Violenza verbale, X (uno qualsiasi di quelli che sono contro la violenza)

Che io abbia pessimo gusto nelle mie letture, è fuor di dubbio. Ma proprio non riesco ad astenermi dal leggere le minchiate che scrivono su certi blog di destra. Ce n’è uno, in particolare, che seguo sempre attentamente: ci scrivono in tutto 3 persone (due in più di quelle che scrivono sul mio, lo ammetto volentieri: ma ne faccio anche a meno, di certi commenti), ma sono un concentrato di destraggine utile a capire meglio (se c’è qualcosa da capire).

Su quel blog, se ho capito bene, i miei interventi sono bannati: ho provato, qualche tempo fa, a dire la mia, incredibilmente senza eccedere o offendere (è dura, è dura: ma ce l’ho fatta), ma sono stato appunto invitato ad astenermi. Vabbè, nessun problema.

Oggi però mi piacerebbe proprio commentare le parole che ho letto lì. Ma, appunto, non posso farlo. Lo faccio a malincuore da qui (mi fa un po’ schifo spostare una discussione da un luogo virtuale a un altro; ma in questo caso non posso non farlo).

Dunque, il commento al quale mi riferisco è qui. E contiene un livello di violenza verbale pazzesco. Cito la parte più radicale:

Se c’e’ un senso di Giustizia, si spera che la stronza che ha affermato candidamente quella frase ci si trovi finalmente in mezzo e che nessuno riesca pero’ a trovare un estintore per spegnere le fiamme che le avvolgono i capelli, oppure che al finanziere cui volevano rapinare l’arma scappi un colpo che le si fermi nella spina dorsale in modo che viva a lungo su una bella sedia a rotelle, il tempo per riflettere su cio’ che con tanta arroganza ha giustificato in TV.

La “stronza” al quale si riferisce il commentatore è, se ho capito bene, una ragazza di circa 20-25 anni; una delle studentesse della Sapienza che sono in agitazone; e che, purtroppo, ieri ad Annozero non ha preso le distanze dalle violenze dei giorni scorsi a Roma (grave errore, a mio parere).

Ma rileggete, per favore, le parole sopra: è legittimo che qualcuno scriva qualcosa di così violento contro una ragazza che si è macchiata sì di una “colpa” (quella, appunto, di non avere censurato delle violenze), ma non tale da meritare (come, mi sembra, non lo merita nessuno) di venire definita “stronza” (facile dare dello “stronzo” a qualche giovane poco influente; coi potenti, invece, mostrare sempre deferenza, mi raccomando!) o di bruciare o “vivere a lungo su una sedia a rotelle”?

Ecco, mi sembra un buon esempio di una destra, che va dalla classe dirigente alla base, che invece di dare una risposta, o almeno fornire l’orecchio, alle proteste di una generazione davvero sfortunata (che purtroppo spesso sbaglia le strategie di lotta), preferisce alzare il livello dello scontro, aggiungendo violenza a violenza.

È solo il caso di ricordare che la “stronza” è una ragazza di vent’anni, alla quale si può anche concedere di sbagliare; quello che ha scritto quelle parole è una persona, apparentemente, adulta, che dovrebbe mostrarsi tale anche nelle critiche. Che se, nella sostanza, sarebbero anche giuste (il livello di violenza degli scontri a Roma è davvero stato intollerabile e non sono in nessun modo giustificabili), espresse in questo modo diventano, a loro volta, intollerabili.

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  1. gadilu

    Guarda che a continuare a leggere queste miserie ti ci avveleni il fegato. Peraltro, è veramente incredibile la carica di male (nemmeno di odio, proprio di “male”) che hanno in corpo questi signori. Che poi pretenderebbero d’insegnare la costumanza agli altri. Schifo.

