Nota sull’inceneritore

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[disegno di Marco Dianti tratto da: questotrentino.it]

In questo post non troverete informazioni particolareggiate sulla questione dell’inceneritore a Trento, per reperire le quali esistono fortunatamente ottimi siti (EcceTerra, molti articoli in QuestoTrentino, e altro materiale facilmente reperibile in rete).

Semplicemente, nel giorno in cui il presidente del Consiglio inaugura il “termovalorizzatore” (termine quanto mai discutibile) di Acerra vorrei fare alcune riflessioni.

Ci sono molti motivi, mi sembra, per essere contrari alla costruzione, nella città in cui viviamo e in altri luoghi, di un inceneritore. Li schematizzo in alcuni punti:

– Un inceneritore non risolve “magicamente”, come invece viene spesso contrabbandato all’opinione pubblica, il problema dei rifiuti solidi, poiché lascia delle scorie in alta percentuale, che costituiscono “rifiuti speciali”: che fine fanno?

– Un inceneritore emette polveri sottili e diossine, pericolose per la salute dell’ambiente e dell’uomo.

– La presenza di un inceneritore è IN ASSOLUTA CONTRADDIZIONE con una politica di incentivo della raccolta differenziata, in funzione del riciclo dei materiali. Detto in parole povere: il gestore di un inceneritore ha tutto l’interesse ad avere una maggiore quantità di rifiuti da bruciare.

– Non è assolutamente certa la convenienza di un inceneritore in termini di costi/benefici.

Oggi, appunto, si celebra un capitolo della solita politica dell’immagine: il salvatore della patria, che magicamente ha fatto sparire tonnellate di rifiuti dalle strade campane, può inaugurare un’opera finora osteggiata dalle sinistre ambientaliste. (Sono tra le persone più felici della scomparsa dalle scene politice di Pecorario Scanio: ma addirittura addebitare a lui la paternità del problema dei rifiuti, come ha fatto certa stampa e i politici ora al governo, mi è sempre parso paradossale).

Ma, e a livello locale? Si sa che quando si arriva alle questioni importanti, può succedere che saltino alcuni facili schematismi politici (vedi qui).

E dunque: a Trento assistiamo alla situazione paradossale per la quale nel mondo politico istituzionale sono le destre ad osteggiare la costruzione dell’inceneritore, voluto dalle giunte “di sinistra” al potere. Ad eccezione, per fortuna, del neo eletto assessore Roberto Bombarda dei Verdi, che ha riabilitato il suo partito dalle troppe ambiguità mostrate in passato sulla questione.

Anche la vicina Bolzano ha una sua questione-inceneritore (per la quale si veda il sito di Ambiente e Salute, oppure questo dossier in Nonluoghi.info e tabto altro materiale reperibile in rete con una semplice ricerca), e qui la situazione è ancor più paradossale: perché, ahimè loro, i verdi-ambientalisti fanno parte della giunta comunale che ha approvato il progetto della costruzione di un nuovo inceneritore. Ciò ha ovviamente portato, qualche tempo fa, a una spaccatura nel mondo politico ambientalista del comune, e a una strana scollatura, per la quale il Verdi della “provincia” sembrano, in un certo senso, attestati su una linea opposta a quelli comunali.

E insomma, in questo strano miscuglio di Realpolitik, compromessi, contraddizioni, fortunatamente esistono le realtà “di base” che lottano al di fuori degli interessi partitici. Speriamo che trionfino queste.

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