Il caso Battisti, tra sensazionalismi e mezze verità

La voce di WikiPedia

Le FAQ di CarmillaOnLine

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  1. Fatica inutile, caro GattoMur. Il nostro coro bipartisan di “esperti” di diritto, storia, cronaca giudiziaria e politica estera non si prenderà certo la briga di leggere roba lunga e faticosa come le F.A.Q. di Carmilla, per giunta col rischio di farsi venire qualche dubbio. In cuor loro, il Battisti è già stato giustiziato, la tomba di Mitterrand riempita di letame ed il Brasile bombardato. Meglio lasciarli perdere.

    A chi per sfizio volesse approfondire un po’ e – relativamente alla questione della mancata estradizione – si stesse chiedendo dei perché del no di Lula, suggerirei di lasciar perdere le congetture su improbabili Spectre comuniste, per prestare maggiore attenzione al nome del bancarottiere Salvatore Cacciola. Del quale l’Italia non concesse l’estradizione nel Brasile in cui tanti danni aveva cagionato, parandogli anzi il culo fino al suo arresto, in occasione di un incauto soggiorno monegasco. Ovvio come il Brasile non vedesse l’ora di poter ricambiare il favore. Offese e minacce (de che?) preventive dei ministri del nostro governo-barzelletta non hanno fatto altro che propiziarne la già ghiotta occasione.

    PS: esilarante la minaccia di Frattini di “chiedere ai deputati della maggioranza di congelare alla Camera l’accordo strategico Italia-Brasile”. Che, è utile ricordare, vede il Brasile in veste di acquirente.
    http://www.repubblica.it/politica/2011/01/02/news/governo_battisti-10774284/?ref=HREC1-6

  2. Hai ragione, caro Gambero. E allora, nel giorno in cui Berlusconi incontra il figlio di Torregiani e si spende tanta (cattiva) retorica bi-partisan, riporto le FAQ di Carmilla che riguardano l’omicidio di Torregiani e il ferimento del figlio, rimasto purtroppo paraplegico da allora.

    Perché il gioielliere Torregiani fu assassinato?

    Perché, il 22 gennaio 1979, assieme a un conoscente anche lui armato, aveva ucciso Orazio Daidone: uno dei due rapinatori che avevano preso d’assalto il ristorante Il Transatlantico in cui cenava in folta compagnia. Un cliente, Vincenzo Consoli, morì nella sparatoria, un altro rimase ferito. Chi uccise Torregiani intendeva colpire quanti, in quel periodo, tendevano a “farsi giustizia da soli”.

    Cesare Battisti partecipò all’assalto al Transatlantico?

    No. Nessuno ha mai asserito questo. Si trattò di un episodio di delinquenza comune.

    Cesare Battisti partecipò all’uccisione di Torregiani?

    No. Anche questa circostanza – affermata in un primo tempo – venne poi totalmente esclusa. Altrimenti sarebbe stato impossibile coinvolgerlo, come poi avvenne, nell’uccisione del macellaio Lino Sabbadin, avvenuta in provincia di Udine lo stesso 16 febbraio 1979, quasi alla stessa ora.

    Eppure è stato fatto capire che Cesare Battisti abbia ferito uno dei figli adottivi di Torregiani, Alberto, rimasto poi paraplegico.

    E’ assodato che Alberto Torregiani fu ferito per errore dal padre, nello scontro a fuoco con gli attentatori.

    I media insistono nell’indicare Cesare Battisti come l’uccisore di Torregiani, spesso addirittura dicono che è stato lui a ferire Alberto e a ridurlo in sedia a rotelle. Alberto non rettifica mai, nemmeno per amore di precisione. Non rettifica mai nemmeno Spataro. Perché?

    Ciò è inspiegabile. Gli assassini reali (Sebastiano Masala, Sante Fatone, Gabriele Grimaldi e Giuseppe Memeo) furono catturati poco tempo dopo l’agguato, e hanno scontato condanne più o meno lunghe.

    Il procuratore Armando Spataro, ne Il Corriere della Sera del 23 gennaio 2008, dice che Battisti “giustiziò” Luigi Pietro Torregiani, reo di avere reagito con le armi a una rapina che aveva subito.

    Anche questo è inspiegabile. La dinamica dei fatti è molto diversa, Spataro stesso la spiegò altre volte: Torregiani e un collega fecero fuoco, con revolver di grosso calibro, su chi stava rapinando la cassa del ristorante Transatlantico in cui cenavano con amici.

    Perché dunque Cesare Battisti viene collegato all’omicidio Torregiani?

    Anzitutto perché, per sua stessa ammissione, faceva parte del gruppo che rivendicò l’attentato, i Proletari Armati per il Comunismo. Lo stesso gruppo che rivendicò l’attentato Sabbadin.

  3. Gianluca Trotta

    Segnalo, come ottimo esempio di pessima informazione, la scandalosa didascalia a una foto pubblicata oggi sul Corriere della Sera (quello che passa per essere uno dei giornali più autorevoli nel nostro paese: chissà gli altri!), che accompagna un articolo sul “caso Battisti” (p. 11):

    La protesta di Alberto Torregiani, nei giorni scorsi, davanti alla sede dell’ambasciata brasiliana, a Roma. È stato ferito nella rapina alla gioielleria del padre Luigi, ucciso nel 1979 da Cesare Battisti.

    Ecco, se avete letto le FAQ di Carmilla, se conoscete un po’ la vicenda “sugli atti”, e non per il “chiacchiericcio” dei mezzi di (dis)informazione, capite perché giudico questa didascalia “scandalosa”.
    È agli atti: Battisti NON ha ucciso Torregiani. E non ha sparato al figlio, riducendolo sulla sedia a rotelle. Non sarebbe stato possibile, dato che, nello stesso momento, gli viene attribuito un altro assassinio a Padova (Lino Sabbadin).
    Ecco, a me non interessa difendere Battisti, né dimostrarne l’innocenza; ma sono indignato da come, nel nostro paese, l’informazione, anche quella sedicente affidabile e autorevole, sia così miserevole da non riuscire mai a dare un’informazione corretta, non viziata dall’emotività del “discorso pubblico”.




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