Il paese dove i ministri dicono stronzate e noi glie le lasciamo dire (in difesa dei bidelli e della scuola pubblica)

[ Mercoledì 4 maggio, ore 15.30. Piccola premessa filologica

Visto come stanno le cose, e viste le poche letture e l’altrettanto minore capacità di comprensione di qualcuno che, pare, si è molto adombrato per questo post, è forse utile una premessa che chiarisca il termine “stronzate” come viene definito filosoficamente nel libro sopra illustrato.

Dire una bugia è un’azione con un fine preciso. Ha lo scopo di inserire una particolare falsità in un punto specifico di un insieme o di un sistema di valori, per evitare le conseguenze generate dal fatto che quel punto sia occupato dalla verità. Il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità. Una persona che sceglie di cavarsela a forza di stronzate ha molta più libertà. Non si limita a inserire una certa falsità in un punto specifico, e così non è costretta ad obbedire alle verità che circondano o intersecano quel punto. È disposto, se necessario, a contraffare anche il contesto. Uno che mente e uno che dice la verità giocano in campi opposti, per così dire, allo stesso gioco. Chi racconta stronzate ignora completamente tali esigenze.

(Harry G. Frankfurt, Stronzate. Un saggio filosofico, Milano, Rizzoli, 2005, p. 60 )

L’immagine della copertina del libro di Frankfurt c’è sempre stata, pensavo che bastasse quella. ]

Il ministro dell’istruzione va in televisione in prima serata. E cosa dice? Ovviamente (cosa aspettarsi di diverso?) delle stronzate.

Eh sì, ultimamente la scuola pubblica è presa un po’ di mira. Da chi? Ce lo dice bene Alberto Asor Rosa in un articolo pubblicato l’11 marzo sul Manifesto:

l’attacco che viene da Presidenti mostruosi e indecenti e da Ministri tanto ignoranti quanto determinati nella loro opera di distruzione, è comprensibile e forsennato.

Ecco: ieri Gelmini, davvero il ministro dell’istruzione più indecente e ignorante che abbiamo mai avuto, ne ha dette tante. Ma su una vorrei concentrarmi. Soprattutto perché è una stronzata che aveva già detto un paio di anni fa. Ma si sa, in un paese in cui l’opinione pubblica è anestetizzata, qualsiasi imbecille può andare in televisione e ripetere a raffica stronzate, anche se sono state appunto dimostrate tali. La stronzata, una delle tante dette ieri, è questa:

La spesa nella scuola è aumentata del 30 per cento. I bidelli sono quasi 200 mila, vengono spesi 600 milioni per le imprese di pulizia. Ci sono più bidelli che carabinieri per avere le scuole sporche

La stronzata è stata già ampiamente smontata da Girolamo De Michele nel suo bellissimo pamphlet La scuola è di tutti (Minimum Fax, 2010), in un paragrafo intitolato proprio “Bidelli e carabinieri” (pp. 187-195). Ripercorro il suo ragionamento.

Il bidello, nell’immaginario comune, evoca la figura dello scansafatiche (peggio dell’insegnante!): “il suo lavoro è invisibile [quindi] non esiste” (p. 188). E di fronte al dato di fatto che molte scuole sono costrette, per la pulizia, a ricorrere a ditte esterne, ha buon gioco il dato numerico sparato da Giovanni Floris ne La fabbrica degli ignoranti (2008), e ripreso da quel genio incompreso di Mario Giordano in uno dei libri più inutili mai scritti sulla scuola (5 in condotta, 2009): in Italia ci sarebbero 167.000 bidelli a fronte di 118.000 carabinieri!

Fa effetto, no? Peccato che è falso.

È falso, e ce lo dimostra De Michele, perché la cifra 167.000 (per la precisione 167.123) è il numero dei collaboratori scolastici, il cosiddetto personale ATA; che comprende, oltre ai bidelli, i segretari, i tecnici di laboratorio, i direttori dei servizi amministrativi. Insomma, tutti quelli che lavorano nella scuola, ma non come insegnanti. I bidelli sono poco più di due terzi, cioè 110.000 – 112.000. MENO dei carabinieri! E già qui…

È un numero comunque troppo elevato? Chissà. Ma, prima di tutto: i bidelli fanno solo le pulizie? De Michele ha chiesto a un’amica bidella che lavora nella sua scuola, Monica, di spiegare in cosa consiste il suo lavoro. Vediamo cosa ha scritto (pp. 192-193):

