Lotte a Lilliput

photoguitaromanie1ct6«Discussione tra Carullisti e Molinisti»

L’immagine è tratta da Charles de Marescot, La Guitaromanie, 1825.

Occorre una premessa: Ferdinando Carulli e Francesco Molino sono due didatti-compositori per chitarra dell’Ottocento.

I carullisti raccomandavano l’uso delle unghie per suonare la chitarra, i molinisti difendevano invece l’uso del polpastrello. Le discussioni tra i seguaci dei due Maestri dovevano essere molto accese, tanto che nell’illustrazione di Marescot si affrontano a colpi di chitarra! [fonte qui]

E poi c’è anche il viaggio di Lemuel Gulliver nel paese di Lilliput, quando tratta della rivalità con l’isola di Blefuscu:

[…] le quali due grandi potenze sono impegnate nella più ostinata delle guerre, come stavo per dirvi, ormai da trentasei lune. Essa ebbe inizio nella circostanza seguente. È ammesso da tutti che la primitiva maniera di sorbire le uova fosse rompendole sul lato più rotondo; ma accadde che il nonno di Sua Maestà attuale, quand’era fanciullo, dovendo sorbire un uovo e avendolo rotto secondo l’antica consuetudine, si scalfì un dito. Al che l’Imperatore suo padre diffuse un editto con cui ordinava, pena severissimi castighi, che i suoi sudditi rompessero d’ora in poi le uova dal lato più puntuto. Si risentì il popolo di quella legge: tanto che le cronache raccontano di ben sette ribellioni scoppiate per tal motivo, dove un Imperatore perse la vita e un altro la ccorona. Codeste sommosse furono costantemente fomentate dai monarchi di Blefuscu; e quando venivano domate, gli esuli trovavano sempre rifugo in quell’Impero.

Si calcola che undicimila persone abbiano, in tempi diversi, accettato la morte pur di non sottomettersi a rompere le uova dal Lato Stretto. Sulla controversia sono state pubblicate diverse centinaia di grossi volumi: ma i libri dei sostenitori del Lato Grosso sono stati da molto tempo banditi, e tutti i membri di quella fazione dichiarati per legge non idonei ad alcun incarico.

[ Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, traduzione di Gianni Celati, Milano, Feltrinelli, 1997, pp. 38-39 ]

Unghie corte o lunghe? Lato Stretto o Grosso? Tutte queste immagini mi sono venute in mente leggendo qui e qui delle traversie del PdL bolzanino. Gli ingredienti ci sono tutti: fazioni di lillipuziani in lotta, messe al bando, chitarre spaccate sulla zucca degli avversari, espatri in altri regni…

Non c’è che dire: per le elezioni comunali primaverili il partito del Cavaliere si presenta proprio in forma: cioè dimagrito, alleggerito di tutti quelli che hanno fatto il “gran salto” e sono andati dall’altra parte.

Ah, e per chi non fosse, giustamente, troppo appassionato alle vicende altoatesine: non è che a livello nazionale scherzino (vedi qui).

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  1. Gute Nacht

    La cosa triste è questa. La maggioranza delle persone che vota ‘sta gente lo fa in automatico, magari perché legge il nome BERLUSCONI sul simbolo e si comporta come il cane di Pavlov. Se gli elettori riflettessero un po’, se fossero a conoscenza dello spessore di questi personaggi, è chiaro che prima di siglare una croce sulla scheda elettorale si farebbero tagliare la mano.

  2. Come non essere d’accordo con te, o anonima commentatrice.

  3. superciuk2008

    Beh, se cominciamo a tagliarci la mano quando votiamo qualcuno che non ci convince, diventeremo un popolo di monchi. Bersani o Berlusconi, zuppa o pan bagnato?

  4. GattoMur

    Eh no, carissimo: io ci avrei ancora tutte le dita, se per questo.
    Comunque noto che Bersani e Berlusconi hanno cognomi molto simili: il primo avanza una “a”, l’altro “luco”.
    Fossi un esperto cabbalista m’imbarcherei in qualche congettura. Più banalmente ci si può accontentare di anagrammare:
    – lauco (che sta a dire: nemmeno così si trova un “laico”);
    – a culo (senza bisogno di commento)
    – o luca
    – ocula
    etc.

  5. GattoMur

    Per tornare al tema del post: anche ai vertici del PdL non è che scherzino:
    http://www.corriere.it/politica/09_novembre_08/fini-pdl-fazio_8993be02-cca2-11de-b450-00144f02aabc.shtml

  6. gadilu

    Fini fa affermazione degne di Monsieur Lapalisse. Il bello è che ormai ci sembrano proposizioni rivoluzionarie e quando le sentiamo ci vengono persino un po’ le lacrime agli occhi.

  7. superciuk2008

    Fini ha lo stesso tipo di problema di cui accusa Berlusca e la monarchia cattoreazionaria italica non è costituzionale. Sto pensando alla Merkel ed a Sarko, sostenuti da un apparato di consenso formidabile e assoluto, la prima piu’ del secondo, con largo spazio ai lobbisti ed al potere economico, quello che detiene il potere nel XXI secolo. Chi potrebbe rappresentare l’anima critica del sistema, propositiva, innovativa e rivoluzionaria, gli intellettuali, tradizionalmente dipendenti dal potere, da cui attingono le risorse, seguono i loro sponsor politici che non sono esattamente degli illuminati, dei Magnifici, degli uomini, anche, di cultura. Ma marionette, spesso, dei loro pupari economici. Questo riguarda anche la cosiddetta sinistrucola italica. Quella altoatesina è destra, per cui fa quello che fa la destra dappertutto. Segue il potere e tanto piu’ e’ conservatore tanto meglio è….

  8. superciuk2008

    Volevo dire che anche le altre monarchie non mi sembrano molto costituzionali, ma garantiscono grande compatezza interna ed internazionale, perché limitano l’opposizione. Quella italiana è senza senso dello stato ed amor di patria, spesso, per cui vale per lei il vecchio muoia sansone con tutti i filistei…




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