  2. Tutte le violenze sono da censurare, tutte: dall’idiota che su un blog di destra si augura che a una giovane ragazza s’incendino i capelli o le arrivi un colpo alla spina dorsale, ai manifestanti che devastano, ai poliziotti che manganellano manifestanti a terra e camminano sulla loro testa, agli oscuri personaggi che stavano (come sempre stanno) alla manifestazione.
    http://www.youreporter.it/video_Scontri_Roma_15enne_aggredito_e_in_condizioni_serie_1
    Questo video mostra qualcuno, che spero presto possa essere identificato, che dopo avere “difeso” una camionetta della polizia, con una violenza inaudita e del tutto gratuita colpisce con un casco integrale il volto di un manifestante. È un ragazzo di 15 (QUINDICI) anni, ferito seriamente.
    Questo gesto, oltre a essere vigliacco (perché non c’è La Russa a ripeterlo a raffica), è, a tutti gli effetti, violenza su un minore.
    Che venga arrestato al più presto, questo violento, chiunque sia, per chiunque lavori o parteggi.

  3. certo che per andare a leggersi abitualmente certi blog un pochino di perversione di fondo deve esserci, un po’ di masocchismo per esempio?
    E non mi paiono nemmeno abbastanza rappresentativi da dire che serve per conoscere l’avversario. lasciamoli nel loro brodo a parlare solo a se stessi

  4. Vera, ma perché togli valore euristico alla lettura di certi blog e commenti? Ma scusa, ma tu lo conosci di persona un mariocrosta che ti dica direttamente quelle cose? Puoi andare direttamente alla fonte, chiedergli conto delle sue idee, etc.? Io (s)fortunatamente no; e allora cerco di capire meglio il “destrino medio” leggendo certi blog. E se il destrino medio si augura che a una ragazza di 20 sparino nella colonna vertebrale o le si incendino i capelli, un motivo ci sarà: un livello di violenza potenziale altissimo. E quindi preoccupante, da tenere sotto controllo. Non mi sento assolutamente masochista, voglio solo conoscere e capire meglio (“homo sum; humani nihil a me alieno puto”: nemmeno le farneticazioni dei destrini medi).
    Per altro, pare che si sia costituito il violento che ha spaccato la faccia a un ragazzo di 15 anni, reo solo di avere manifestato e avere lanciato… una mela: http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_20/cristiano-casco-manuel_d111296e-0c1f-11e0-939a-00144f02aabc.shtml
    Ecco, a questo proposito. Mi aspetto che il destrino medio, sulla scia di La Russa e Gasparri, pensi: “Ecco, doveva starsene a casa, non doveva andare a manifestare. E quindi ben gli sta che gli hanno spaccato la faccia”. O qualcosa del genere.
    Ecco, non è inquietante tutto ciò? Non occorre stare con le antenne dritte?

  5. Tiro Mancino

    Come al solito manipolate: il contesto del discorso da cui è stato estrapolato il pezzo è del tutto diverso e parte dalla violenza giustificata ed esaltata dalla stronza.
    Offesa molto peggiore sarebbe dire a qualcuno:”ma sei proprio un gattomur!”.

