Violenza (esperimento di spostamento del punto di vista)

[Sonic Youth, Tom Violence]

A Milano un gruppo di giovani picchia un taxista e lo riduce in fin di vita. A Roma, nel metrò, un giovane sferra un pugno in faccia a una donna, che sta morendo (qui il video). A Napoli un raid punitivo in un ristorante, ripreso dalle telecamere (qui).

In comune c’è questo: i “violenti” sono tutti italiani. Nel caso di Roma, la vittima è rumena. Ovviamente non serve a nulla dirlo, non cambia nulla nella gravità del fatto o nella percezione che possiamo avere di questi episodi. Ma facciamo un piccolo esercizio: proviamo a immaginare che i “violenti” fossero stati stranieri, oppure zingari, o quello che vi pare. Ad esempio, che a Roma un rumeno avesse picchiato a morte una donna romana. Ecco, proviamo a pensare come ci sarebbero stati raccontati questi episodi. Proviamo anche a immaginarci i proclami dei leghisti o dei destrini. Fatto?

Bene, e ora applichiamo gli stessi discorsi che ci siamo immaginati non ai singoli protagonisti violenti, ma alla loro nazionalità in genere (quella reale, questa volta). Bene: come sono, questi discorsi?

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  1. Maricica Hahaianu è purtroppo morta. L’uomo che l’ha colpita al volto con un pugno, causandone la morte, è agli arresti domiciliari. Strano, non vedo e sento levarsi voci indignate, non leggo proclami di leghisti o destrini imbecilli, il sindaco non decreta lo sgombero delle case di tutti i connazionali dell’assassino: ah, già…

  2. Ho già sentito alcune interviste a conoscenti del ragazzo, accusato ora di omicidio preterintenzionale: “È un bravo ragazzo” – “Cose che capitano” – “Lei lo ha provocato”.
    Ancor meglio ha detto la madre dell’assassino: “Sono state distrutte due famiglie”. Notare l’uso del passivo, senza specificazione di chi abbia distrutto etc. Semplicemente “sono state distrutte”.

  3. Altro delitto compiuto da un italiano su una straniera:
    http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_16/savona-donna-polacca-uccisa-coltellate-trovata-bambini_057fe462-d901-11df-816b-00144f02aabc.shtml
    strano, non ho letto nessun commento da parte di quelli che non perdono occasione di cavalcare, per fini politici, il razzismo diffuso

  4. Ecco qui cosa succede quando portano in carcere uno che ha causato la morte di una donna con un pugno:

    Quando sono arrivati i carabinieri a casa di Alessio Burtone, sotto casa sua si è radunata una folla, che ne ha chiesto la liberazione, con amici che hanno urlato frasi come «Alessio uno di noi» o «Alessio libero». Tensione e applausi.

    Notare: “è uno di noi”.

  5. http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_20/Er-Bamba-e-gli-altri-ventenni_f4fadd72-dc0c-11df-be1f-00144f02aabc.shtml

    Chi la fa l’aspetti! I media rumeni, con un ragionamento razzistico, scrivono che “gli italiani difendono un assassino”. Ricordiamocene, quando i ruoli si invertono e, normalmente, i media e i politici addebitano a una etnia o a un popolo intero il crimine di un singolo.

  6. Beh, vedo che il mio “esperimento” è stato tentato anche in ambito giornalistico. Interessanti l’altricolo e i commenti:
    http://boldrini.blogautore.repubblica.it/2010/10/e-se-il-rumeno-fosse-stato-alessio/?ref=HREC1-8

  7. Ed ecco, dal misero mondo dei miseri blog locali, un ottimo esempio di chi vorrebbe (ma non ci riesce nemmeno) costruire fortune politiche sul nulla:
    http://bragadin.wordpress.com/2010/10/21/elicottero-e-cavalli-bianchi-per-il-sinti/




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