Il collaboratore scolastico, questo sconosciuto

[…] il suo orario di lavoro inizia, generalmente, alle 7.30 del mattino;
ha cura di aprire la scuola controllando che tutto sia in ordine, per consentire l’accesso agli studenti, ai docenti e a chi opera all’interno della struttura scolastica;
si occupa delle pulizie ordinarie e quotidiane delle aule, saloni, corridoi, bagni, uffici, laboratori, bibloteca, mense per la refezione scolastica, qualora siano presenti, palestra con annessi e connessi spazi esterni dell’edificio scolastico; in definitiva di tutti gli spazi che vengono usati durante una normale giornata di attività scolastica;
periodicamente si dedica alle pulizie straordinarie: vetri, vetrate, porte, ecc.
Durante l’orario di lavoro svolge diverse mansioni: portineria, centralino, sorveglianza degli ingressi, gestione centro stampa, collegamenti esterni con le succursali, con l’USP [Ufficio Scolastico Provinciale: l’ex Provveditorato], con l’ufficio postale, con la banca ecc., organizzazione degli spazi utilizzati per le conferenze, attività didattiche ecc., diffusione delle circolari interne alla scuola, collaborazione con la vicepresidenza per la gestione delle supplenze dei docenti, collaborazione nel prestito dei dizionari, collaborazione con gli insegnanti di sostegno agli studenti diversamente abili.
Importante è il ruolo che riveste nell’applicazione delle norme sulla sicurezza all’interno della scuola, per ciò che riguarda il controllo quotidiano dei dispositivi di sicurezza, vie di fuga, punti di raccolta, estintori, tutto ciò che deve essere in regola in caso di emergenza. Tutto il personale è formato attraverso corsi e aggiornamenti frequenti.
Collabora nella raccolta differenziata e coadiuva i responsabili di vari progetti.
Infine chiude la scuola, dopo averla messa in sicurezza, pronto per ripartire il giorno dopo.

E questo è solo quello che fa per contratto: come per gli insegnanti, c’è una bella fetta di lavoro sommerso e non riconosciuto (soprattutto nelle scuole primarie, spesso il bidello si assume anche compiti educativi e di accompagnamento).

Giordano, che da par suo leggiucchia i dati di Floris, la spara grossa: ci sarebbe un rapporto di 2,2 bidelli per classe! Che costa al Ministero 367.000 euro all’anno, si scandalizza nel suo piccolo Giordano. Eh sì, sembra tantissimo, ma diviso per il numero dei lavoratori fa una busta paga di circa 1.000 euro al mese! E in più (al netto dell’errore sul numero che comprende tutti gli ATA): è vero che sono 2,2 per classe? Scrive De Michele (p. 194):

Se i bidelli fossero 2,2 per classe […] ne risulterebbero circa 76.000 classi, e quindi, dato che gli studenti italiani sono 7.768.071, più di 100 alunni per classe.
La realtà è che in Italia abbiamo 44.916 sedi scolastiche pubbliche.
Cioè circa 2,5 bidelli per ogni scuola. Non per classe: per sede, per edificio.

Sottolineo: per sede, NON per classe!

Ma Gelmini si è affezionata a questa stronzata, “tanto da averla ripetuta in un’audizione alla Camera a distanza di un anno” (p. 195). E intanto le scuole devono sempre più ricorrere a ditte esterne, dato  che negli ultimi cinque anni gli ausiliari della scuola sono diminuiti di 15.000 unità, 10.000 dei quali bidelli.

E ieri, davanti a molti telespettatori, l’indecente e ignorante ministro per l’istruzione pubblica l’ha ripetuta, questa stronzata. Che, evidentemente, le piace molto e fa molto effetto sull’audience.

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  1. Mi viene da vomitare.

  2. Susanne

    2,2 bidelli per classe! Noi ne abbiamo per scuola (13 classi)!

  3. Gianluca Trotta

    Ciao, Susanne. Hai saltato quanti ne avete voi per le 13 classi, penso di intuire che volessi scrivere 2. E comunque sì: c’è chi in un libro riesce a scrivere che ci sono 2,2 bidelli per classe e a non vergognarsi. Il mondo è bello perché è avariato.

  4. Per chi avesse stomaco, ecco l’intervista di Fazio a Gelmini:

    È la prima di due parti.
    Dire che Gelmini è vomitevole è poco, davvero.

  5. Gianluca Trotta

    Ed ecco la risposta ad un’altra delle stronzate dette da Gelmini:
    http://www.repubblica.it/scuola/2011/03/25/news/giochi_disabili-14099793/

  6. Ed ecco un altra picconata alla scuola pubblica:
    http://www.repubblica.it/scuola/2011/05/26/news/sostegno_privato-16763850/?ref=HREC1-2
    Ecco, questa è la scuola che vogliono. Semplicemente allucinante.