  6. Ecco qua uno esperto. Dimmi un po’, Paddo; anzi, no: dimmi un po’, Amedeo Rossetti de Scander. (Ma il coraggio per comparire almeno con il tuo solito nick l’hai perso? Ah, già, forse perché qui nemmeno potresti pubblicare i tuoi intelligentisimi commenti. Ma il tuo desiderio è grande, lo vedo: quindi, per darti soddisfazione, ti pubblico tutte le scempiaggini che scrivi, questa compresa.)
    Allora, senti, Rossetti: fammi un po’ capire qual è il contesto che giustifica che qualcuno scriva che augura a qualcun altro “che gli (in questo caso “le”) si conficchi un proiettile nella spina dorsale o gli (o “le”) prendano fuoco i capelli”. Dai, su, fammi capire meglio, Rossetti, cerca di argomentare però un po’, per una volta. O vuoi fare come monsignor Fisichella? Ma sì, dài: quello che, quando è circolato il video con Berlusconi che, in una orripilante barzelletta, tirava un bestemmione (“orcoddìo”, per la precisione; mica bazzeccole), disse che “occorreva conestualizzare”. Già, bello il primo comandamento: però contestualizziamo, dài. Soprattutto quando a infrangerlo è uno potente, che, tra l’altro, ci dà un bel po’ di soldini. Stessa cosa per la violenza verbale: giustamente facciamo delle gran tirate moralistiche, se qualcuno si augura, chessò, che al Berlusca gli sparino un colpo (e io, personalmente, bada bene, sono il primo a condannare questo tipo di violenza verbale). Però se ad augurare qualcosa di simile a qualcuno di molto meno potente (una studentessa di 20 anni) è un mio amichetto di tastiera, nooooo, per carità: è chi fa notare la violenza che travisa, che manipola, che non considera il contesto.
    È così, vero, Rossetti de Scander? Dai, fammi capire meglio.
    Sulla frase finale del tuo commento, poi, siamo sempre alle solite: da lì, come da molto di ciò che scrivi, sembrerebbe che la tua mente non abbia mai registrato una significativa evoluzione dal periodo dell’asilo infantile: dicci, come fai a mantenerti così giovane? Svelaci il segreto, dài, Paddo.

  7. Paddo

    Come un pollo ci sei cascato!
    Ecco perchè il nome “tiro mancino”, perchè ci sei cascato…
    Per mesi hai censurato, hai omesso di pubblicare interventi, hai messo anche me nella tua black list.
    Non sono così scemo come tu speri di far credere, perchè se avessi voluto nascondermi sul serio, avrei potuto scrivere da un pc qualsiasi, purchè con IP diverso da quello che uso sempre.
    Non l’ho fatto, non è nelò mio stile.
    Ero sicuro che avresti reagito, dando conferma di come ed in che maniera usi la censura.
    Ossessivamente chiedi “fammi capire”, ma già sai che sarebbe impresa impossibile.
    Tutto qui, non dico altro, perchè, su di te, hai già provveduto a farlo tu stesso.

    Concludo non augurandoti Buon Natale, festa che ha un significato per chi crede e che non dovrebbe nemmeno esistere per un credente.
    Quindi ti auguro solo un buon fine settimana, con un piccolo consiglio, se permetti: non darci troppo dentro con il mangiare e con i panettoni, perchè un ulteriore aumento dei tuoi succhi gastrici potrebbe farti del male.
    Ed io non sono cattivo e penso anche alla tua salute.
    Dopotutto è Natale.

  8. Paddo, che vuoi che ti dica: contento tu.
    Buone feste a te, e cerca un po’ di divertirti in maniera sana, magari.
    Alcune precisazioni, però: in questi mesi ho sempre pubblicato i commenti che Paddo ha, con molta probabilità, voluto scrivere qui con nick diversi.
    Seconda precisazione: Paddo (ovvero Amedeo Rossetti de Scander) è “finito nella blacklist” perché ha rivolto più volte delle insinuazioni sul conto della mia vita lavorativa, senza d’altronde mai esplicitarle né dimostrarle; ed è arrivato addirittura a indicarmi, in un altro blog, quale possibile autore di gesti violenti di ritorsione (per cosa proprio non saprei) nei confronti della persona sua, dei suoi familiari, della sua automobile. Ecco: io non “uso la censura”, come scrive Paddo sopra; semplicemente mi sono stufato di dovere rispodere a qualcuno che arriva a simili eccessi di offesa. Perché finché si tratta di mandarsi a fare in culo a vicenda, darsi dell’idiota o simili amenità da bar sport, bene, ci sto volentieri al gioco. Ma quando si arriva a toccare ambiti che con questo gioco nulla c’entrano, allora non ci sto più.
    La terza precisazione è solo una constatazione: ovviamente, trincerandosi dietro il fatto che io non potrei mai capire (e magari ha anche ragione, chi lo nega), anche questa volta Paddo ha lanciato il sasso e subito nascosto la mano, non chiarendo minimamente i termini delle accuse rivolte sopra. Ne prendo atto.




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