Quello strano ritorno di fiamma

A Bolzano si sta assistendo a un episodio piuttosto inquietante di “ritorno del (mai) rimosso”. Lo spunto è l’accordo firmato dal ministro Bondi e la Svp per la storicizzazione dei relitti fascisti a Bolzano e provincia.

La cosa che dovrebbe apparire strana è che quei relitti non siano stati ancora rimossi o storicizzati, dopo molti anni dalla fine della dittatura e la nascita della Repubblica dal disastro della Seconda guerra. E che tale esigenza non sia stata sentita solo dalla popolazione di lingua tedesca, ma anche di quella di lingua italiana. La Repubblica è nata, appunto, in opposizione al precedente regime, i suoi padri costituenti sono stati, in parte, quelli che l’hanno combattuto. Come ha fatto una città italiana a conservare, per tanti anni, i residui simbolici del regime fascista?

Il punto è che a Bolzano è in atto, da sempre, uno scontro su base etnica, alimentato ad arte dalle destre nazionaliste di entrambe le parti. Attualmente la politica altoatesina è caratterizzata da un evidente strapotere, per non dire monopolio, del “partito di raccolta” dei “tedeschi”. Sarebbe lungo ripercorrere la storia che ha portato a questa situazione: evito di farlo, c’è chi lo ha già fatto e lo fa. A me interessa arrivare a un altro punto.

Gli “italiani” (in maniera piuttosto bi-partisan) si sentono in una situazione di evidente inferiorità politica. Ma invece di cercare di uscire dalla palude etnica andando oltre (e figure eroiche come Alexander Langer avevano negli anni Settanta-Ottanta mostrato la via), si attaccano ancor di più ai miti nazionalistici. Succede così che il maggiore collante di questa popolazione finiscono per essere i relitti monumentali del regime fascista: il Monumento alla vittoria (con tanto di fasci e scritte nazionalistiche), i falsi ossari in zone dove non è mai arrivato un soldato italiano, il bassorileivo di Mussolini, etc.

E si arriva agli eccessi: ora che incombe la “minaccia” che questi relitti vengano almeno storicizzati (mettendo ad esempio una lapide che spieghi che gli ossari sono dei falsi storici) o rimossi o coperti (ma può un capoluogo di provincia italiano tollerare che ci sia un bassorilievo del Merda ben in evidenza? O che da un monumento svettino i fasci littori?), la popolazione di lingua italiana, in maniera abbastanza bi-partisan, si erge a scudo di quei relitti.

È successo anni fa con il (vergognoso) referendum su piazza della Vittoria. E sta succedendo adesso.

E allora un politico “moderato” come Giovanni Benussi (che è stato anche sindaco di Bolzano per pochissmi giorni, per fortuna) se ne esce con una vera e propria apologia di fascismo, affermando che il regime

ha introdotto l’industrializzazione in Alto Adige, portando benessere. I sudtirolesi invece di spostarla, dovrebbero portare i fiori alla statua di Mussolini.

In generale, la destra “italiana”, che è in una stuazione davvero penosa, sta trovando un collante nella difesa dei relitti. Michaela Biancofiore ha proposto un referendum tra la popolazione (dio ce ne scampi, dice giustamete qualcuno, ricordando l’esito di quello su piazza della Vittoria). Qualcuno (che, per uno di quei paradossi possibili solo a Bolzano, è stato fino a poco fa leghista, e anzi è stato eletto con la Lega Nord nel consiglio comunale, tranne saltare al PdL subito dopo) propone una petizione contro la “svendita del patrimonio artistico e ideale degli italiani” (e non si sta riferendo a Caravaggio o a Pietro Gobetti). Su Facebook e su alcuni blog spuntano immagini e slogan da Ventennio; qualcuno rivendica l’importanza del Fascismo per gli italiani, altri la buttano sull’opposizione tra nazionalismi.

Insomma, ancora una volta, purtroppo, trionfa la stupidità dei nazionalismi. E questa volta solo da una parte, mi sembra.

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  1. Gianluca Trotta

    Bragadin, che da quando non è più leghista può finalmente esprimere la sua intima natura politica, scrive:

    identità di un popolo si vede anche dalla propria storia che mi sembra passa anche per quei vent’anni che la maggior parte degli italiani dell’epoca non ha solo supinamente accettato

    Sotto, la foto di un gesto di violenza attuato dai Partigiani.
    Anche qui l’intento apologetico del Fascismo e la volontà di condannare i Partigiani mi sembra piuttosto evidente. Al post ho scritto un commento, ma tanto per cambiare non sarò pubblicato: lo faccio allora qui.

    Gianluca Trotta
    Il tuo commento è in attesa di moderazione
    3 febbraio 2011 alle “**.**.**”

    Quindi l’identità del popolo italiano, essendo legata al Fascismo, deve passare anche per i suoi simboli, preservandoli e difendendoli. Tesi piuttosto azzardata, mi sembra. Le ricorderei, Bragadin, che la Costituzione italiana è nata dopo il disastro del Fascismo, e i padri costituenti (che spaziavano dal mondo cattolico a quello socialista a quello liberale) fondarono la nuova Repubblica dalle ceneri di quella tragedia. Che la maggior parte degli italiani abbia voluto quel Ventennio non è un buon argomento per decretarne l’accettabilità dei suoi simboli; anzi, non dimostra altro che l’errore di valutazione commesso dalla maggioranza di un popolo.
    Contro la dittatura Fascista, che ispirò quella Nazionalsocialista, combatterono e furono uccisi in molti. E mettere la fotografia di partigiani che portano una donna (giovane) in un corteo di infamia, senza storicizzare il momento (c’era una guerra civile in atto, Bragadin, non so se ne ha sentito parlare), è un gesto infame, appunto. Sarebbe bello che mostrassimo allora tutte le violenze, molto più diffuse e più invasive, compiute dal regime Fascista. O anche lei, come il suo presidente del consiglio, è convinto che il Fascismo “mandava gli oppositori in villeggiatura”?

  2. fraudator

    “ha introdotto l’industrializzazione in Alto Adige, portando benessere. I sudtirolesi invece di spostarla, dovrebbero portare i fiori alla statua di Mussolini.”

    Posso chiedere, da dove proviene questa citazione? Perchè su google non riesco a trovarla, e mi piacerebbe usarla in un articolo 🙂

  3. fraudator

    Ah! Già trovata…pardon!

  4. Gianluca Trotta

    Ritiro ciò che ho detto sopra del blog di Bragadin: il mio commento è stato pubblicato (sarà finito l’ostracismo? Boh…).
    Chissà che si possa sviluppare una discussione pacata e fruttuosa, vediamo:
    http://bragadin.wordpress.com/2011/02/03/anche-la-lega-si-piega-allsvp/#comment-2777

  5. Gianluca Trotta

    Già. Impressionante.




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