Chi è Stato?

Nel momento in cui emerge un “sistema gelatinoso” di corruzione, frutto dell’abbraccio mortifero tra mondo politico e mondo finanziario (che non si limita a chi è al governo nazionale, ma coinvolge anche chi governa le realtà locali: è emblematica la vicenda che vede inquisiti coloro che per una decina di anni hanno retto il comune di Firenze, storica roccaforte del Pd), e, recentissimamente, di vera e propria sudditanza del “politico” al sistema mafioso, il primo ministro del nostro misero paese se ne esce non, come ci si potrebbe aspettare, con parole di condanna alla corruzione o alla mafia: no, secondo lui viviamo, per colpa delle intercettazioni (che pure hanno reso possibile la scoperta del marciume sopra accennato), in uno “Stato si polizia”. E, ovviamente (siamo o no in campagna elettorale?), butta poi lì una bella critica “alla sinistra”, colpevole di volere riempire l’Italia di immigrati.

Ecco, io penso che un livello più basso non può essere ormai toccato. E, quel che è peggio, non si vede vicina una soluzione.

Per una volta mi viene da essere d’accordo con la Cei (qui), che denuncia l’intreccio mafia-politica e accusa la classe dirigente “di non essere all’altezza”.

La classe politica è l’espressione dei votanti, in democrazia. Quindi la colpa, oltre che di chi ci governa, è di chi manda al governo questa classe politica. Inadeguata. Collusa. Corrotta.

Non ci sono altre parole.

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  1. gadilu

    Speriamo siano davvero gli ultimi colpi di coda del Caimano impazzito.

  2. Sei sempre così ottimista, Gabriele. Se si votasse ora, in questo momento, ma anche domani o dopodomani, Berlusconi stravincerebbe, come sempre. Altro che “ultimi colpi di coda”, altro che “caimano impazzito”: questo è “il più amato dagli italiani”, altro che Lorella Cuccarini.

  3. Al corifeo, che introduce, fan seguito e danno man forte i degni coreuti:

    Scajola: «È necessaria una maggiore moralità, ma attenzione anche a non destabilizzare il sistema»

    Bondi: «Possibile che non ci sia nessuno fra i partiti della sinistra che non abbia la coscienza dell’inciviltà e dell’effetto catastrofico sul tessuto portante dell’Italia di continue, ripetute, sistematiche e martellanti trascrizioni sui quotidiani di verbali delle indagini giudiziarie e di intercettazioni? Di questo passo il risultato sarà un cumulo di macerie»

  4. Non bisogna destabilizzare il sistema: ma cosa vuol dire? Ma è assurdo, sembra il discorso di chi dice: La Mafia, sì, è cattiva; però crea posti di lavoro e ricchezza.
    Siamo davvero messi male se un ministro della repubblica può fare una dichiarazione simile.

  5. Dopo i nani e le ballerine, ora anche la ‘Ndrangheta è entrata in Parlamento: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/25/news/ribellarsi_allo_scandalo-2420371/

  6. GattoMur

    Articolo utilissimo e molto documentato, grazie.
    Metto in rilievo questo punto:

    “Venendo alla risposta sanzionatoria, i dati sulle condanne definitive documentano la sostanziale impunitàdei delitti di corruzione: nell’87,6 per cento dei procedimenti penali sono state inflitte pene fino a due anni di reclusione (area della sospendibilità condizionale); nell’8,8 per cento dei casi, pene tra due e tre anni (area delle misure alternative, ad es. l’affidamento in prova ai servizi sociali); soltanto nel 3,5 per cento dei casi sono state irrogate pene superiori a tre anni, eseguibili in forma detentiva.”

    Alla faccia dello “stato di polizia”, dello strapotere delle toghe e altre amenità varie di cui qualcuno va cianciando. È il paese della cuccagna per chi vuole delinquere. E, per di più, l’opinione pubblica, abilmente indirizzata dai politici e dai mezzi di informazione, ha puntato il dito contro l’immigrazione clandestina “che viene percepita come il reato più pericoloso) e quelli connessi, lasciando invece prosperare i reati contro l’amministrazione (corruzione), l’inquinamento, l’abuso edilizio, il falso in bilancio etc.
    E insomma, è la solita storia: in prigione ci buttiamo solo il ladro di galline. Quello che ruba (RUBA, scriviamolo a chiare lettere) miliardi con reati legati alla corruzione e agli abusi di vario tipo, quello lo condoniamo, lo difendiamo a spada tratta, lo glorifichiamo.
    E, ovviamente, in ottimo “stile italico” si prepara la risposta legislativa puramente di facciata, mentre nella realtà le cose vengono lasciate uguali, anzi potenziate:

    “Inutile dire che inasprimenti sanzionatori sulla carta costituirebbero una soluzione tutt’altro che soddisfacente, stante la generalizzata incertezza della pena connessa al rischio prescrizione e l’operatività dei benefici penali o penitenziari che livellano e opacizzano la severità delle risposte. Controindicata è poi da considerare l’opzione a favore del depotenziamento di quegli strumenti di indagine – il riferimento è alla restrizione nell’uso delle intercettazioni telefoniche – indispensabili a far emergere la corruzione dalla «cifra nera» che storicamente e strutturalmente la contraddistingue. A meno che anche il legislatore non scelga di considerare corrotti e corruttori come semplici «mariuoli» o «birbantelli».”

    Che schifo, non ho altre parole per questa condizione nella quale versa il nostro Stato.

  7. gadilu

    Mi sembra che il paese non possieda pìù alcuna difesa immunitaria, in effetti. Ho provato a leggere i quotidiani nazionali, in questi giorni. La massa di temi legati alla corruzione e alla pessima amministrazione è talmente grande da risultare frastornante. E per di più l’atteggiamento generale è che si tratti di “normalità”.

  8. GattoMur

    Sì, di “birbantelli”, appunto…

  9. GattoMur

    Oggi l’Imperatore ci ha addirittura detto che il problema maggiore in Italia è la politicizzazione dei magistrati; più della mafia e della corruzione…
    Ecco, io mi chiedo: in quale altro stato, che non sia una sorta di Repubblica delle banane, un uomo politico pubblico (non dico il primo ministro) può permettersi di dire, impunemente, delle enormità simili?




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