prendere atto che è una bella donna;
    con la bocca come quella nella foto, poi…

  3. Paddo, ti dico solo una cosa: al di là che le tue battute, intrise di sessismo, mi fanno veramente cacare, c’è la questione dell’indirizzo mail: è necessario, per motivi legali, indicare quello corretto.
    Ora, io non capisco perché tu continui a venire qui e, cambiando nick ogni volta, lasciare commenti insulsi. Sei libero di farlo, io non te lo impedirò. Ma devi, DEVI, indicare un indirizzo mail corretto.




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