Ten years after: la vittoria della moderazione

Tra pochi mesi ci saranno le elezioni comunali a Bolzano: e si sente!

[mentre leggi, ascolta una piacevole canzone dei Ten Years After]

Guarda un po’ oggi un giornale locale ci informa di una novità incredibile: il possibile candidato (per quale partito? Boh!) nonché deputato di AN (o PdL? Boh!) Giorgio Holzmann, che solo 10 anni fa, assieme ai suoi, fu tra coloro che affossarono, con un referendum popolare, il cambio di nome da “piazza della vittoria” a “piazza della pace”, oggi chiede di “depotenziare il monumento alla vittoria”.

Sarà sincero? Sarà un puro calcolo elettorale? Mah, qualche dubbio è lecito nutrirlo, no?

E comunque 10 anni, in fondo, sono un periodo di tempo adeguato a cambiare idea in maniera radicale: e tutta la nostra politica nazionale è lì a dimostrarlo (guarda ad esempio qui).

Ma se Bolzano deve avere un sindaco “di destra”, ben venga Holzmann piuttosto che o suoi avversari interni al partito. O no? Boh!

Comunque: buona moderazione a tutti!

[ Un “classico” (almeno per me) sul fallimento, 10 anni fa, del cambio di nome da “piazza della vittoria” a “piazza della pace”, si può leggere qui ]

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  1. Leggo su quello che si definisce “blog della Lega Nord di Bolzano”, un commento ancora più confuso del mio (qui).
    Insomma, Holzmann è proprio una volpe, devo dire: è riuscito anche a mettere in imbarazzo un po’ di leghisti, quelli che, fino a un anno fa, si ammantavano di bandiere italiane, e che ora invece sono passati al partito guidato da colui (un ministro, neh!) che pochi anni fa dichiarò che lui, con il tricolore, ci si detergeva le terga (in maniera un po’ più volgare, però). E ora, questi ex italiani e ora “padani”, cosa diranno a proposito? Cosa faranno?
    Gran colpo, non c’è che dire.
    Ho sempre di più, comunque, il fondato dubbio che questa destra bolzanina, a dir poco divisa, non combinerò molto a queste elezioni. Speriamo. Anche se, tanto per cambiare, l’alternativa è altrettanto confusa…
    Mah!

  2. Gentile GattoMur, non ho alcuna remora nel definirmi leghista ed il blog è proprio nato nello spirito di poter cercare delle riflessioni in tale ambito.
    Non è facile insturare un dialogo, ma sono abituato, anche nel lavoro, nel cercarlo a prescindere dai preconcetti.
    Nel caso specifico bisogna accettare la buona intenzione dell’On.Holzmann, magari è la volta buona per arrivare ad una memoria condivisa.
    Anche la Lega sta cambiando, sta aggiustando il tiro, sta maturando anche con serene e serie riflessioni al suo interno.
    Grazie dell’ospitalità Francesco Bragadin.

  3. Gentile sig. Bragadin, lei dice che “la Lega sta cambiando”, ma, sinceramente io non me ne sono ancora accorto. Non metto in dubbio la sua buona fede nell’avere aderito alla Lega etc.: ma, mi permetta, ai livelli apicali del suo partito si trovano persone che continuano a caratterizzarsi per esternazioni xenofobe quando non esplicitamente razziste. E ciò è intollerabile, direi. Soprattutto quando posizioni degne di altri luoghi (il bar, l’autobus, etc.) trovano spazio nelle istituzioni.
    Grazie per la visita e per il commento.

  4. Mi scusi, nella foga di dire ciò che penso della Lega, ho saltato a pie’ pari la questione Holzmann: io sono molto felice se l’on. Holzmann, negli ultimi tempi, ha trovato dei toni meno ricollegabili a quelli della sua gioventù. Ma mi permetta di avere anche un piccolo dubbio, quando vedo cambiamenti così radicali: ma come, dieci anni fa la piazza doveva tornare al nome originale, oggi invece addirittura il monumento deve essere depotenziato? Ed è lo stesso dubbio che nutro nei confronti della “conversione” di Bossi al berlusconismo o altri “salti della quaglia”. Alla fine, sotto sotto, si riesce a intravvedere il tornaconto elettorale o politico. Tornando a Holmann, le cose pur degnissime che ha affermato in questi ultimi tempi su vari argomenti, mi sembra risentano un po’ della dialettica interna al partito: una sorta di antibiancofiorismo spinto. Ma meglio così, comunque: la statura politica di Holzmann è decisamente superiore a quella della sua rivale. Ma, appunto, lasci che coltivi il mio dubbio.

  5. E’ nell’accettare e nel coinvolgere parti storicamente opposte su tematiche comuni che la politica potrebbe tornare nei canoni che l’ha sempre contraddistinta: serietà, sobrietà ed eticità.
    Se su tematiche comuni si possono arrivare a giusti compromessi, anche sull’immigrazione ben vengano dibattiti. Da parte mia ritengo indispensabili che in settori chiave si debbano trovare i compromessi proprio per evitare che il potente di turno, una volta arrivato al potere, distrugga tutto ciò di buono che era stato fatto dal precedente!
    Attenzione a non cadere però nel compromesso storico e nella confusione ideologica che sarebbe un danno peggiore del bene auspicato precedentemente.

  6. Sig. Bragadin, sulle sue parole non si può che essere d’accordo. Ma, tanto per rimanere vicino, legga per favore questa notizia recente:
    https://gattomur.wordpress.com/2010/01/07/aridatece-lombroso/
    Si può discutere con qualcuno di simile? La prego, me lo dica lei, che condivide lo stesso partito.

  7. E si può discutere (e questo avviene sul suo blog, non da parte sua) con chi afferma perentoriamente che “non esiste un islam moderato”, invitando così a chiudere con chiunque professi quella religione, sospettato tout court di essere un potenziale terrorista? Si può discutere con chi cerca facili consensi elettorali negando il permesso di una sala di ritrovo per gli islamici?
    Io sono il primo a essere, in un certo senso, contento di non essere islamico (e, grazie a dio, non mi riconosco in nessuna fede). E sarei il primo a contrappormi ferocemente contro la concezione, per noi inaccettabile e retriva, che nelle culture islamiche si tende ad avere per la donna (tranne che, poi, mi piacerebbe anche un po’ più di autocritica da parte nostra sulla reale concezione che esprime la nostra cultura sulla donna…).
    Ma, appunto, le posizioni della Lega sull’Islam non mi sembrano dettate, per lo più, da una sana opposizione a principi inaccettabili; quanto a intolleranza e ricerca di facili consensi.

  8. Oppure, la questione “quote stranieri” nelle scuole. Leggo dal suo “About” che siamo colleghi: le sembra accettabile, in nome di un principio come “dobbiamo garantire una migliore integrazione”, stabilire dei “tetti” sugli alunni stranieri? Dove finisce l’idea di “inclusione scolastica” che in Italia, per fortuna, ha portato all’abolizione delle scuole differenziali e a quel piccolo gioiello (talvolta mal applicato) che è la legge 104/92? Si può dicutere con chi tratta gli stranieri come un “problema” da regolamentare addirittura fissando delle quote? E se in una scuola si sfora il “limite”, che fine farà il piccolo figlio di immigrati? Dovrà battere alla porta di altre scuole, magari molto distanti da casa, in attesa di qualcuno che l’accolga?

  9. Dieci anni buttati al cesso, verrebbe da chiosare.

    Anche se ci si dovrebbe forse accontentare del poco che passa il convento, come non incazzarsi quando, a distanza di anni ed a situazione anche grazie a loro compromessa, i vari Fini ed Holzmann se ne saltano fuori a dire che sì, in definitiva eri tu ad aver ragione, ma che allora, insomma, diversamente proprio non si poteva? Ogni parola di buonsenso su immigrazione e convivenza serve come l’aria, visti i tempi, ma guai a togliersi le mutande di ghisa.

  10. La legge 104/92 non deve essere toccata da nessuno. Solo il primo ad applicarla, usarla ed oppormi con determinazione con chi non la vuole applicare. E’ una legge che tutela e potenzia le persone mettendole in grado di affrontare ad armi pari le difficoltà della vita!
    Se si parla di studenti stranieri nelle scuole, purtroppo ho visto troppe volte che l’integrazione non è mai stata realizzata! Bocciature inutili, ricerca di spiegazioni a ragazzi non in gradi di capirti per problemi linguisticie culturali. Ragazze svogliate perchè già sapevano che da lì a pochi anni sarebbero andate in sposa a qualcuno di sconosciuto!

    Sarebbe auspicabile trovare un’unione sulla condizione femminile voluta da chi applica la legge coranica alla lettera! E’ mio scopo aprire un post sul probelma della donna nella cultura islmaica, contributi provenienti da tutte le parti politiche devono essere ben accette perchè anni di emancipazione femminile non vengano annullate in un batter di ciglia.

    Sono il primo a leggere il Manifesto ma il primo ad essere ghettizzato quando leggo il Giornale o tanti anni prima quando ero studente ed andavo a scuola con lo stesso Giornale di Montanelli e la professoressa di filosofia con l’Unità sotto braccio mi interrogava chiedendomi le contraddizioi di Benedetto Croce versus Marx.

    Le mutande di ghisa non me le tolgo mai perchè purtroppo di persone con la faccia da progressista ne conosco troppo e dopo di progressista ne rimane d’avvero poco.

  11. La cosiddetta “stele della memoria”, nel futuribile “parco della rimembranza”, non tocca da vicino il monumento (la questione del monumento) e non lo depotenzia minimamente. Giustamente la SVP ha già fatto capire dove vedrebbe bene quella stele (ma non sta bene riferirlo). Il monumento si depotenzia solo in un modo: ristrutturandolo all’interno di un progetto di musealizzazione complessiva di tutti i reperti fascisti. Invece, a quel che si vede, sta andando in onda un semplice restauro.

    Altro discorso. Dei leghisti bolzanini (che sono la versione in salsa verde dei partiti à la Union e Freiheitliche) nessuno sentiva la mancanza. Un partito che ha al vertice scaglie di SVP e di AN (!), tenuto insieme soltanto dal mastice di una visione anti-multiculturalista propagata nella provincia più multiculturale d’Italia. Vengono i brividi solo a pensarci.

  12. Ah, sul “tetto” per stranieri nelle classi: e quando la sig.ra Artioli strillava contro la ventilata limitazione per le iscrizioni di bambini “italiani” negli asili “tedeschi”? Vengono i brividi solo a pensarci.

  13. GattoMur

    @ Bragadin
    Permetta che mi concentri su un solo aspetto del suo ultimo commento. Lei cita assieme, mettendoli dunque sullo stesso piano, due quotidiani: il Manifesto e il Giornale. Ma tra i due corre un abisso. È vero, entrambi sono “partigiani”: ma uno lo è esplicitamente, l’altro si spaccia per “quotidiano indipendente”, mentre, è evidente, non lo è minimamente. Il primo, poi, è partigiano di una idea (o ideologia) condivisa da un gruppo di persone (sempre meno, forse), per lo più interessate a questioni “etiche” e “politiche” in senso ampio; il secondo è partigiano di un gruppo industriale che si incarna nel, purtroppo, presidente del Consiglio, e, di norma, si occupa (il giornale) a pubblicizzare in positivo il suo operato (del Governo e dell’industriale) e a diffamare (in senso vero) i suoi avversari politici. Mi permetta, ma c’è proprio un abisso.

  14. GattoMur

    Già, la Artioli: io mi chiedo sempre cosa ci faccia la Artioli nella Lega. Boh. Per non parlare della innominabile e indigeribile consigliera esperta nel salto della quaglia: cosa ci fa in quel partito una che, fino a poco fa (o forse lo fa tutt’ora) ama rivestirsi del tricolore? Basta un generico rifiuto dell’islamismo per diventare leghisti? Mah.

  15. Per non parlare di Paolo Bassani, il quale parla di “bambini islamici” (ha più o meno lo stesso senso che dire begonie buddiste) come niente fosse. Sentito con le mie attonite orecchie.

  16. Superciuk

    Fanno ridere coloro che si indignano quando si vorrebbero evitare scuole ghetto favorendo l integrazione attraverso il bilanciamento della presenza straniera. Sono gli stessi che spesso mandano i figli in strutture etnicamente pure borghesi fighette…

  17. PV

    Da in der SVP intelligente Leute Politik machen, wird sie das Siegesdenkmal ganz sicher nicht entfernen wollen.
    Das Siegesdenkmal ist eine permanente Wahlreklame, die die deutschsprachigen Südtiroler regelmäßig daran erinnet ihre Wahlentscheidungen nach ethnischen Kriterien zu treffen.

  18. GattoMur

    @ Superciuk: bentornato dal luogo piuttosto fighetto nel quale sei stato. Ti riferisci a qualcuno dei presenti? È possibile che tu debba sempre avere lo stesso stile pessimo? Mah!

    @PV: mi sento di essere un po’ d’accordo con te; senza esagerare, ovviamente.

  19. Superciuk

    Credo non sia il
    caso di gatto naturalmente

  20. Superciuk

    Gatto, la verità tragica sta nel fatto che non mi sembra
    che riusciamo ad integrare gli stranieri e non riusciamo
    nemmeno all interno della eu ad integrarci. Sono molto pessimista e vedo negli altri paesi
    molta severità riguardo all immigrazione. Noi siamo doppiomoralisti e ipocriti.

  21. GattoMur

    Scusami, Superciuk: metti che ti dica che hai ragione, che in effetti l’integrazione a scuola non sempre funziona etc. Cosa vuol dire, allora: che dobbiamo smettere di provarci? E darci alla chiusura xenofobica, trattando “lo straniero” come un problema da contingentare?
    In altri paesi hanno numeri ben superiori ai nostri, mi sembra. E noi dovremmo anche essere avvantaggiati dall’esserlo stati noi italiani, recentemente, dei migranti.

  22. Superciuk

    Io lavoro anche in questo periodo con migranti ed ho
    una figlia che frequenta una scuola a
    maggioranza straniera. Ci dobbiamo
    non solo provare dobbiamo integrarci . Non
    vedo altre soluzioni ma evitando quel che succede
    altrove con scuole per autoctoni e scuole per stranieri con
    prospettive diverse anche per lo stesso
    ordine di scuole.

  23. Superciuk

    Il buonismo ed il razzismo ci allontanano dalla realtà . Dobbiamo formare cittadini
    e dare loro il
    migliore ambiente dove poter sviluppare e utiZzare
    capacita’ e desideri . E
    meriti. Meriti!!!

  24. GattoMur

    Scusa, Superciuk, ma questo:

    evitando quel che succede
    altrove con scuole per autoctoni e scuole per stranieri con
    prospettive diverse anche per lo stesso
    ordine di scuole

    è esattamente quello che che dicevo io. E il contrario di quello che pensano molti a destra.

  25. Superciuk

    Guarda che ci troviamo spesso d accordo…




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