Stupidità: una definizione

Black Square

Nella puntata del 22 settembre (“Ogni 30 ragazzi c’è un primo della classe – Gli altri sbagliano spesso gli esercizi”) della trasmissione radiofonica Castelli in Aria, Edoardo Lombardi Vallauri ha fornito una buona definizione di stupidità.

“A scuola, ogni 30 ragazzi c’è un primo della classe”: quello che consegna il compito di matematica senza errori. La maggior parte degli studenti, invece, lo restituisce con un grande numero di errori.
È un dato di fatto: noi umani siamo in gran parte “incapaci… siamo soggetti all’errore”.

A scuola è tutto chiaro, nero su bianco, sui compiti e nei voti. Ma quando questi ragazzi diventano adulti e fanno un lavoro, cosa succede? “Possono i non-primi della classe diventare primi della classe tutti quanti?”.

No. E allora: l’idraulico monta male il lavandino, gli insegnanti insegnano male, il consigliere finanziario fa perdere il denaro, i treni arrivano in ritardo…
“Siamo una specie animale che ha le sue imperfezioni, non siamo macchine teoriche perfette, mettiamo errori dappertutto”.
Possono supplire organizzazione e disciplina: così l’incapace che c’è in ognuno di noi, seguendo esattamente il protocollo stabilito, non commetterà errori.
Essere incapaci vuol dire essere incapaci di adeguarsi alla realtà.

Tutto chiaro. Poi Edoardo Lombardi Vallauri fa un’affermazione coraggiosissima (e la fa dai microfoni del terzo canale della radio), che merita di essere riportata integralmente:

Un personaggio che comanda in questo Paese ha scritto recentemente al padre di Eluana Englaro, che giaceva da anni in uno stato di debiltazione terminale, tenuta in vita solo in maniera artificiale, e le ha scritto queste parole: “Mi dicono che ha un bell’aspetto e che potrebbe ancora essere madre”. […] Su cosa si basa un’affermazione [simile]?
Quest’affermazione parte da un concetto e non dalla realtà.
Probabilmente, nella cartella clinica di EE, c’era scritto che “l’apparato riproduttivo non era compromesso”. […]
Allora, partendo dal concetto di “apparato riproduttivo non compromesso”, una persona STUPIDA può benissimo trarre la conclusione che quella persona può essere madre, perché ha l’appararato riproduttivo non compromesso. Perché ha considerato il conctto, e non la realtà che soggiace a quel concetto. […]
Nella situazione reale in cui si trova quella persona, non potrebbe MAI avere un evento riproduttivo, non potrebbe mai diventare madre.

Un’affermazione simile, continua lo studioso, o è astutissima, perché è una mossa per “sciacallare” consensi, oppure un’affermazione stupida.

La stupidità parte da un concetto invece che dalla realtà. La stupidità può consistere nel non accorgersi che una cosa sul piano formale, verbale, della deduzione del senso, funziona; ma è sul piano della realtà che non funziona. Nel non accorgersi che le parole che diciamo non sono aderenti alla realtà. Aderiamo a un’idea prescindendo dalla realtà.
Questo è il pensiero che si può chiamare “magico” e “sentimentale”: ci accontentiamo di formulazioni che evocano concetti e pensiamo che le cose vadano nel modo di quelle formulazioni e di quei concetti. Senza andare a controllare se nella realtò quelle cose vanno così.

Non è un pensiero irrazionale; è basato sul “logos”, sulla parola.

Esco un momento dalla trasmissione radio. Il “logos” su cui si basa quel pensiero irrazionale è quella stessa parola che, in ambito politico, crea consenso. E chi meglio di noi può testimoniare che il nostro discorso pubblico è dominato da affermazioni “stupide”, che non aderiscono alla realtà. Che fanno leva sulla forza del “pensiero magico”.

Voglio fare un esempio. Ho letto un recente “comunicato stampa” di un consigliere comunale di una cittadina del Parapagàl. Ecco, questo comunicato si scagliava contro l’approvazione della costruzione di una moschea.

Vabbè, insomma, ognuno è libero di portare avanti la politica che gli pare. Ma questo comunicato stampa esordiva con una affermazione, che assume anche toni ironici, a dir poco incredibile, che le parole di Lombardi Vallauri possono aiutarci a commentare:

Per onorare degnamente la memoria delle ragazze e donne musulmane sgozzate dai loro padri/mariti/fratelli in Parapagàl, la commissione edilizia col mio solo voto contrario ha approvato oggi la terza moschea

Ecco, mi chiedo: cosa c’entrano le donne sgozzate con la costruzione di una moschea nel Parapagàl? C’è un collegamento reale? O si parte anche qui da un concetto: “islamico=sgozzatore di donne. ERGO: costruire una moschea vuol dire approvare lo sgozzamento”.

Sarebbe come attribuire ai cristiani in toto, e quindi a un loro luogo di culto, l’orrore commesso quotidianamente dai killer della mafia (che, mi sembra, possano essere considerati cattolici); o dai mariti (italiani e cattolici) che commettono quotidianamente sulle loro mogli o compagne.

La stessa analisi potrebbe adattarsi a tutti i testi politici quotidianamente prodotti dai nostri rappresentanti, istituzionali e non (la stupidità, mi sembra, è una delle cose più bi-partisan che ci siano).

Concludo con le parole ci Lombardi Vallauri, che aprono uno spiraglio di speranza. La speranza di sconfiggere la stupidità, che considera il concetto e non la realtà, grazie a una sempre maggiore “presa sulla realtà”:

Per aumentare questa presa sulla realtà occorrerebbe che tutti sapessero più cose. Avremmo bisogno di essere un mondo in cui non c’è un solo “primo della classe”, ci sono tutti primi della classe, o molti primi della classe […] Un popolo di primi della classe non avrebbe rubinetti che perdono, non avrebbe treni in ritardo, e probabilmente non si lascerebbe nemmeno  governare da ridicoli figuri che raccontano menzogne macabre.

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  1. gadilu

    Caro Gatto, oggi sul Corriere dell’AA due splendidi articoli (editoriale di Visentini e lettera di Enrico Farina, che è l’architetto progettista del luogo di culto islamico bolzanino) contro quel genere di stupidità da te denunciato.

  2. Da quando non frequento più la vostra ridente provincia purtroppo anche la vostra stampa locale mi è preclusa. Se ce l’hai in formato mandabile elettronicamente me lo manderesti, per piacere?

  3. gadilu

    Ti trascrivo un paio di estratti… più tardi.

  1. 1 La divisione dell’atomo « GattoMur’s Weblog

    […] Per alcuni giudizi espressi da figure politiche sopra citate, non posso che richiamare quanto già scritto qui. […]




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