Soldatini, XIX (don Verzè)

Dopo le ultime pagine della Vita Nova e la Comedìa, con Beatrice che va assumendo sempre più una figura cristologica; dopo alcuni straordinari personaggi di Dostoevski (ad esempio il principe Myskin dell’Idiota); ecco, con don Verzè, uno dei più convincenti tentativi di sovrapposizione di una figura umana a quella di Cristo.

“Padre, perdonali perché non sanno ciò che fanno”: d’ora in poi nel nostro immaginario, a Gesù sulla croce si sostituirà il Cavaliere in una stanza d’ospedale, che confida queste parole a don Verzè.

Un prete: quindi, quando parla di cose religiose, occorre sicuramente dargli fiducia. Sarà sincero e onesto.

Eh, sì: perché don Verzè, da buon cristiano, dà a Cesare ciò che è suo. E fa come i passerotti nel campo: non si curano di ciò che hanno e del domani, ma si nutrono di ciò che trovano.

Basta leggere la sua voce su Wikipedia, d’altronde, per convincersene:

Nel 2000 Don Verzé fu al centro della vicenda della succursale romana dell’Ospedale San Raffaele, un’operazione colossale che, grazie ad un’abile campagna mediatica, sembrò un complotto ai danni del sacerdote. Verzé sostenne infatti che, a causa di pressioni del mondo politico e degli ambienti finanziari di Roma, fu «costretto» a vendere l’ospedale «a un prezzo irrisorio» all’imprenditore romano Antonio Angelucci, il quale, soltanto pochi mesi più tardi lo rivendette allo Stato, suscitando scandalo sui media e numerose interrogazioni parlamentari.

Ma l’aforisma, per il quale don Verzè sarà per sempre ricordato, è questa recente dichiarazione:

Berlusconi è un dono di Dio all’Italia.

Fosse vero, renderebbe ancor più credibile l’ipotesi su dio espressa da Alexander Ekdal nel film di Bergman qui citato…

“Occupati più dei sacramenti, e meno degli affari”: questa la frase pronunciata nel 64 da papa Montini, sospendendolo dal servizio sacerdotale.

Se volete continuare la conoscenza di don Verzè, non avete che da leggere questa pagina di Piero Ricca e godervi l’allegato filmato-incontro.

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  1. Hai fatto bene a parlare di questo. Anch’io, quando ho sentito del ricovero di B. al San Raffaele, non ho potuto non ripensare alle pagine del libro di Gümpel e Pinotti, L’unto del Signore. Per una prima ricognizione sul caso:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Maria_Verz%C3%A9




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