Parti intime e coglioni

Se si avverasse la fantasia di Nathan Zuckermann, l’alter ego di Philip Roth in una lunga serie di romanzi, che ne Lo scrittore fantasma (il primo della serie) pensa di riconoscere Anne Frank nella giovane (forse) amante del suo scrittore-modello, nella casa del quale trascorre alcuni giorni?

Sì, se fosse sopravvissuta e potesse leggere questa notizia (tenendosi forte), cosa direbbe? O comincerebbe a preoccuparsi e si cercherebbe subito un avvocato? Non si sa mai che il genio, di cui potrete leggere nell’articolo, pensasse magari di denunciarla per atti osceni in luogo pubblico…

E insomma: pochi giorni fa è venuto qui sul blog a farmi una gradita visita il gestore di questo blog, che si fregia della denominazione di “blog della Lega Nord di Bolzano” (che, stando al numero di commentatori del blog, dovrebbe essere composta di 3 persone; una buona notizia, va’). Una personcina, mi sembra, ammodo, di cui si possono apprezzare i toni moderati e i modi gentili. E mi diceva: “la Lega sta cambiando”. Mah, a leggere ‘ste notizie mi vien da pensare che stiano diventando sempre più coglioni…

Vabbè, registriamo: un deputato leghista denuncia la lettura di alcune pagine del diario di Anne Frank, definendole addirittura “hard”. Mi ricorda uno di quelli che parlavano di “arte degenerata”…

Insomma, se Anne fosse qui (sarebbe molto anziana, in effetti) non potrebbe che rabbrividire.

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  1. Superciuk

    Roth è un grande !!

  2. GattoMur

    Ma è incredibile: è copiato di sana pianta! Ma ilcopiaincolla ha avuto anche qualche problema ed è saltato qualcosa. Ma robe da matti…
    Stavolta floc anch’io!

  3. No, ti devi impegnare di più. Gli articoli sono molto simili, perché evidentemente ricavati dalla stessa nota d’agenzia, ma la “stranezza” non sta in quello. Ti concedo un’altra chance 🙂

  4. Ostia! Il gioco si fa duro, ma non ce la faccio proprio. L’unica cosa con continuo a notare è la sciatteria con cui è stato scritto l’articolo del Giornale, che già dal titolo presenta un errore clamoroso (“Letti passi tropopo hard…”: fantastico, nel titolo!): ma chi assumono in quella redazione? Comunque faccio l’ultimo sforzo, poi mi arrendo…

  5. Ma soprattutto: da chi è letto quel giornalaccio. Noi qui abbiamo, modestamente, l’esempio fulgido della consigliera che a ogni piè sospinto lo cita come fosse una fonte sacra: un vero genio. Ma leggete un po’ i commenti di due lettori:

    #8 Lo Stivale (1) – lettore
    il 16.01.10 alle ore 0:08 scrive:
    Bravo leghista! È da 50 anni che i nostri ragazzi debbono sorbirsi quel deprimente libercolo! Ogni pretesto è buono per liberarcene. Quasi che non fossero esistite altre tragedie nella storia dell’umanità da offrire in meditazione ai giovani.

    #5 Peucezio (27) – lettore
    il 15.01.10 alle ore 22:33 scrive:
    Siamo arrivati alla pornografia letta in classe. Non ci sono parole.

    Insomma, due geni.
    Per correttezza, però, devo anche dire che la maggioranza dei commenti dei lettori è di tutt’altro tono.

    E comunque, Gambero, sto ciurlando nel manico per allontanare sempre di più il momento i cui mi tocca ammettere che…
    MI ARRENDO!
    Per favore, dimmi la soluzione. Anche in camera caritatis, se vuoi tenere sulla corda qualche altro sparuto lettore di questo blog; ma per favore, a me dillo!

  6. La vera differenza sta nell’incipit con cui Il Giornale “apre le danze”, tagliato su misura dei gusti del suo lettore-tipo: “Il Diario di Anna Frank torna a far discutere e a dividere”.

  7. GattoMur

    Ahhhhhhhhhh. Vedi, mi ero messo in mente una roba più strana e cercavo il pelo nell’uovo.

  8. Vale la pena di leggersi l’editoriale di Massimo Gramellini di qualche giorno fa sulla Stampa:

    Un parlamentare della Lega ha chiesto al ministro Gelmini di scoraggiare la lettura nelle scuole della versione integrale del «Diario di Anna Frank», dato che in una pagina del testo la protagonista «descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime, suscitando inevitabile turbamento». Francamente di quel libro sono sempre state altre cose a turbarmi: per esempio il razzismo, per esempio i nazisti. Certo non la scoperta della propria sessualità da parte di un’adolescente.

    Ma non voglio farne colpa all’onorevole Grimoldi o ai genitori degli allievi della scuola elementare di Usmate Velate, in provincia di Monza, che gli avrebbero segnalato il gravissimo caso. Sono vittime anch’essi di quella incapacità di cogliere il senso complessivo di un evento o di un’opera, arrestandosi davanti al particolare scabroso o semplicemente irrituale, che chiamerei la sindrome del divano. Il divano è la normalità, il simbolo di un’esistenza tranquilla da abitare in tinello, dopo avere chiuso la porta a doppia mandata. La tv fa parte dello stesso tinello in cui si trova il divano: la sua volgarità è rassicurante, indigna e spaventa di meno.

