La divisione dell’atomo

Nuclear400

Non pensavo fosse così facile: e invece dividere qualcosa di già ridotto in frantumi minuscoli è possibile! Lo hanno confermato gli esperimenti del PdL bolzanino.

Eh, già: la divisione dell’atomo è oggi, grazie a loro, una realtà a portata di tutti. La conferma da questo articolo del quotidiano Alto Adige di oggi:

[ fonte qui ]

Il sì alla moschea spacca il Pdl
Holzmann con Minniti. Tomada contro: «E’ assurdo»
Sugli stranieri diviso il gruppo di alleati storici E Biancofiore accusa: «Violata la linea del governo»
di Francesca Gonzato

BOLZANO. Pdl spaccato sulle aperture di Minniti ai centri di preghiera islamica. «Doveroso dare agli immigrati un luogo di culto», ha dichiarato Minniti. Al suo fianco Giorgio Holzmann e Alberto Sigismondi. Non ci sta invece un’altra esponente storica di quel gruppo, Mariateresa Tomada. Furibonda Michaela Biancofiore.
La posizione sui centri islamici è riuscita a incrinare la solidarietà granitica del gruppo di ex An, oggi Pdl, che va da Giorgio Holzmann a Mariateresa Tomada. «Su questo punto decisamente la pensiamo in modo diverso», spiega Mariateresa Tomada, più irritata che sorpresa per le dichiarazioni di Minniti, sabato pomeriggio, all’incontro con la «Rete dei senza voce». A metà agosto l’ex consigliere Sigismondi si era sfogato: «La vogliamo finire di trattare tutti gli immigrati come delinquenti?». Durissima Mariateresa Tomada: «Più che esprimere posizioni personali si allineano con Fini, che però è sempre più isolato». Ma Holzmann replica a distanza: «Non è vero. Sulla cittadinanza accelerata agli stranieri per il diritto di voto, 5 anni e non più 10, non sono d’accordo». Minniti invece sì anche su questo: «Non vedo nulla di scandaloso nel pensare di accorciare i tempi per il voto agli stranieri che vivono qui e sono ormai integrati». Insomma, l’argomento ha più strati e posizioni trasversali. Minniti mette in chiaro: «Sui luoghi di culto la pensano come me parecchie persone nel Pdl, oltre a Holzmann e Sigismondi potrei citare Pontecorvo e Berloffa».
Michaela Biancofiore (Pdl) accusa: «E’ sconsiderato farsi pubblicità su un tema così delicato, violando tra l’altro la linea del governo».
Holzmann spiega: «La vedo come una questione di rispetto. Parliamo di persone che vivono in Italia: non possiamo considerarli solo braccia da lavoro. Mi fa paura se lì dentro avvengono cose illecite, come il proselitismo del fondamentalismo, ma questa è una questione di ordine pubblico e sappiamo che le forze dell’ordine vigilano al massimo. Trovo più pericolosa la politica di chi vorrebbe costituire dei ghetti per gli stranieri, quelli sì fuori controllo».
Minniti ha detto: «Ho cambiato idea». Perché? «E’ una vicenda personale prima che politica», risponde il consigliere provinciale, «Da quattro anni ho approfondito il mio rapporto con la fede: più credi, più rispetti la religione degli altri. Il cristianesimo non ci dice di annullare la fede degli altri». Tomada quasi non ci crede: «Assurdo, sembra che non abbiano imparato nulla dalle fallimentari esperienze buoniste dei Paesi europei che hanno iniziato a gestire questi probemi 10-20 anni fa. In Italia sono presenti luoghi di culto di ogni tipo, dalle sinagoghe, ai protestanti per arrivare ai Testimoni di Geova. Non c’è un solo problema legato a loro. Il problema è con l’Islam, fermo al medioevo. Insistere con questa tolleranza, parlo della sinistra e di queste voci nel Pdl, significa non avere capito nulla dell’11 settembre. E significa regalare paccate di voti alla Lega». I leghisti infatti gongolano. Così Elena Artioli: «Non possiamo accettare chi sgozza le figlie perché scelgono fidanzati italiani. Non vogliono integrarsi e né adeguarsi alla nostra civiltà». Minniti è serafico: «Preferisco essere impopolare che populista». Biancofiore chiama in causa il governo: «Almeno si informassero. Il Viminale ha sospeso i permessi a nuove moschee in attesa di una nuova legge». Qui si parla di centri di preghiera, non di moschee ufficiali. Biancofiore: «Sono sempre luoghi di diffusione del terrorismo».

