L’unico ad avere dato esplicitamente del mafioso a Berlusconi…

… mi consta che sia un’altissima figura istituzionale: Umberto Bossi, attuale ministro di non so cosa, ex-vice-presidente del consiglio di uno dei tanti governi di Berlusconi, presidente di uno dei partiti della coalizione dell’attuale maggioranza.

Oltre al bel video, godetevi queste belle citazioni di Bossi.

Ma prima, indispensabile premessa, una dichiarazione di Berlusconi su Bossi, così, tanto per apprezzare la coerenza di costoro:

1994 – 21 dicembre: “Con Bossi non siamo disposti più neanche a prendere un caffè insieme”

Buona lettura.

Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. È una costola del vecchio regime. È il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l’avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?
Berlusconi è bollito. È un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all’Ulivo, segue anche lui l’esercito di Franceschiello dietro il caporale D’Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l’è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. (1 marzo 1994)

Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. È un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. È molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio. (7 marzo 1994)

Quel brutto mafioso guadagna soldi con l’eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L’uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. (29 luglio 1994)

Berlusconi, uomo di Cosa Nostra, non poteva che essere di pasta profondamente antidemocratica. (…) Il Polo per le origini mafiose della ricchezza di Berlusconi gravita su Palermo (…) Berlusconi che è il capo di Forza Italia, un partito creato da Dell’Utri inquisito per mafia che con i suoi mezzi senza limiti tiene in vita tutti i partiti del Polo. (Umberto Bossi, Intervento al Congresso Federale Straordinario della Lega Nord, 24/25 Ottobre 1998 Brescia)

L’Uomo di Arcore mostra le stesse caratteristiche dei dittatori, perché insiste nella sua volontà di non ritirare l’infame decreto Biondi che mette in libertà i peggiori ladri, concussori, corrotti, ricettatori (Umberto Bossi, 18 luglio 1994)

Un Governo che ha inteso la governabilità come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità per la governabilità, la vecchia e collaudata massima di Bettino Craxi !(Umberto Bossi, discorso in parlamento, 21 dicembre 94)

Fu allora che si decise di buttare in campo Berlusconi e le sue televisioni, che sono molto più di tre, nascoste dietro vari prestanome. Un uomo dal passato impresentabile e con un patrimonio costruito grazie ad oscuri finanziamenti di società anonime: Cosa Nostra, Craxi, Andreotti, P2. (Umberto Bossi, congresso Lega Nord, 10/12 febbraio)

La caduta del suo governo? Berlusconi venga da me, che gliela spiego io…! Sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto (Umberto Bossi, 21 Luglio 1998)

Il dramma di Berlusconi è che è un palermitano che parla in meneghino, mandato apposta per fregare il Nord. Io questo lo compresi subito, compresi che bisognava evitare l’annientamento della Lega e mi comportai di conseguenza (Umberto Bossi, 21 Luglio 1998)

C’è qualche differenza tra noi e lui… Peccato che lui sia un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora (Umberto Bossi, 12 Settembre 1998)

È un palermitano che parla meneghino, È il meno adatto a parlare di riforme. L’unica riforma che veramente sta a cuore a Berlusconi È che non vengano toccate le sue televisioni. Invece io dico che bisogna portargliele via, perché le sue televisioni sono contro la Costituzione. La prima riforma da attuare è quella di mettere in circolazione l’informazione. Berlusconi è tutto tranne che un democratico” (Umberto Bossi, 12 Settembre 1998)

“Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Ce lo spieghi, il Cavaliere. Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani al Nord che sono morti a causa della droga”. (Umberto Bossi, 12 Settembre 1998)

La Fininvest ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano (Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998)

“Silvio è uomo della P2, cioè del progetto Italia (Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998)

C’è denaro buono che ha odore di sudore, e c’è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: “Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore”. Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c’è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell’Utri, inquisito per mafia.
La “Padania” chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro.

Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì (Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998)

Berlusconi è l’uomo di Cosa Nostra” (Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998)

“Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che “pecunia non olet”. C’è denaro buono che ha odore di sudore, e c’è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto”. (Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998)

Un massone piduista come l’arcorista non poteva che usare quel linguaggio. In fondo Berlusconi è sempre stato un problema di “cosa sua” o “cosa nostra”. Ma né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società”. (Umberto Bossi, 24 Febbraio 1999)

Berlusconi ha avuto una fortuna straordinaria nel fare tanti soldi in così poco tempo. E per di più, passando dalla tessera 1816 della P2 e dai salvataggi che il suo amico Bettino Craxi ha più volte fatto al suo impero televisivo. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini. Quella fondata anche da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che alla fine riuscì a mettere le mani su tutto l’istituto di credito. E in quella stessa Banca, dove lavorava anche il padre di Silvio, c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra“. (Umberto Bossi, 2 Ottobre 1999)

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  1. Per non dimenticare: le 11 domande de La Padania, altro che le 10 di Repubblica 😉

    http://www.alain.it/2009/04/15/berlusconi-sei-un-mafioso-rispondi-la-padania-1998/

  2. ‘azz, quelli di Repubblica sono delle mammolette…

  3. È lungo (cancella pure, se credi), ma te lo posto lo stesso perché merita (non è nemmeno male). Quel giorno fui tentato di prendere la tessera della Lega.

    Umberto Bossi, 21 dicembre 1994, Camera dei Deputati

    Onorevole presidente, io parlerò di cose politiche.

    Il fatto che Lei abbia consegnato alla stampa, prima del dibattito parlamentare, il suo intervento sottolinea quanto sia debole in Lei il senso dello stato e delle istituzioni.
    Il documento attraverso il quale abbiamo espresso la sfiducia nei confronti dell’attuale governo da Lei presieduto, onorevole Berlusconi, è il primo esempio di sfiducia costruttiva. Esso contiene una elencazione delle ragioni che spiegano i motivi politici, ma anche economici e costituzionali che giustificano la sfiducia della Lega e, nello stesso tempo, è un documento che predispone le strutture di un nuovo governo.

    La Lega considera conclusa negativamente l’esperienza di questo governo che, come fosse un suo feudo personale, l’onorevole Berlusconi ha presieduto dal 16 maggio a oggi.

    Qualcuno potrebbe affermare, in polemica con il dissenso della Lega, che in sette mesi è difficile riedificare uno Stato italiano completamente nuovo e quindi strutture politiche, economiche e sociali distrutte dal passato partitocratico.
    Tuttavia, quando la Lega accettò di far parte della coalizione per garantire la governabilità, i patti che Berlusconi sottoscrisse furono molto chiari. La Lega decise di aderire al governo Berlusconi superando le legittime resistenze di molti suoi elettori e della totalità dei suoi militanti verso l’inquinante contiguità con la frangia fascista missina, considerando prioritario garantire la governabilità del Paese. La nostra fu una scelta che non era conseguente ad alcun accordo elettorale precedente. La Lega aveva sempre ribadito a Berlusconi che mai e poi mai avrebbe potuto governare con il trasformismo fascista, che mai e poi mai avrebbe stretto accordi elettorali con Alleanza Nazionale, il partito neoassistenzialista e “democratico”.
    Noi abbiano accettato di far parte di questa coalizione unicamente per il senso del dovere che abbiamo nei confronti del popolo italiano e dei nostri elettori, che esigono governabilità.
    Quindi, questo governo è stato fin dall’inizio un governo di numeri, la cui esistenza era subordinata solo e soltanto all’assoluto rispetto dei patti. E la Lega pose sul tavolo gli itinerari programmatici che il governo avrebbe dovuto seguire, sottolineando il suo ruolo di coscienza critica della coalizione per il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.
    Solo per questo patto postelettorale e pregovernativo la Lega, nonostante potesse chiedere al Capo dello Stato, secondo la prassi costituzionale, Palazzo Chigi (aveva infatti la più folta rappresentanza parlamentare all’interno del polo), rinunciò a favore di Berlusconi, in perfetta buona fede.