    A indignare e spaventare sono la diversità, l’originalità, l’imprevisto: tutto ciò che distrae dalle certezze sedimentate e perciò va rifiutato e rimosso. Gli occhiali che si indossano davanti al divano assomigliano alle lenti dei microscopi: magari di un capolavoro non afferreranno l’essenza, ma ne coglieranno sempre la riga fuori posto.

  9. Sono reduce dalla presentazione del nuovo libro di Stella, avvenuta ieri sera a Bolzano. Tutta questa vicenda s’inscrive purtroppo nel complessivo fenomeno di rimozione che sta squassando l’Italia.

  10. Sembrerà banale ma – a ben guardare – in quella frasetta c’è proprio tutto: d’ufficio il Diario di Anna Frank diventa opera che “fa discutere” e, soprattutto, “divide”. Buttiamolo senza remore al cesso, nel nome dell’amore e della ritrovata concordia col negazionista di turno. Che, direbbe Violante, qualche ragione deve pur averla.

  11. Qualcuno di voi è stato alla presentazione, se è stata fatta una, del romanzo “La scomparsa di Davide” pubblicato sul sito http://www.frangipane.it. ?
    Contiene anche interessanti riferimenti ad un noto circolo bolzanino…

  12. GattoMur

    Ti rispodo per quanto mi concerne, caro Paddo:
    A. non vado a presentazioni di libri o simili eventi pseudo-intelletualoid-borghes-radical-chic;
    A. bis non frequento circoli di alcun tipo;
    B. leggo solo romanzi di un certo livello (Kafka, Dostoevski, Beckett, etc.) e mai leggerei un simile romanzo;
    C. non abito a Bolzano, e non mi farei mai 150 chilometri per sorbirmi una simile serata;
    D. di sto benedetto “circolo cittadino” che tu citi a ogni “pier sospinto” (come diceva una nostra ex ministra dei beni culturali, l’ineffabile Vincenza Bono Parrino) non me ne può fregà de meno.
    Ma poi, cos’è sto circolo cittadino? E perché ti interessa così tanto?

  13. GattoMur

    Piuttosto, Paddo: perché non pubblichi un mio commento in coda di moderazione da più di una settimana sul tuo blog? E perché, alla fine della fiera, non la togli sta odiosa “coda di moderazione”? L’ha fatto anche Superciuk (una delle poche volte che ha ascoltato un mio consiglio) e mi sembra che gli sia andato bene, no?

  14. Ti ho chiesto scusa sul mio blog, e lo faccio pure qui: mi collego poco sul mio blog e quindi mi è sfuggito il tuo commento. La cosa non è certamente voluta…
    La moderazione nn la tolgo, almeno per ora, proprio perchè mi collego poco, e quindi non riesco a controllare costantemente quanto un frequentatore scrive.
    Lo sai bene anche tu che in rete ci sono persone civili, ma anche gli incivili, e per colpa di questi ultimi non ho nessuna intenzione di avere problemi.
    Caspita, vivi così lontano da Bolzano?
    Visto l’interesse che dimostri anche per la politica locale, pensavo vivessi qui, o perlomeno nelle immediate vicinanze.

  15. GattoMur

    Paddo, Trento non è lontano: ma non vado di certo fino a Bolzano per la presentazione di un “romanzo” di Frangipane. Fosse l’ottimo Banda, che tu citi in altro luogo, lo farei anche, sia chiaro.
    Ma toglimi una curiosità: cos’è sto benedetto “circolo cittadino”? Perché ti interessa tanto?
    Sulla moderazione: guarda, io non ho moderazione (in tutti i sensi…) e non ho mai dovuto censurare nulla. La moderazione dei blog, a mio parere, può avere un senso in blog MOLTO frequentati (non è certamente il nostro problema 😉 ), e in cui il dibattito ha toni così accesi da rischiare spesso eccessi impubblicabili. Ma il tuo blog, come il mio, o quello di Superciuk (che, appunto, mi ha dato retta) etc. sono seguiti e commentati da poche persone, ci si conosce anche per nome e cognome, sono persone, al di là delle idee, civili, adulte, respondabili etc. Perché devi pensare che qualcuno usi il tuo blog per “metterti nei guai” con contenuti non degni?
    I blog poi che usano la “moderazione” come sinonimo di “censura”, beh, quelli non sono troppo degni di menzione: e so che mi darai ragione (anche se, devo dire, posso rivendicare che TU un paio di commenti, chissà perché, me li hai censurati; io NON HO MAI, ripeto MAI, cancellato un commento).
    Ciao, statti bene, ora vado a vedere cosa mi rispondi sul tuo blog.

  16. C’ho ripensato. Uno apre un post parlando di Roth e spunta un altro parlando di Frangipane. 🙂

  17. GattoMur

    Già, come dire: mandare tutto in vacca!

  18. Direi riportare tutto alla propria dimensione.

  19. A proposito di libri (tanto per cercare di risalire dall’abisso Frangipane): meraviglioso il testo su Tobagi scritto dalla figlia (Come mi batte forte il tuo cuore).

  20. Bene, è una delle letture che mi proponevo da un po’, ma poi, tra una cosa e l’altra… Ma ora che dici sta roba, lo farò al più presto: grazie!




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