Pentiti, II (Fini e i finiani)

[questo qui è Massimo Fini, che non c’entra nulla con Gianfranco, ma preferisco vedere lui piuttosto che il suo omonimo]

La mia antipatia politica per Fini (Gianfranco) è di lunga data (ad esempio avevo scritto tempo fa un post a lui dedicato).

Ancor di più oggi, che una sinistra talmente misera da dover sperare in lui, lo propone quale guida per la riscossa dal berlusconismo. Ma come, mi dico, come è possibile?

Al di là della sua storia politica e del suo, probabilmente sincero, cammino di ripensamento, che è culminato nella visita allo Stato di Israele, Fini è e rimane un uomo politico di destra; che una “sinistra” che sia tale non dovrebbe corteggiare né caldeggiare.

Ma al di là di questo, vorrei riflettere sulle ultime posizioni di Fini. Oggi (in una insolitamente bella puntata di Anno zero) ho guardato uno spezzone dell’ormai famoso discorso di Bastia Umbra.

Belle parole, per carità; e al confronto del suo antagonista, lo stile di Fini pare quello di un gigante nei confronti di un macaco. Evvabbè, non è questo che volevo dire. Mi hanno colpito soprattutto due affermazioni del presidente della Camera (in veste, però, in questo caso, di leader politico):

– “la legge elettorale”, ha detto testualmente, “è indecente”;

– bisogna partire dal rispetto della persona, che sia cittadino italiano o straniero.

Bene, sul primo punto: è vero, la legge elettorale è indecente; ma lo ha già detto tempo fa Calderoli, che la ha definita addirittura “una porcata”. Quello che mi chiedo, e chiederei volentieri a Fini e ai finiani: ma chi l’ha firmata e approvata, quella legge?

Il secondo punto m’indigna ancor di più: in Italia è in vigore una legge che, di fatto, ha fatto cadere nell’illegalità moltissime persone che lavorano e vivono nel nostro paese, facendo diventare reato l’immigrazione clandestina. La legge si chiama “Bossi-Fini”: chi l’ha firmata e approvata, nemmeno troppi anni fa?

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  1. Già, già, già…. Siamo popolo di breve memoria, condannati a rivivere la nostra storia (il “ventennio” attuale ha compiuto il suo sedicesimo anno, speriamo muoia prima di diventare maggorenne)

  2. Sì, a riviverla, marxianamente, come ulteriore farsa di qualcosa che, già di per sé, era una farsa…




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