    La Lega portava a Berlusconi la dote maggiore sul piano politico: la distruzione del sistema centralistico partitocratico. Portava in dote la lotta di liberazione democratica che, avanzando a folate sotto una gragnuola di colpi del vecchio regime, aveva atterrato le oligarchie craxiane e andreottiane, sollecitando e cavalcando la protesta nata dalle regioni trainanti del Paese, dalla piccola e media borghesia imprenditoriale, a quelle delle libere professioni.
    E anche la necessità, fatta maturare nella coscienza del popolo grazie alle nostre lotte, di superare le ricette antiquate di una cultura demagogica e populista per passare dallo Stato assistenzialista a uno Stato liberale dove ci sia finalmente l’eguaglianza.

    Una lotta di liberazione, la nostra, fatta quando l’emblema della società dei consumi – tutto è nel consumo – si era fatalmente trasformato in un altro emblema – tutto nello Stato, niente contro lo Stato, nulla al di fuori dello Stato – ponendo il problema del superamento del centralismo istituzionale con il federalismo.
    I patti richiedevano inoltre l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio della Fininvest e favorisse il rinnovo strutturale della Rai-Tv, restituendo ai media la loro libertà e la funzione democratica di informare imparzialmente e obiettivamente l’opinione pubblica.
    I patti richiedevano la netta separazione tra gli interessi personali del Capo del governo e la sua funzione di altissimo pubblico ufficiale.

    In campagna elettorale Lei ha promesso milioni di posti di lavoro, ha promosso di risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace sociale, di sostenere la piccola e media impresa, di eliminare la partitocrazia e lo Stato padrone, insomma, di fare dell’italia un grande Paese a ispirazione liberal-democratica.

    «Ho fatto un sogno: rendere perfettamente trasparente questa casa e restituire lo slancio alla società civile.» Si ricorda queste parole, presidente Berlusconi? Le pronunciava alla presentazione del governo alla Camera.
    In realtà, il sogno non ha fatto sognare che Lei; avrà consolidato il suo potere personale, ma non ha risolto nemmeno uno dei tanto fattori di crisi del Paese, che erano e restano i seguenti: la distribuzione e la dimensione della spesa pubblica, il carico fiscale, il reddito e la sua distribuzione sul territorio, l’efficienza o, meglio, l’inefficienza dell’apparato politico e amministrativo dello Stato, fattori di crisi che derivano dall’esistenza intatta di uno Stato centralizzato che svolge ormai solo una funzione redistributiva e che costituisce la principale ragione del dissenso.

    Si trattava, e si tratta, quindi, di trovare le linee di fondo di un progetto di riforma federalista: e la Lega lo ha realizzato! Il ministro onorevole Speroni ha realizzato il progetto federalista, che si colloca a metà tra il riduzionismo empirico e il massimalismo astratto e che è il federalismo possibile! E Speroni ha dovuto preparare il proprio progetto federalista che diventerà disegno di legge in questa Camera, tra il disinteresse e l’ostilità delle forze di governo!

    Insomma, il suo è stato un governo che ha inteso la governabilità come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità per la governabilità!
    Si è trattato non solo di un governo non intenzionato ai cambiamenti, ma di un governo dei conflitti con la magistratura e con il sindacato, un governo del controllo dell’informazione!
    Si è trattato di un’alleanza in cui c’è chi accusa la Lega addirittura di sovvertire lo Stato di diritto perchè ha chiesto la verifica, falsificando la verità e dichiarando che questo governo non sarebbe il frutto, come nel passato, di una contrattazione post-elettorale, bensì la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli elettori.
    E quindi, se è vera la premessa, solo a Berlusconi competerebbe concedere la verifica e implicitamente mantenere e sciogliere le Camere.
    È una tesi che lede i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica e lascia trasparire il ritorno nella politica di dogmi antiliberali.

    Questa non è e non sarà mai più, onorevoli Berlusconi e Fini, la Camera dei fasci e delle corporazioni!

    Presidente, mi consenta di ricordarle che lo Stato non è Lei! E dopo di Lei non c’è il diluvio! Con quali diritti Lei batte i pugni sul tavolo dichiarando la sua insostituibilità? Con quali diritti Lei pretende di interpretare la Costituzione tuttora in vigore? Presidente, mi creda, Lei non è l’uomo della Provvidenza, tutt’altro!

    La nostra mozione di sfiducia non è provocatoria nè in contrasto con la Costituzione. è solo la conseguenza dell’impantanamento del suo governo, delle due tensioni che si annullano all’interno del governo stesso, tra una destra assistenzialista e monopolista, che rappresenta null’altro che il tentativo di ripristinare la filosofia del vecchio pentapartito scardinato dall’avanzata della Lega, e la destra liberista e federalista, europea e moderna, incarnata dalla Lega e, mi auguro, anche da una parte di Forza Italia.

    L’Italia, colleghi, è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede e fa parte del governo: il tradimento è solo di chi, a un Paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti!

    La Lega, presidente, una responsabilità ce l’ha, io ho una responsabilità! Quella di far finire oggi, finalmente, la Prima Repubblica.

    La Lega, onorevole presidente, le toglie la fiducia.

  4. No no, macché cancellare, è una lettura fondamentale!
    Però, se fossi un leghista, uno della prima ora, magari, e un leghista convinto, sarei incazzatissimo con l’attuale gruppo dirigente. Esiste, che tu sappia, un dissenso interno alla lega, aki vertici o alla base? O sono un po’ socialisti reali anche loro?

  5. superciuk2008

    Leggo sul sito del livornese della solita smenata antiitaliana questa volta sotto forma di attacco al solito imbecille che, pieno di boria, ha buttato dalla finestra i documenti a due stranieri. Dovrebbero cacciarlo dalle Ferrovie, quel tipo. E farl pagare cento volte il prezzo del biglietto ai due che non ce l’avevano. Spero lo facciano. Il razzismo del singolo, quello, il Nostro, lo capisce, lo attacca, lo azzanna. Invece le discrimanazioni legalizzate, istituzionalizzate ed accettate internazionalmente no. Vedere con quanta solerzia i Verdi sediano assieme ad Ellecosta, mi fa ogni volta pensare alle urla dal silenzio della ragione di chi finge di non sapere. E mi scompiscio.
    Gatto, dovresti sapere, ma eri probabilmente ancora a Napule (città sinceramente inguardabile e governata come noto da Berlusconi) che tra i primi e forti amici dei micropatrioti etnici del Sudtirolo c’ erano proprio dei regionalisti veneti. Mi dovete spiegare perché la Lega dovrebbe far venire la pelle d’oca e la Svp ed i suoi alleatucoli no.
    Ho visto tutti i film di Virzì. Una palla cosmicoideologica livornese (einmalessennievergessen) al cui confronto anche i libriccini di Saviano sembrano la Divina Commedia e certi quotidiani Proust
    Indimenticabili le foto di Berlinguer, di Togliatti, gli operai del primo del secondo del terzo del quarto del diciottessimo film e le ciminiere.
    E il torsolone fighetto -ma qui Virzì c’azzecca- con la puzza sotto il naso di Ovosodo che faceva il compagno ma aveva la piscina. Mitico, anche lui.

  6. Tanto per sgombrare il campo dai tuoi dubbi biografici, la mia emigrazione da Napoli a Bressanone risale al 1975, a occhio direi che ci ho vissuto più io di te in ST/AA, vedi un po’ te.
    Seconda cosa: cheppalle sta storia dei Verdi che siedono con Ellecosta, sembri un disco rotto anche tu. Visto che sei uno sfegatato lettore del blog di Gabriele, avrai letto delle molte critiche proprio a Ellecosta che da quel blog si sono alzate a più riprese, e proprio da parte di quelli che, chissà perché, tu ti ostini a considerare succubi della SVP.
    Mesi fa, proprio in occasione dell’ultima puttanata detta da Ellecosta e della tepidezza con cui gli esponenti Verdi in giunta mostravano di volere affrontare la cosa (al contrario dei Verdi provinciali, che almeno a parole si mostravano molto duri) feci una solenne dichiarazione: se i Verdi di Bolzano rimarranno in Giunta con Ellecosta vicesindaco, le ultime elezioni provinciali saranno state le ultime a cui ho dato il voto ai Verdi. Che avevo votato anche la volta precedente (in tutto due volte), pur non avendo mai votato quel partito nelle elezioni nazionali, né tantomeno essendo un fan di quel partito. Semplicemente ho votato Verdi da quando è sceso in campo uno che, direi, sgombra il campo a tutti i dubbi, e cioè Hans Heiss, persona e politico di spessore enorme, anche in comparazione a tante altre fetecchie in provincia. Ma l’affaire Ellecosta mi ha comunque stomacato, e manterrò la promessa (quindi non andrò nemmeno più a votare). PUNTO.
    Il post di Gabriele sul controllore deficiente non è per nulla antiitaliano, mi sembra che tu sia affetto, tra le altre cose, da una strana forma di vittimismo nazionalistico. Se tu leggessi le cose, come sono sicuro che sei in grado di fare, togliendoti lo strato di pregiudizi con il quale spalmi lo schermo prima di leggere, sono sicuro che non faresti poi le figure barbine che fai, scrivendo certe cose.
    Su Virzì: Ovosodo è un film molto divertente, e dice molte cose vere (il tipo rasta l’ho incontrato un sacco di volte in vita mia). Ancor più azzeccato, dal punto di vista di fotografia dell’Italia politica, è Ferie d’agosto, che se non hai visto ti consoglierei. Mi è molto piaciuto anche quello sulla ragazza laureata in filosofia che va a lavorare in un call center, non ricordo più il titolo.
    Altro non ho da dirti.

  7. gadilu

    È inutile. È sempre inutile. Uno scrive due righe per denunciare il misfatto di UN controllore e questo pirla ci legge un post contro l’Italia. Voglio dire: non ho generalizzato neppure alludendo ai “controllori”, non ho neppure parlato male delle Ferrovie (e dio solo sa quanto avrei avuto gioco facile). Niente. È uno così ancora aspira a essere preso sul serio?

  8. gianlucatrotta

    Guarda, io lo prenderei sul serio se solo una volta, UNA, allegasse un riscontro testuale, una prova certa di quello che sostiene etc. Finora non è mai successo, sono mesi che ripeto a Superciuk che si squalifica da solo continuando così, e non ai miei occhi, che giustamente non gli interessano punto, ma agli occhi di chiunque lo legga.
    Niente, non si fida di me, continua a collezionare figuracce scrivendo sciocchezze. Peccato. Sul serio.

  9. gianlucatrotta

    OPS, ero ancora connesso con il profilo “serio”, ovviamente anche nel commento sopra sono GattoMur. Certo che la casualità mi ha riservato un avatar terrificante…

  10. gadilu

    Non è male questo avatar…

    Il film della ragazza filosofa che lavora nel call-center: tutta la vita davanti.

    No, giangi, siamo seri. A me se uno mi dà del comunista non lo posso prendere sul serio. Oggi rileggevo una pagina di Flaiano nella quale si cita Lévi-Strauss: “Il mio marxismo, a differenza di quello di Marx, è un marxismo pessimista. Nella misura in cui mi lascio andare a speculare sul movimento complessivo dell’umanità… la vedo evolvere non nel senso di una liberazione ma, direi senz’altro, di un asservimento progressivo e sempre più completo dell’uomo al grande determinismo naturale”. Bene. Io neppure a tanto riesco ad arrivare. Se leggo “nella misura in cui mi lascio andare a speculare sul movimento complessivo dell’umanità…” mi viene subito da cambiare canale.

