Una strizzatina d’occhio…

thumb_cat_eyes_screen[ immagine tratta da: GetSkinned]

Come l’individuo non è solo nel gruppo e ogni società non è sola fra le altre, così l’uomo non è solo nell’universo. Quando l’arcobaleno delle culture umane si sarà inabissato nel vuoto scavato dal nostro furore; finché noi ci saremo e esisterà un mondo – questo tenue arco che ci lega all’inaccessibile resisterà: e mostrerà la via inversa a quella della nostra schiavitù, la cui contemplazione, non potendola percorrere, procura all’uomo l’unico bene che sappia meritare: sospendere il cammino; trattenere l’impulso che lo costringe a chiudere una dopo l’altra le fessure aperte nel muro della necessità e a compiere la sua opera nello stesso tempo che chiude la sua prigione; questo bene che tutte le società agognano, qualunque siano le loro credenze, il loro regime politico e il loro livello di civiltà; in cui esse pongono i loro piaceri e i loro ozi, il loro riposo e la loro libertà; possibilità, vitale per la vita, di distaccarsi e che consiste – addio selvaggi! addio viaggi! – durante i brevi intervalli in cui la nostra specie sopporta di interrompere il suo lavoro da alveare, nell’afferrare l’essenza di quello che essa fu e continua a essere, al di qua del pensiero e al di là della società; nella contemplazione di un minerale più bello di tutte le nostre opere; nel profumo, più sapiente dei nostri libri, respirato nel cavo di un giglio; o nella strizzatina d’occhio, carica di pazienza, di serenità e di perdono reciproco che un’intesa volontaria permette a volte di scambiare con un gatto.

[Claude Lévi-Strauss, Tristi tropici]

Annunci

  1. …trattenere l’impulso che lo costringe a chiudere una dopo l’altra le fessure aperte nel muro della necessità …passavo di qui.. e come al solito me ne andrò con un sacco di domande per la testa… come va? ti lascio un saluto!

  2. GattoMur

    Ciao cara. È un periodaccio, ci sono gli scrutini. Ti dirò, io adoro il mio lavoro, lo faccio con passione e faccio tutto quello che posso fare per farlo al meglio (o, almeno, quello che ho in mente con “meglio).
    Però sta cosa dei voti proprio non riesco a farla serenamente: ho sempre timori, mi sembra sempre un gesto “invasivo” verso il/la ragazzo/a, vorrei riuscire a essere “giusto” valutando il lavoro dello studente ma anche riuscire a dare la valutazione più efficace affinché possa imparare, amare lo studio, avere un rapporto sereno con l’apprendimento.
    Insomma, un groviglio. Pensavo che col tempo sarebbe andata meglio, ma da dieci anni la situazione mi sembra rimasta sempre lì: non ce la farò mai, mi dico.
    (Tu mi potrai dire: Beh, cambia lavoro! Guarda, se c’è un motivo per il quale lo farei subito, molto a malincuore, perché è un mestiere che mi piace, dei molti che ho fatto è quello che mi piace più di tutti, è proprio questo).
    Senti, ti uso biecamente, tu che sei ancora un po’ vicina all’età di chi studia: cosa ne pensavi, quando andavi a scuola, dei voti, delle pagelle, etc.? Così, una riflessione in generale. Se hai voglia di scrivermi qualcosa te ne sarei eternamente grato.
    Ciao.

  3. GattoMur

    Ah, mi è anche venuto in mente che dei miei 3 lettori ce n’è un altro che può darmi una mano (no, Gabriele, ovviamente per motivi anagrafici non sei tu…). Se lo volesse fare sarei eternamente grato anche a lui.

  4. gadilu

    Peccato.

    Io comunque sono un sostenitore del 10 politico.

  5. potrei dilungarmi parecchio al riguardo e non vorrei invadere il tuo blog! appeno ho un pò di tempo ti mando una bella mail!!! buon lavoro!!

  6. GattoMur

    Sì, grazie. Comunque non invadi il mio blog, figurati! Scrivi quanto dove come vuoi.
    ciao

    @ Gabriele
    Io sarei per l’abolizione dei voti e per una valutazione più “qualitativa”: il ministro è purtroppo di un altro parere, tanto che ha introdotto i numeri anche alle elementari…
    Sono proprio Inattuale, eh!

  7. devo premettere che sono stata abbastanza fortunata come studentessa, ho fatto il liceo linguistico contro la mia volontà ma ho imparato ad apprezzarlo anno dopo anno. al secondo anno in particolare la mia classe ha avuto l’onore di poter godere degli insegnamenti di uno dei migliori professori di latino e storia. l’approccio con i suoi alunni ha cambiato in molti di noi il modo di giudicare la scuola e gli insegnanti. le sue lezioni erano interessantissime, ci proponeva continuamente lavori di gruppo ed esercitazioni originali e ci motivava ad essere una squadra e non una classe. grazie a lui ho imparato che la competizione, a qull’età molto difficile da gestire, non era indispensabile per sentirsi apprezzati. noi non ci sentivamo giudicati da lui, sebbene mettesse voti alti o bassi a seconda del caso e parlasse con i genitori, era più come un compagno di studio che spronava i ragazzi più svogliati e apprezzava quelli che primeggiavano ma senza “idolatrarli”.
    io non sono mai stata la prima della classe, anzi, ero abbastanza pigra e svogliata con la media del 6. prendevo voti alti solo quando secondo me ne valeva la pena, cioè quando un argomento mi appassionava, quando lo trovavo davvero interessante. io sapevo di poter ottenere otto e nove se solo avessi studiato un pò di più il pomeriggio o fossi stata più attenta alle spiegazioni, il problema è che preferivo fare sport uscire con le amiche e disegnare pomeriggi interi. dedicarmi a ciò che mi piaceva. ho preso tanti voti bassi… davvero tanti, a volte anche ingiustamente da professori che per noi erano robot e non uomini sempre con le spalle alla classe impegnati a scrivere alla lavagna o per i quali la classe era fatta da quei 5 o 6 che prendevano i voti alti. so che deve essere difficile riuscire a capire tutti i propri alunni ed essere obiettivi nelle valutazione ma credo bisogna far capire loro che il giuduzio, il voto non è tutto. il voto alto dev essere un premio quello basso un richiamo, per me lo ero, ed è stato così anche all’università. ho preso alcuni 30 ma anche 22 e 23. mi sono presa i miei tre anni per studiare, il mio voto ovviamente medio, ma mi sono goduta la vita da studentessa. ricordo che mia sorella più grande di me passava pomeriggi interi solo a studiare dalle 3 alle 7 senza una pausa, lei la figlia modello, io la ribelle che se ne fregava. eppure abbiamo trovato entrambe la nostra starda.
    non dimenticherò mai il giorno in cui il mio professore di filosofia al 5 anno mi disse: lo so che questo non è il posto per te, qui ti annoi ma stringi i denti ancora un anno e poi vedrai che potrai dedicarti a ciò che ti piace!
    l’ho apprezzato molto.. anche quando mi metteva 4!

    ma tu cos’è che insegni?!?

  8. @ auryness
    insegnerei it, lat e st, ma quest’anno sono in una scuola con una particolare divisione di cattedre, per cui ho solo lat.
    Grazie per le tue parole, le medito e poi provo a dire la mia

    @ gadilu

  1. 1 In ricordo di Claude Lévi-Strauss « GattoMur’s Weblog

    […] Avevo citato l’ultima pagina di Tristi tropici qui. […]




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: