Soldatini, XIV (Roberto Arditti)

450px-Pierre_Arditi_7_octobre_2008[ immagine da: en.wikipedia ]

Quello sopra è Pierre Arditi, un bravo e simpatico attore francese. Roberto Arditti, che oltre che l’attore, mi richiama alla mente il protagonista di un romanzo di Yehoshua (mi sembra sia l'”amante” nell’omonimo romanzo), è invece il direttore del quotidiano Il Tempo.

Che si fregia, indegnamente come tanti altri in Italia, della dicitura “quotidiano indipendente”. Ma che invece, e dài e dài…

Leggiamo il suo editoriale di oggi:

Punto primo: i giudizi delle Corti Supreme di tutto il mondo sono giudizi politici, nel senso più alto e vero del termine. Chi lo nega è ignorante o ipocrita. Punto secondo: comunque quelle decisioni vanno rispettate ed accettate, poiché la democrazia funziona così. Punto terzo: deve essere chiaro a tutti che solo il voto degli italiani legittima qualcuno a governare, onde evitare che i soliti noti si inventino, come la sinistra ha già fatto due volte negli ultimi quindici anni, governi diversi da quelli indicati dagli elettori. Punto quarto: qualunque persona di accettabile onestà intellettuale capisce che nei confronti di Berlusconi è in atto da quindici anni una offensiva giudiziaria senza precedenti, di quelle che un giorno andranno studiate in sede storica come esempio di impressionante distorsione di un sistema giudiziario. Chiariti questi punti, la maggioranza di governo ha una strada davanti ampiamente percorribile, quella di un vasto programma di riforme da attuare subito con ritrovato impegno parlamentare. Gli italiani questo chiedono e meritano. Altro che «lodi».

[ fonte qui ]

Ecco, mi colpiscono molte cose: soprattutto la “debolezza” di un testo simile, così apodittico e perentorio, così falsamente “oggettivo”.

Ma mi colpisce ancora di più una cosa: Arditti riprende una immagine usata ieri da Massimo Gramellini sulla Stampa (ne ho scritto qui), ma la rovescia.

Gramellini scriveva che un giorno gli storici dovranno indagare le ragioni dell’innamoramente di massa per S.B.; Arditti pensa che un giorno gli storici dvranno indagare sull’accanimento giudiziario nei confronti di S.B.

Insomma: punti di vista. Ma chi si avviicina di più ai dati di fatto e meno alla mistificazione, è presto scoperto da chiunque voglia informarsi un po’ meglio. Ed è possibile farlo, per fortuna.

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  1. beppe

    Ma il punto è che L’arditti in questione appartiene( come ultimo della classe) alla scuola dei vari Belpietro, Giordano ecc che non hanno nemmeno la cultura o dialettica di altri soggetti ( Feltri) pur assolutamente discutibile e regolarmente in vendita al miglior offerente ( sempre quello comunque).sono infatti da giustare le apparizioni televisive del direttore del Tempo ( mica pizza e fichi ma in un mondo dove brunetta carfagna e gelmini sono ministri ci sta’ tutto no?)dove con studiato piglio da magister veritatis alla capezzone di turno fa affermazioni di pseudo destra su questo e quello regolarmente smentite sulla base di dati oggettivi.La scuola Vespa di cui è stato collaboratore per un ventennio la dice lunga.Ed è la logica di figure da cioccolataio dei maggiordomi al potere.

  2. Grazie, Beppe: Arditti “ultimo della classe” (in una classe di lecchini, mi verrebbe da aggiungere) è molto icastica. A me fa venire in mente anche uno un po’ “vorrei ma non posso”: vorrei avere la grinta di un Belpietro o la stronzaggine senza frni di un Feltri; ma non ci ho nemmeno quelle. Una sorte di “maggiordomo senza qualità”…




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