Morire di sete

Sul blog di qualcuno che crede di fare politica pubblicando fedelmente il mattinale di Buonaiuti, qualcuno cita Gheddafi; e prontamente sbuca un favoloso OT sul presunto pericolo rappresentato dalle brocche che filtrano l’acqua (qui).

Strana associazione di idee; comprensibile per chi continua a difendere l’ormai indifendibile leader, colpevole, tra le varie nefandezze, di accordi servili con un despota che ha avuto l’assicurazione di 5 miliardi di dollari in vent’anni per tenere lontano da noi i migranti che cercano una possibile via di fuga dalla disperazione. E vengono ributtati nei paesi di origine, a morire nelle prigioni o nei campi di prigionia.

O, quando va bene, nel deserto: a morire di sete.

A quelli che non lo leggeranno mai, e se anche lo leggessero non lo capirebbero (non ha la chiarezza dello stile buonaiutiano), dedico il reportage di Fabrizio Gatti (qui).

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