Fallacia argomentativa (ovvero: Le BAT-Women e la moschea)

[Per l’acronimo in BAT-Women, si veda qui]

Per ogni religione esiste, è abbastanza evidente, una declinazione “tollerante” e una versione “integralista”. E ci sono, come sempre, le vie di mezzo.

Esistono “cristiani tolleranti” (e, anzi, essendo coerenti con l’insegnamento di Cristo, dovrebbero esistere solo quelli) e “cristiani integralisti”. Parimenti avviene nel mondo islamico, la cui realtà è molto più sfaccettata dello stereotipo che i nostri mezzi di informaizione vogliono farci passare.

Un esempio dai giornali di oggi.

Chiaro: il Corano contiene, come d’altronde la Bibbia, parole di violenza e intolleranza. Ma come non si può affermare che chi segue la Bibbia condivida tout court quella violenza e quella intolleranza verso gli altri, così non lo si può dire di chi segue il Corano.

È chiaro inoltre che, purtroppo, alcuni gruppi islamici hanno, in questi anni, dato un giro di vite verso l’intolleranza, la necessità di compiere opera di proselitismo, la violenza.

È altrettanto chiaro che, purtroppo, in molti stati governati sul principio del Corano, le donne si vedono private di molti diritti e sono oggetto di violenze e sopraffazioni (da noi la sopraffazione sulla donna è molto meno chiara, più subdola; ma non meno pervasiva, mi sembra).

Ancora, mi sembra chiaro che, essendo nella concezione islamica le moschee, oltre che luoghi di culto, anche luoghi di discussione politica e sociale, talvolta diano anche rifugio a integralisti esaltati che predicano l’odio verso l’Occidente.

Tutto chiaro, insomma.

Esiste, nel nostro mondo occidentale (che si vorrebbe “tollerante”) una vulgata: quella resa celebre dagli ultimi libri di Oriana Fallaci, che sostiene, in estrema sintesi, che non esista un islamismo moderato.

Saccheggio l’amico Gadilu (qui il suo post; grazie) e cito un brano da un capitolo del libro di Giancarlo Bosetti, Cattiva Maestra, La rabbia di Oriana Fallaci e il suo contagio, Marsilio 2005, opportunamente intitolato “QUELLI CHE… L’ISLAM MODERATO NON ESISTE”:

Sia la politica che la conoscenza hanno bisogno di una specie di abbassamento della temperatura militante. Esattamente il contrario dello spettacolo che la politica tende a infliggerci ai nostri giorni (anche se indubbiamente ci sono stati giorni peggiori, fatti di veri roghi e di vere cacce alle streghe). Quando le tesi del tuo avversario sono “pazzesche”, quando hai di fronte qualcuno che “sapeva già tutto prima”, quando “non poteva che finire così come avevo ovviamente già detto io”, in quei casi non siamo più nelle vicinanze del sapere ma nelle vicinanze dell’ignoranza. Quella sicumera disumana, quella saccenteria, quella arroganza, quella vanità funzionano come un diserbante velenoso: lì non cresce più sapere, solo ignoranza.

Ecco, queste parole, mi sembra, si adattano bene al recente dibattito che si è acceso, nella destra bolzanina, sulla concessione della gestione di una sala di culto per gli isalmici (insomma, niente minareti o costruzioni faraoniche, solamente la concessione di una sala per l’aggregazione degli isalmici).

Con una fallacia (è il caso di dirlo) argomentativa abbastanza scoperta, alcune figure politiche si sono dette contrarie a questa concessione, che, a parer loro, sarebbe una concessione fatta, tout court, a chi sgozza le donne che si innamorano degli occidentali (è evidente il richiamo a un terribile fatto di cronaca di questi giorni) o a chi predica e mette in pratica, con atti terroristici, l’odio.

Ecco ad esempio l’esordi di un “comunicato stampa” di una dell BAT-Women:

Per onorare degnamente la memoria delle ragazze e donne musulmane sgozzate dai loro padri/mariti/fratelli in Italia, la commissione edilizia col mio solo voto contrario ha approvato oggi la terza moschea bolzanina in viale Trento n.18.

La stessa, al giornale Alto Adige, dichiara:

Assurdo, sembra che non abbiano imparato nulla dalle fallimentari esperienze buoniste dei Paesi europei che hanno iniziato a gestire questi probemi 10-20 anni fa. In Italia sono presenti luoghi di culto di ogni tipo, dalle sinagoghe, ai protestanti per arrivare ai Testimoni di Geova. Non c’è un solo problema legato a loro. Il problema è con l’Islam, fermo al medioevo. Insistere con questa tolleranza, parlo della sinistra e di queste voci nel Pdl, significa non avere capito nulla dell’11 settembre.