  11. superciuk2008

    Gadilu cita Flaiano. Molto azzeccato.
    L’ispirazione che mi danno quelli che vanno con il cappello in mano a piangere un posticino di sottovicesostituto paraculo dalla svp mi fanno anche un effetto non meno particolare ed emozionante di questa citazione.
    Per servi i, sarete d’accordo con me, scomodare la letteratura non serve. Serve un nodoso scopettone con cui metterli a pulire gli avanzi del padrone.
    Per i trinariciuti sempre pronti a dire stronzate politicamente corrette, ma schiavi di un’ideologia di potere fame e disperazione, invece, la terza narice, tappata dalle lacrime della storia, ma mai scomparsa, un intervento di plastica non mi sembra sufficiente a ridarre loro la verginità perduta.
    Lo scopettone glielo darei sulla cucuzza.
    Questo come principio generale e certamente non rivolto a voi, carissimi.
    PS Lo so che vi piacerebbe scrivere dell’Alto Adige solo quello che vi piace. Non essendo alla LUbianka, pero’, dovete accettare che altri la pensino diversamente da voi. Non si tratta di pensare bene o male, ma di pensare diversamente. Siccome non vi entra nel neurone, credo che vi manchi qualcosa da un punto di vista prettamente ideologicoevolutivo. Caratteristica rispettabile, rispettabilissima -a me non va schifo chi la pensa diversamente da me- ma non mi sembra che vi possiate ergere a maestri di libertà e democrazia. Quelle, scusate, sono altra cosa.

  12. gadilu

    Guarda, a me personalmente che tu scriva dell’Alto Adige in modo diverso da come lo faccio io andrebbe benissimo. Purtroppo però tu non scrivi quasi mai di Alto Adige, ma ti sei incallito da anni in una sterile polemica col sottoscritto basata (in fin dei conti) su ben pochi elementi utili. Per dirla tutta: il tuo Alto Adige sono io. Ma io non sono l’Alto Adige, superciuk. Dovresti allargare un po’ lo sguardo, smetterla di ammorbarci con le tue “latrine” (questo l’emozionante titolo di un tuo fondamentale e recente contributo) e dire quello che hai da dire. Magari cercando di rivolgerti anche ad altri interlocutori, visto che quelli che avevi li hai “consumati” tutti o gli hai finemente tritato i cojotes.

  13. gadilu

    Ho riletto l’intervento di Bossi al Parlamento. Mi sono fermato qui:

    I patti richiedevano inoltre l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio della Fininvest e favorisse il rinnovo strutturale della Rai-Tv, restituendo ai media la loro libertà e la funzione democratica di informare imparzialmente e obiettivamente l’opinione pubblica.

    Una domanda a voi che sapete: quand’è che poi la Lega chiese esplicitamente che le venisse data in gestione una rete televisiva? 🙂

  14. Il leghista Antonio Marano sostituì Freccero alla direzione di RaiDue nel giro di nomine del 2002, per “ottimamente” rimanervi (quella di Massimo Ferrario, già presidente della Provincia di Varese ed ex direttore del Centro di Produzione Rai di Milano va considerata una parentesi). È quindi lecito supporre che la richiesta esplicita da Gadilu menzionata risalisse alla campagna elettorale precedente.

    Io RaiDue l’affiderei senza esitazioni a Mara Maionchi.

  15. Superciuk

    Affidiamo Rai due a gadilu e virzi

  16. gadilu

    Ecco, vedi? Superciuk vorrebbe discutere delle cose. Senza ideologie. E tira fuori queste belle battute. Peccato non abbia qui il suo vasto pubblico (una persona) ad applaudirlo, a dirgli “criptico”, a dirgli “mitico”. Trova solo me che gli dico di tornare a concentrarsi sulle sue criptiche e mitiche latrine.

  17. Virzì c’ha una moglie bonissima, solo per questo lo rispetterei un po’ di più.

  1. 1 Ten years after: la vittoria della moderazione « GattoMur’s Weblog

    […] E comunque 10 anni, in fondo, sono un periodo di tempo adeguato a cambiare idea in maniera radicale: e tutta la nostra politica nazionale è lì a dimostrarlo (guarda ad esempio qui). […]




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