Per alcuni giudizi espressi da figure politiche sopra citate, non posso che richiamare quanto già scritto qui.

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  1. Un asse inedito: Biancofiore – Artioli – Tomada (d’ora in avanti BAT). Cioè il meglio della presenza femminile nella politica altoatesina, senza tema di smentita.
    Il BAT, per quanto mi sembra di capire, sostiene a una voce che le moschee sono inevitabilmente luoghi di aggregazione del terrorismo, glorificazione di sgozzatori di donne, inno alla prevaricazione fallocentrica. La logica che sottende queste accuse non mi è ben chiara; ma fa colpo ed è sicuramente d’impatto popolare. Potremmo sintetizzare così il sillogismo:

    Alcuni islamici sgozzano le donne – Gli islamici pregano nella moschea – ERGO: nelle moschee si predica l’odio per la donna e la necessità di sgozzarla.

    O qualcosa del genere.
    Lo stesso valore di quest’altro mio sillogismo:

    Alcuni cattolici, appartenenti a una organizzazione denominata Mafia, sciolgono i bambini nell’acido – I cattolici pregano in chiesa – ERGO: nelle chiese si predica l’odio per i bambini e la necessità di scioglierli nell’acido.

    Complimenti al BAT!

  2. Ci tengo a precisare: la violenza sulle donne è un argomento serio, che merita attenzione e studio (vedi ad esempio qui: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/testointegrale.pdf), per cercare almeno di arginarlo.
    Non mi sognerei nemmeno di negare che la cultura islamica è tendenzialmente maschilista (come, d’altronde, lo è, anche se in forma più nascoste e striscianti, la nostra). E mai mi sognerei di approvare pratiche violente come l’infibulazione, oppure l’allontanamento dalla vita sociale delle donne, la loro persecuzione etc.
    Questo deve essere chiaro.
    Ma da qui a prendere dei casi di cronaca (e, guardacaso, gli articoli sulle violenze alle donne compiute da islamici si sprecano; sulla maggioranza delle violenze, compiute da maschi occidentali, c’è meno visibilità… chissà perché?) o degli esempi negativi, ed elevarli a regola, per potere poi giungere alla conclusione che occorre combattere in ogni dove e in ogni modo, anche a costo di essere intolleranti e non permettere la libera espressione di un culto religioso, la manifestazione del culto islamico: beh, il passo è veramente troppo lungo.
    La generalizzazione rientra nei meccanismi del razzismo: uno svizzero mi ha rubato il portafoglio sull’autobus; oppure, i mezzi di informazione sono pieni di notizie di svizzeri che rubano portafogli; quindi TUTTI gli svizzeri sono ladri e occorre fare in modo che non prendano l’autobus. Ecco, è un ragionamento becero, senza fondamento nella realtà. Ma, portato all’eccesso, è lo stesso ragionamento cha ogni giorno sottosta ai discorsi razzisti che vengono pronunciati ovunque. Comprese le sedi istituzionali.
    E questo è veramente intollerabile.

  1. 1 Piccole Oriane crescono « Sentieri Interrotti / Holzwege

    […] senso della misura) crescono le adepte al culto non ufficiale dell’Orianismo (o Orianesimo) [VEDI]. Sull’Orianismo si legga il bel libro di Giancarlo Bosetti (Cattiva Maestra, La rabbia di […]

  2. 2 Fallacia argomentativa (ovvero: Le BAT-Women e la moschea) « GattoMur’s Weblog

    […] [Per l'acronimo BAT-Women, si veda qui] […]

  3. 3 Alberto da Guano, bis (Beware of the pidgeon near your wonderful legs, Hélène!) « GattoMur's Weblog

    […] Elena Artioli, ho scritto qui, qui, qui e qui] Like this:LikeBe the first to like this […]




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