Soldatini, XIII (Bepi 777)

[immagine in hotlink da: partitodemocratico.it ]

Ho conosciuto Bepi 777 grazie a Massimo Gramellini, in un bell’editoriale su La Stampa (mica Felce e mirtillo, sia ben chiaro) di oggi.

Le mie parole sarebbero superflue, quindi mi limito a citare:

Bepi 777 e altri lettori de «Il Giornale» hanno lanciato l’idea di una sottoscrizione per coprire il buco che la sentenza del soviet di Milano ha aperto nelle casse della Fininvest. Se ogni elettore del Pdl versasse 42 euro, dicono, si troverebbero i 750 milioni del riscatto da pagare a De Benedetti. Non conosco Bepi e i suoi amici, ma immagino non siano armatori con sette yacht in Costa Azzurra. Cosa li spinge a offrire dei soldi a un uomo centomila volte più ricco, soldi che magari negherebbero a cause dal loro punto di vista altrettanto nobili, ma rivolte a vittime un po’ più bisognose?

Già, cosa? Come mai, mi sono sempre chiesto, persone comuni, umili, oneste (non quindi quelli che ci guadagnano in termini politici o economici: persone come potrei essere io o le persone che mi circondano) sono tanto affascinati, tanto convinti, tanto sfegatati nel sostegno e nella difesa di Silvio Berlusconi?

Gramellini, giustamente, scrive che forse saranno gli storici, in futuro, a indagare questa malìa, questa fascinazione, questo coinvolgimento (a me piacerebbe che un novello Carlo Emilio Gadda scrivesse una sorta di Eros e Priàpo…).

Un giorno gli storici dovranno indagare le ragioni di questo innamoramento collettivo che con la politica non ha nulla a che fare. Come sia stato possibile che una persona intelligente, caparbia e spregiudicata – un uomo d’affari, mica Gandhi e nemmeno Michael Jackson – abbia potuto insinuarsi nel vuoto italiano e suscitare sentimenti così forti di immedesimazione e ripulsione. Quanto dev’essere stata mediocre la nostra classe dirigente, se ha spinto milioni di cittadini a identificare un uomo con una nazione e un’azienda con un partito, al punto che contro una sentenza che penalizza la Fininvest è pronta a mobilitarsi la metà del popolo italiano. I francesi non farebbero la colletta per pagare le multe a Sarkozy. Nelle altre lingue mancano persino le parole per descrivere un fanatismo che impedisce ormai qualsiasi comunicazione non solo fra chi lo ama e chi lo odia, ma anche fra costoro e tutti gli altri, che vorrebbero semplicemente andare oltre, possibilmente avanti.

Già: quanto medicore deve essere la nostra cultura politica, quanto mediocre e loffia la cosiddetta opposizione, quanto terribilmente vuota la nostra vita pubblica, per permettere a un mediocre e volgare biscazziere di governarci da quasi un ventennio?

[ fonte qui ]

[ di argomenti simili avevo trattato qui (che rimane uno dei pochi post di cui vado particolarmente fiero) e qui ]

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  1. 1 Soldatini, XIV (Roberto Arditti) « GattoMur’s Weblog

    […] cosa: Arditti riprende una immagine usata ieri da Massimo Gramellini sulla Stampa (ne ho scritto qui), ma la […]




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