…col culo degli altri

250px-Affittasi_culo_ken[ immagine tratta da: nonciclopedia.wikia.com ]

E insomma, sì: è facile fare i moralisti quando a commettere lo stesso peccato che si commette sono gli altri.

Leggo di vibranti denunce di “censura” da parte di tanti che poi, guarda un po’, quando gli “editori” sono loro non esitano a usare forbici e stellette. Un mio commento in un tristissimo blog viene salutato come quello dell'”amico dei censori”.

Ma pensa un po’ tu come è strano il mondo! Chi da anni gestisce spazi senza filtri, tagli, censure etc., né fiancheggia o applaude chi si erge a dispensatore di imprimatur, viene accusato di censurare. E da chi? Da chi quella censura, chez-soi, la pratica continuamente (a cominciare, e ha ragione il GamberoRotto a dire che gli fa venire l’orticaria, dalla “moderazione” dei commenti), trovando ovviamente le migliori giustificazioni per farlo.

Un piccolo esempio mi piace trarlo da un piccolo blog (piccolo come il mio, tanto per intendersi: quindi abbastanza inutile e ininfluente; ma si sa, il buon dio, o il diavolo, a scelta, si nasconde nel dettaglio…).

Tra i commenti a un recente post, scrive il gestore di quello spazio virtuale:

9. paddo2008 |  Settembre 29, 2009 at 8:09 am

La censura a me non piace.
Capisco che la provocazione possa irritare, lo so in prima persona, perchè anche a me piace provocare.
La provocazione pero’ deve essere costruttiva, nel senso che deve stimolare un confronto.
Chiudere, vietare, censurare equivale a sfuggire al confronto, sia questo in casa propria o in casa di altri.
Chi applica la censura, perdipiu’ in maniera dichiarata,secondo me perde d’immagine, ma oggi questo sembra importare poco o nulla, in maniera assolutamente bipartisan, visto che le censure sono facili un pochino ovunque.
Un evidente segnale di come ormai la morale la si trovo solo descritta nei dizionari.

Giusto! Bravo!

Ma ricordo benissimo di un commento mio che tempo fa venne “tagliato” proprio da questo strenuo difensore della libertà di espressione. Ed era un commento né offensivo, né diffamatorio, né sconveniente: insomma, non c’era alcun motivo per non pubblicarlo.

Ma fu tagliato, e la motivazione fu questa:

12. paddo2008 |  Novembre 28, 2008 at 8:49 am

GattoMur,
non ho intenzione di aprire un contenzioso qui sul blog, pertanto non intendo proseguire in diaspore e discussioni nelle quali non ho motivi di ritenermi coinvolto.
Quindi il post che mi hai mandato non lo pubblico, perchè dovresti piuttosto inviarlo all’interessato.

Ecco, insomma: sul suo blog c’era un signore che sparava bordate sul povero GattoMur, accusandolo di svariate nefandezze (alludendo ad attività di hackeraggio o propositi di distrazione delle discussioni, e arrivando addirittura a definirlo “cacchetta”); ma GattoMur non aveva il diritto di rispondere puntualmente a tali accuse e offese, né a vedere tale risposta pubblicata nello stesso luogo in cui avveniva l’offesa.

No, GattoMur doveva “scrivere al diretto interessato”, che invece, non si capisce per quale strana e perversa logica, aveva il diritto di vedersi pubblicate tutte le infamie che scriveva contro il povero GattoMur.

Eh, che logica ferrea! Che coerenza!

Ovviamente ho appena scritto un commento al post recente:

10. GattoMur |  Settembre 29, 2009 at 9:41 am

Your comment is awaiting moderation.

Giusto, Paddo. Ecco, ad esempio, una dichiarazione di censura:

12. paddo2008 | Novembre 28, 2008 at 8:49 am

GattoMur,
non ho intenzione di aprire un contenzioso qui sul blog, pertanto non intendo proseguire in diaspore e discussioni nelle quali non ho motivi di ritenermi coinvolto.
Quindi il post che mi hai mandato non lo pubblico, perchè dovresti piuttosto inviarlo all’interessato.

La fonte è qui: http://paddo2008.wordpress.com/2008/11/19/coppe-di-champagne/#comments

Tanto per rinfrescarti le idee, nel mio commento non pubblicato non c’era nulla (NULLA) di offensivo verso nessuno, né sconveniente etc. Semplicemente la risposta a chi mi tirava ingiustificatamente in ballo (nel tuo blog; e quindi la sede giusta per la risposta era proprio lì, non altrove…), addebitandomi chissà cosa.
Che mi dici?

È ovviamente “awaiting moderation”…

Sarà pubblicato?

E cosa mi sarà risposto?

Sempre sullo stesso blog apparve, qualche tempo prima, questa cristallina dichiarazione di amore per la libertà di espressione (tra l’altro, una delle poche cose comprensibili che abbia scritto…) di una recente vittima della censura:

17. superciuk |  Ottobre 8, 2008 at 6:32 am

Il filtro lo mettiamo perche’ siamo persone civili e non ci piacciono quelli che vengono a rompere le palle insultando tutto e tutti. E sapendo fare solo questo, Citate, vi autocitate, di parlate addosso, ma alla fine quello che resta sono solo ingiurie ed insulti. E la tendenza a non dare le notizie…

La fonte è qui.

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  1. Non l’hai ancora capito? Funziona come nei vecchi spot di Guzzanti: «Nella Casa delle Libertà facciamo un po’ come cazzo ci pare» 😉

  2. gadilu

    Non so. A me, pensando alla natura di tutte queste discussioni, mi viene in mente un’unica espressione: sabbie mobili.

  3. Il mese scorso, ascoltando Fahrenheit, che trasmetteva dal Festival della Letteratura di Mantova, ho sentito un giornalista del Giornale che parlava di un suo romanzo. E si lamentava, si lamentava, in mezzo all’incredulo rumoreggiare del pubblico, della censura che affligge lo scrittore di destra. Io, lì nella mia cucina, con una patata mezza sbucciata in mano, mi sono chiesto quanto male scrivesse se nemmeno i suoi volevano pubblicarlo.
    Questa vicenda mi ricorda la polemica sollevata da Susanna Tamaro quando dichiarò che era riuscita a pubblicare quella pietra miliare della letteratura italiana che è “Và dove ti porta il cuore” nonostante il complotto ordito dai comunisti nei suoi confronti.
    Quello che mi fa più girare le balle è che c’erano i comunisti al potere e non me n’ero nemmeno accorto – deve essere stato mentre sbattevo le palpebre.

  4. …o le uova per fare la maionese. 🙂
    Tu che hai una memoria da elefante, ricorderai quello che ricordo io (non troppo bene) dalla metà anni 80: vennero fuori (?) delle lettere nelle quali, durante la spedizione in Russia, e conseguente disfatta, dell’esercito italiano, Palmiro Togliatti non si ergeva a difensore dei suoi connazionali mandati lì dal regime fascista (non ricordo purtroppo bene i termini).
    Bene: ricordo di una campagna di disinformazione e di polemiche, che tendevano ad addossare la morte dei tanti soldati italiani a Togliatti stesso. Nessuna parola su chi li aveva mandati lì ecc.
    Ecco, te l’ho detto nel modo lacunoso e nebbioso in cui mi ricordo la cosa. Tu che sei, in fondo, un grandissimo storico, nonché uomo dalla memoria proverbiale, nonché grande affabulatore, caro Enzopenzo, potrai forse raccontarmela un po’meglio…
    Ciao e grazie.

  5. Maledizione a ‘sto gatto che mi fa rinvangare un’epoca in cui il mio corpo era giovine e desiderabile…
    Dunque dovrebbe essere andata così: le lettere furono trovate da uno storico (ex-comunista – la peggio specie) Franco Andreucci nel 1992 che le pubblicò su Panorama (di proprietà di indovina chi dal 1990). Costui, non pago di avere trovato negli archivi sovietici lettere autografe inedite di Palmiro Togliatti, si adoperò per modificarle. Una lettera in particolare era una risposta a una richiesta di intercessione a favore dei prigionieri di guerra italiani. Andreucci trasformò il passo “Io non sostengo affatto che i prigionieri si debbano sopprimere, tanto più che possiamo servircene per ottenere certi risultati in un altro modo”, dove Togliatti parlava del ruolo dei prigionieri nel dopoguerra, in “Io non sostengo affatto che i prigionieri si debbano assassinare, tanto più che possiamo ottenere certi risultati in altro modo”. Andreucci sconvolse poi altre parti della lettera (il riferimento alle tragedie causate dall’imperialismo fascista trasformato nella soddisfazione per i lutti causati alle famiglie dei soldati) sostituendo parole o inserendo frasi assolutamente di fantasia. All’epoca si sospettò che facesse parte di un complotto per escludere Nilde Iotti dalla corsa per Presidente della Repubblica. Comunque sia se qualcuno al giorno d’oggi solleva il caso della lettera di Togliatti puoi stare certo che si ricorderà della versione falsa e non di quella vera.
    OK?

  6. Visto il post in cui ci troviamo, posso pubblicamente dichiarare che attualmente sei tra gli uomini più sexy delle Giudicarie unite.
    Grazie del chiarimento (io ricordavo la cosa non ai tempi dell’Università ma della scuola; ma evidentemente mi sbagliavo).
    Perché non ci fai su un bel post? Sarebbe bello…
    ciao e grazie




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