Ed ecco un’altra delle magnifiche 3, Elena Artioli

Non possiamo accettare chi sgozza le figlie perché scelgono fidanzati italiani. Non vogliono integrarsi e né adeguarsi alla nostra civiltà.

Dulcis in fundo, Michaele Biancofiore:

Sono sempre luoghi di diffusione del terrorismo.

Ecco, è evidente che tutte queste affermazioni si basino su generalizzazioni, che prendendo spunto da singoli episodi (che siano più o meno numerosi, occorre anche porsi il problema dei mezzi di informazione e dell’effetto di “numerosità” che, spesso a arte, riescono a creare), per giungere a una regola.

Che, appunto, non è messa in discussione. Deve sempre essere valida.

Il dibattito avviene su basi fallaci, insomma: novelle Cassandre agitano spettri su un futuro più o meno immediato e sulle funeste conseguenze che potrebbe portare la tolleranza.

Il futuro, chi lo sa; ma nel presente, sicuramente un bel po’ di voti si riescono a tirare su…

Annunci

  1. Riprendo la dichiarazione di una delle BAT-Women, che prima ho tagliato alla fine. Ora invece mi interessa analizzare proprio l’ultimo periodo:

    Assurdo, sembra che non abbiano imparato nulla dalle fallimentari esperienze buoniste dei Paesi europei che hanno iniziato a gestire questi probemi 10-20 anni fa. In Italia sono presenti luoghi di culto di ogni tipo, dalle sinagoghe, ai protestanti per arrivare ai Testimoni di Geova. Non c’è un solo problema legato a loro. Il problema è con l’Islam, fermo al medioevo. Insistere con questa tolleranza, parlo della sinistra e di queste voci nel Pdl, significa non avere capito nulla dell’11 settembre. E significa regalare paccate di voti alla Lega

    Ecco, la frase in neretto, che prima non serviva alla mia argomentazione, è invece di fondamentale importanza per comprendere le motivazioni che stanno dietro questa battaglia.
    Diceva Edoardo Lombardo Valluri, nella trasmissione radiofonica che ho già citato qui:
    https://gattomur.wordpress.com/2009/10/01/stupidita-una-definizione/
    che l’affermazione di Berlusconi secondo cui “Eluana Englaro avrebbe potuto ancora essere madre” era o un’affermazione stupida, oppure furbissima, perché volta a sciacallare dei consensi elettorali.
    Ecco, siamo in un ambito simile. E, mi sembra, dalla frase che ho messo in neretto emerge benissimo: fare una politica anti-islamica (a priori contro le moschee, quindi) è sostanzialmente una mossa politica per accaparrarsi dei voti. Non farla vuol dire lasciare questi voti a chi la fa (la Lega).
    Rileggiamo:

    [Insistere con la tolleranza] significa regalare paccate di voti alla Lega

    Più chiaro di così…

  2. Fantastico, fantastico!

    dal quotidiano Alto Adige – GIOVEDÌ, 08 OTTOBRE 2009 – Pagina 15 – Cronaca
    Tomada divorzia dal Pdl e passa alla Lega
    Frattura insanabile con Urzì e Biancofiore ma pesa anche l’isolamento dei suoi sulla moschea
    di Antonella Mattioli
    BOLZANO. «Sono stufa, me ne vado». Maria Teresa Tomada ha la delusione stampata in faccia, mentre parla con il capogruppo Paolo Bertolucci (Pdl). Sembra poco più che uno sfogo e lui non gli dà troppo peso. Invece è l’annuncio dell’addio: Tomada, figura storica prima di An e adesso del Pdl in Comune, lascia il suo partito e passa alla Lega. Uno strappo clamoroso. Una perdita pesante per il Pdl.
    A chi le chiede conferme, risponde con un «no comment». Che significa confermo ma non rilascio dichiarazioni: spiegherà il perché del divorzio venerdì.
    Un divorzio al quale – si può immaginare – Tomada è arrivata dopo che si è sentita tradita dai “suoi”. Alla “delusione Urzì” come al “gelo siderale con Biancofiore”, la battagliera consigliera ci aveva ormai fatto il callo, ma non ha sopportato l’inversione di rotta dei “suoi” sulla moschea. Su di lei deve aver avuto l’effetto del tradimento. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la moschea di viale Trento.
    Era stata Tomada, una settimana fa al termine della commissione edilizia, a lanciare l’allarme: è stata concessa la licenza edilizia per trasformare una falegnameria in luogo di culto per musulmani. E si preparava a dare battaglia esattamente come aveva fatto a suo tempo con la moschea dei Piani. Dava per scontato di poter contare sull’appoggio del suo gruppo di riferimento: Mauro Minniti e Giorgio Holzmann, rispettivamente vicepresidente del consiglio provinciale e deputato. Si sbagliava. Prima l’uno e poi l’altro hanno fatto importanti aperture sui luoghi di culto.
    Restare o rompere? Non deve essere stata una decisione semplice, alla fine però le deve essere sembrata inevitabile. Perché nel partito dove è approdata a metà degli anni Novanta, dopo l’abbandono della sinistra, si è sentita isolata. E soprattutto delusa. La battaglia tra urziniani e holzmanniani (lei era schierata con quest’ultimo) ha depauperato il patrimonio di voti di An; e la fusione di An e Fi nel Pdl ha peggiorato ulteriormente le cose e avvelenato il clima.
    Tre consiglieri azzurri non sono mai confluiti nel gruppo del Pdl comunale. Antonio D’Andrea, alcuni mesi fa, ha lasciato il Pdl per il gruppo misto.
    Lei ha criticato la scelta con una provocazione: una stampella sul banco del consiglio. Tradotto: D’Andrea è la stampella della maggioranza. L’ex di An si è sentito offeso e Pietro Mitolo, leader storico della destra oltre che consigliere, si è scusato. Avrebbe voluto che Tomada facesse altrettanto, ma ha risposto picche. E tra i due è sceso il gelo.

    Adesso si scateneranno quelli che parleranno di incoerenza: macché, da comunista a aennina a pidiellina a leghista, il passo non è così lungo.
    La Lega è, in effetti, forse l’ultimo partito ad avere una struttura “di base” che ricorda il vecchio PCI: ancor di più, è più coerente questa scelta, piuttosto che quella di stare in un partito che si vuole “moderato”. Soprattutto da parte di chi porta avanti idee tipicamente leghiste.
    Il cerchio si chiude, e, come direbbe lei stessa, “io sono sempre rimasta lì, col popolo”.

  3. gadilu

    In fondo, con la tua messa in evidenza di quel passaggio (“Insistere con questa tolleranza, parlo della sinistra e di queste voci nel Pdl, significa non avere capito nulla dell’11 settembre. E significa regalare paccate di voti alla Lega”) avevamo già un indizio per anticipare questa scelta. Va dove ti porta il “popolo” (o meglio: i suoi voti) si potrebbe sintetizzare. Con qualche significativa specificazione, che ti propongo:

    Conformarsi ai sentimenti del “popolo” non è necessariamente sbagliato, in politica. Soprattutto quando questi sentimenti sono condivisi (e qui mi pare di poter dire che lo sono). In certi ambienti di destra è palese che atteggiamenti come quelli recentemente assunti da Gianfranco Fini o da Mauro Minniti (mi riferisco al tema del “confronto” con l’Islam o alle problematiche sull’immigrazione) non risultino facilmente comprensibili. Troppa testa, poca pancia. Mariateresa Tomada è certamente personaggio più di pancia, che di testa. Nella Lega (posto che per lei si creino le condizioni di una sinergia con l’Artioli, e non è per nulla scontato, visto che abbiamo qui a che fare con una ex SVP e una ex AN) si sentirà sicuramente a suo agio.

  4. Sì, sono sostanzialmente d’accordo.
    Per fortuna, mi dico anche, che esistono alcuni politici che fanno politica ancora con la pancia (se lo facessero TUTTI non sarebbe un gran che, invece), anche se, in questo caso, è una pancia che borbotta in maniera che a me non piace proprio. Fare politica con la pancia, in questo caso, mi sembra possa voler dire anche andare incontro a fallimenti, sconfitte etc.
    Quindi, lo ripeto: a me sembra una scelta coerente e coraggiosa, da parte di una figura (a tratti “scomoda” e “insopportabile”) che, mi sembra di poter dire, fa politica in maniera “onesta” (e forse talvolta un po’ “rozza”).
    E in questo caso, forse l'”onestà” può ripagare in termini elettorali (insomma, non è una scelta così “inattuale”) ma forse anche no, chissà.
    Per la Lega in genere, spero proprio di no: ma temo di sbagliarmi. L’unica consolazione è il danno, secondo me molto grande, che ne deriverà al PdL bolzanino: basta mettere a confronto le due figure di Biancofiore e Tomada (i due estremi del BAT, appunto), che incarnano due modi diversi e forse opposti: se al PdL va via Tomada e rimane Biancofiore, beh, non mi sembra che abbiano molto da essere felici, in fondo…
    Rispetto all’altra “woman” del BAT: come mi ha sempre “puzzato di calcolo” l’adesione di Artioli alla Lega (e il suo ripetere i suoi slogan etc.), così invece, appunto, l’adesione di Tomada alla Lega è molto più credibile e coerente. Era mesi che, leggendo i suoi commenti dove sai tu, pensavo “Starebbe meglio nella Lega”. E non solo per alcune idee sostenute, ma anche perché non me la vedevo proprio nella parte della “cieca difensora” di Berlusconi. E, in un certo senso, chiunque faccia politica nel PdL è costretto a essere fan del Berlusca, è un po’ una condanna dei destrini di oggi: ecco, forse, mi dico, è anche fuggita da un ruolo nel quale non era del tutto a suo agio, mi sembra.

  5. C’è un problema però. Come “leghista” la Tomada è troppo legata agli stereotipi nazionalisti di AN. Sarà insomma una leghista con la bandiera verde bianco rossa in mano, e non solo verde.

  6. Oh, ho un nuovo scoop: il comunicato stampa dettato dai fratelli Capone (Totò a Peppino De Filippo) sulla questione. Vi metto solo il finale:

    Personalmente reputo questa sua decisione legittima anche se un po esagerata visto che la maggioranza locale e nazionale del partito la pensa già così, ma logicaente questa è stata solo la goccia che ha fatto straboccare il vaso e che dovrebbe far pensare di come l’on H e il cons. M siano fuori aria, pesci fuor d’acqua. Punto, punto e virgola, due punti. Facciamo vedere che abbondiamo.

    Mi pare già di sentirli, va’…

  7. Oh, ma io ultimamente ci ho delle doti mediatiche di preveggenza. Lo stesso autore del paragrafo citato nel commento sopra ha ora scritto:

    Riprendendo questa citazione di Almirante ho detto tutto, noi crediamo in qualche cosa di più, l’Italia !!!

    “Ho detto tutto!”. Lo diceva proprio Peppino a Totò, in continuazione, in “Totò, Peppino e la malafemmina”!

  8. superciuk

    se resta con la bandiera bianco verde ti regala la rossa così sei contento

  9. gadilu

    Oh, Superciuk, ti ho cacciato dal mio blog (scelta quanto mai opportuna) ma te ne stai sempre in giro a rompere. E sul tuo blog solo Mario Crosta. Come mai non riesci proprio a risultare interessante?

  10. gadilu

    Be’ Giangi, ha citato Almirante, quindi ha detto tutto. Ubi maior minor cesso (come dicono i nostri latinisti). O te pensi che sia il caso di aggiungere altro?

  11. No no, Almirante. Come Biancofiore. E come Falqui. Basta la parola.

  12. A proposito di Islam e dell’attentato di Milano, mia moglie,nordafricana,mussulmana e già insegnante di religione nel paese d’origine( e, non ostante questo, poco praticante e per niente fanatica) mi ha detto:”Ma quel libico, crede di far vincere così la causa dell’Islam?”.
    “Quale causa?”-ho chiesto,ma solo per sentirglielo dire, perchè già sapevo. “La “causa” per cui ogni islamico deve lottare é il dominio mondiale tramite la diffusione dell’Islam”.”Se continuano così-le ho risposto-la gente si stuferà e butterà fuori gli islamici da questo paese.Mi spiace perchè perderò una brava moglie”.

  13. Mi spiace dovermi rioccupare di cose così poco interessanti: ma l’occasione è troppo ghiotta per riprendere l’argomento della “fallacia argomentativa”.
    Dunque, in uno scambio ad altissimo livello e ad altissima tensione, ho trovato una vera perla. È l’immancabile leghista che torna sull’argomento “violenza sulle donne”. Argomento, ripeto, troppo serio e importante per potere essere banalizzato da chi, per colpire la pancia di un certo bacino elettorale, non si perita ti tirarlo sempre in ballo.
    Conterebbe poco dirne l’autore e la fonte, lo faccio solo per dare a Cesare ciò che è suo: autore ne è la consigliera comunale di Bolzano Maria Teresa Tomada, che ultimamente sembra proprio un disco rotto; la fonte è l’ineffabile salottino della consigliera del quartiere San Quirino-Gries Concetta Failla. L’occasione è l’accusa di avere, da parte della gestrice del blog, non pubblicato alcuni testi concepiti dalla fervente penna della neoleghista. Dei quali, anche se appunto non pubblicati, possiamo intuire il contenuto.
    Ma vediamo il testo:

    Ti fa impressione sapere che i pachistani e gli indiani sfigurano le donne con l’acido? Ti pare razzismo? No, mia cara, questi sono fatti e queste persone le abbiamo a casa nostra. Metti pure la testa sotto la sabbia e cavatela dando dei razzisti a tutti, molto comodo, molto facile ed impegna poco il cervello, esime dal pensare e dal basarsi sui fatti

    Ecco: “i” pachistani e “gli” indiani; loro, tutti, sfigurano le donne con l’acido; e sono gli stessi che immigrano in Italia. Questa è la logia ferrea dell’enunciato. E questi, secondo le intenzioni, i “fatti”.
    E allora riprendo la questione: leggo che, in Italia, alcune persone uccidono a cuor leggero la gente per strada a colpi di pistola; sciolgono bambini nell’acido; compiono attentati a colpi di pistola in luoghi affollati, colpendo immancabilmente innocenti astanti. Ecco: gli italiani sciolgono i bambini nell’acido e sparano all’impazzata tra la folla. È così: DEVE essere così, se questi sono i fatti e questa è la logica.
    Oggi ho sentito un grande da Bolzano, Leopold Steurer, dire una cosa sacrosanta: la responsabilità di tante azioni estremiste, razzistiche, neonazi, ce l’hanno spesso i partiti medi. Che agitano sotto gli occhi dei propri elettori, per biechi fini elettorali, spettri che poi non riescono più a controllare.

  14. superciuk2008

    Mi tocca essere d’accordo con te

  15. Ed ecco una bella pugnalata alle spalle: dopo che per mesi ha colonizzato uno spazio virtuale, che le ha dato un minimo di visibilità in più e, soprattutto, le ha dato la possibilità di potere pubblicare qualsiasi cosa le passasse per la mente, eliminando anche qualsiasi possibile contraddittorio (in un delirio di amore folle, la gestrice del blog censurava chiunque accennasse a una qualsiasi critica nei confronti delle sue parole), la consigliera comunale di cui sopra ripaga così la lunga fedeltà:

    il 25 novembre si teneva la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In consiglio abbiamo ascoltato dati e relazioni interessanti anche per la realtà locale, interessanti, ma terribili. Sempre più donne straniere si rivolgono ai nostri servizi, perchè vittime della violenza dei mariti e dei padri. Mi spiace se la vostra sensibilità sarà urtata da alcune immagini, ma è bene ricordare sempre con chi abbiamo a che fare, da dove vengono , con quale cultura e per fare cosa. Analogo post l’avevo messo in un altro blog di stretta osservanza finiana, dopo esser stato di stretta osservanza biancofiorista e mi è stato censurato, in quanto razzista…vabbè…sta a vedere che è colpa della Lega quel che in queste pagine viene descritto..molto più comodo fare gli struzzi e portare il cervello all’ammasso del politicamente corretto

    Ecco: il pretesto è sempre il solito, non accettare di discutere il serio problema della violenza sulle donne legandolo indissolubilmente al razzismo leghista che si fonda sulla fallacia argomentativa. Ma non si ferma qui: dopo che per mesi aveva giocato a fare “la moderata”, tanto per contrapporsi alla Biancofiore, e le andava benissimo di potere scrivere qualsiasi cosa le venisse in mente, senza timore di critica alcuna, ecco che la accusa, implicitamente, di scarsa coerenza (da che pulpito, verrebbe da pensare): prima era strettamente biancofiorista, ora strettamente finiana. E se prima la censura faceva comodo, perché eliminava qualsiasi possibilità di essere contraddetti, ora è illecita, perché colpisce le sue parole, che meriterebbero invece, per la qualitò eccelsa di stile e idee, di venire scolpite sul granito!
    Bella riconoscenza, non c’è che dire…

  1. 1 Alberto da Guano, bis (Beware of the pidgeon near your wonderful legs, Hélène!) « GattoMur's Weblog

    […] Elena Artioli, ho scritto qui, qui, qui e qui] Like this:LikeBe the first to like this […]




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: