Foresta verde

Peli

[ Immagine tratta da wild.eyed ]

Apprendo da un articolo di Repubblica (qui) che il Rapporto sulla Rappresentanza femminile nell’attuale Parlamento Europeo presenta un quadro apparentemente positivo: le parlamentari UE sono il 35%, 4 punti percentuali in più rispetto al 2004; ma quasi il 20% in più rispetto al 1972, a conferma di alcuni grandi passi in avanti fatti in questi anni.

Andando però a considerare il “peso” delle cariche riservate alle donne, anche qui, a un dato quantitativamente positivo (le presidenti di Commissione sono passate dal 25% al 41%) si affianca, a una lettura “qualitativa”, uno meno incoraggiante:

… la vera spina nel fianco è la barriera machissima calata sulle due Commissioni che esercitano il massimo potere, quella degli Affari Esteri e quella del Bilancio. Lì, a decidere spese e politiche comunitarie, saranno ancora una volta soltanto gli uomini. Nella Conferenza dei Presidenti, l’organismo che raccoglie i rappresentanti dei gruppi politici e detta l’agenda dei lavori parlamentari (risultando spesso determinante), c’è una sola donna su 11 membri. Anzi, mezza donna, se si guarda al voto: essendo una co-presidente, il suo voto vale solo una metà dei 9 che l’assise può esprimere.

Scomponendo i dati geograficamente, emerge il dato (scontato) che gli 8 paesi con più del 40% di rappresentanza femminile (Finlandia (61%), Svezia (55%), Estonia (50%), Olanda (48%), Danimarca (46%), Francia (46%) e Austria (41%)) sono paesi nordici. L’Italia, col suo 25%, si pone in una posizione un po’ bassa, tanto per cambiare.

Dal punto di vista politico, l’unico gruppo parlamentare a presentare più donne che uomini è quello Verde (54%); fanalino di coda (13%) è ovviamente il partito conservatore ed euorscettico.

E insomma, dati solo parzialmente positivi.

Ma al di là di questa considerazione, mi è tornata in mente una delle dichiarazioni più sconcertanti di qualcuno che, pur di ergersi a difensora del boss-lusconi, scrisse non molto tempo fa queste parole, che meritano l’immortalità:

Invidia?Posso comprendere che una persona sempre circondata di belle donne sia invidiata, soprattutto quando chi invidia si deve accontentare di donne che ritengono un punto d’onore il fatto di non depilarsi le gambe ( non è una battuta, conosco molte “verdi” così) e di non curarsi, accentuando ciò che madre natura poco generosamente ha loro dispensato.

E insomma, a Strasburgo, pare di capire, i centri di epilazione rischiano la chiusura per mancanza di clientela…

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  1. GattoMur

    Il rapporto annuale del World Economic Forum segnala che, sulle parì opportunità, l’Italia è in calo:
    http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_27/rapporto-pari-opportunita-world-economic-forum_c7bd55d6-c300-11de-9afa-00144f02aabc.shtml




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