Ex picchiatore, ancora fascista, offresi per azioni di disturbo di diverso tipo

Dopo due minuti che un ragazzo, in maniera pacata, espone le sue opinioni (condivisibili oppure meno: io, ad esempio, non ho condiviso la mancata presa di distanza degli studenti da violenze inaccettabili), un clown che, per nostro disonore, è addirittura ministro della nostra Repubblica, comincia a interromperlo con l’urlo, poi ripetuto svariate volte, di “vigliacco!”, accusando, non si sa bene perché, di apologia di reato; finché, all’apice della sua clownerie, fa la scena di quello che si alza e se ne va; ma poi non se ne va. Fascista e pure incoerente, mi viene da sintetizzare.

[Ignazio La Russa con i capelli lunghi; nel 1973 durante una manifestazione dell’MSI a Milano, condita da bombe, muore l’agente Antonio Marino]

Ma il livello più basso, più infimo, più vergognoso della sua carriera politica e della sua parabola umana (e ce ne sono tanti, d’altronde) lo raggiunge circa al minuto 7:30 del filmato, quando a un Casini che lo invita a dialogare con una generazione che sta, tra l’altro, cercando di porre l’attenzione sul fatto che non ha, letteralmente, un futuro, e gli fa notare che lui, uomo delle istituzioni e ultracinquantenne, dovrebbe almeno ascoltare un ragazzo che ha l’età dei suoi figli, La Russa, oppone fiero: “I nostri figli non erano lì!”.

È solo il caso di accennare a una replica, per non dare troppo spazio a una nullità simile: i figli di La Russa non sentono certo il bisogno di scendere in piazza per rivendicare un futuro (e non serve aggiungere l’aggettivo “migliore”: un futuro e basta) dato che fanno carriere folgoranti e te li ritrovi in consigli di amministrazione vari.

La Russa, se riesce, si vergogni di queste parole. Delle clownerie varie, delle azioni di disturbo, delle offese gratuite, della violenza contro chi non la pensa come lui certo non si può vergognare: è pagato e messo lì proprio per quello, per tornare a fare, mutatis mutandis, il picchiatore fascista.

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  1. gadilu

    Concordo alla lettera.

  2. Gianluca Trotta

    Anche alla Camera: http://www.corriere.it/politica/11_marzo_30/manifestazione-camera-montecitorio-monetine_bc44020c-5aeb-11e0-9f1f-2edbd1a49bbb.shtml
    Ecco, riflettiamo: un Paese che permette a uno come Berlusconi di governarlo per anni, non si merita un ministro come La Russa? In qualsiasi paese normale, La Russa non lo prenderebbero nemmeno a lucidare l’argenteria: no, noi ce lo teniamo come parlamentare e come ministro.
    Che tristezza infinita.




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