  7. Oh, e finalmente un’altra decisione importante su una delle tante stronzate della Gelmini:
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_15/stop-classi-pollaio-codacons-vince-desantis-190872198770.shtml
    Ma Giorgio Holzmann non fa mai nessuna dichiarazione sulla scuola? No, perché sarei fortemente interessato a conoscere il suo pensiero più a fondo…

  8. Gelmini avrebbe avuto frequenti contatti con il faccendiere Luigi Bisignani, ora indagato: chissà, forse era lui a suggerirle le stronzate da dire in TV.
    http://www.corriere.it/politica/11_giugno_18/sarzanini_tre-donne-ministro-carte-bisignani_e12eafc6-9971-11e0-872e-8f6615df4e68.shtml

  9. Marco

    Complimenti! Il saggio l’ho letto pure io qualche mese fa e l’ho trovato molto interessante.
    In quanto collega non ho potuto non consigliarlo ad alcuni dei miei studenti.
    Credo dovrebbe diventare un libro di testo. Questo e alcuni testi di Orwell dato che trovano (preoccupanti) riscontri con la realtà.

  10. Grazie, Marco. In effetti mi sono limitato semplicemente a riassumere un capitoletto del libro di De Michele, riprendendo da lui anche la questione delle “stronzate”. Ma probabilmente il deputato che mi ha fatto oggetto di una interrogazione parlamementare alla Gelmini (prendendo a spunto proprio questo post) non lo ha letto, quel libro…

  11. A proposito di Gelmini e di “linguaggio da osteria del porto” (è il termine che Holzmann ha voluto riservare a questo blog quando sul Corriere dell’Alto Adige ha voluto “rincarare la dose”). Ormai è assodato dai verbali che Gelmini (come altri esponenti non proprio di spicco del sottobosco politico: è chiaro che a uno come Bisignani si rivolgessero, per consigli e aiuti, non tanto i politici “grandi”, quanto invece quelli un po’ “debolucci”, in tanti sensi: Gelmini, Prestigiacomo, Biancofiore…) intrattenesse stretti contatti col faccendiere Bisignani (che, lo ricordo, è stato condannato in via definitiva per una maxi tangente, la “madre di tutte le tangenti”, la tangente Enimont da 150 miliardi di vecchie lire); mi chiedo quanto sia educativo sapere che il ministro per l’istruzione pubblica sia così in confidenza con un tale personaggio. Soprattutto vista la solfa sulla meritocrazia che ha da subito caratterizzato il suo mandato (con parecchie contraddizioni, a onor del vero: si veda https://gattomur.wordpress.com/2011/02/21/2144/ per la sua laurea, ma anche la vicenda dello “spostamento” a Reggio Calabria per l’esame per la professione di avvocato, qui raccontato da Gian Antonio Stella http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_04/stella_dbaef098-7a47-11dd-a3dd-00144f02aabc.shtml ).
    E comunque, ecco un riquadro da Repubblica di oggi, 22 giugno, pagina 6, che ci informa sul giudizio di Bisignani su Gelmini e quello, assai meno lusinghiero, ed espresso con un liguaggio non proprio da educande, sul ministro Brambilla:

    Bisignani parla con suo figlio, Renato, che ha passato la giornata all’autodromo per il Gran Premio di Monza. È il 12 settembre 2010. Bisignani jr racconta di essersi presentato alla Gelmini come “il figlio di Luigi”. Il ministro dell’Istruzione, “carina”, si è subito interessata, Renato riporta le sue parole: “Peccato che suo padre non me l’ha detto, se l’avessi saputo mi sarei preso cura di lei, le avrei fatto fare un giro”. Bisignani jr continua: c’era “il figlio di Ignazio (probabilmente La Russa) non mi sono azzardato a salutarlo perché non mi piace per niente”. Il padre chiede: “E invece Ignazio non c’era?”. Renato risponde di no e prosegue con il gossip: “La conosci la ministra rossa, quella del turismo?”. Bisignani senior: “No, è una stronza, brutta, un mostro, mignotta come poche, la più mignotta di tutte”. Niente a che vedere con la Gelmini, secondo il figlio: “Invece Stella, devo dire, veramente carina”. Il faccendiere concorda: “Mi ha mandato il messaggio prima di te, pensa. Subito me l’ha mandato!”.

    Che pena. E poi sarei io quello “poco educativo”, quello che usa un “linguaggio da osteria del porto”.

  12. Oh, bene bene. Vediamo un po’ cosa dice il ministro dell’istruzione Gelmini al suo amico Luigi Bisignani:

    I due parlano ancora il 21 ottobre di un articolo uscito su Il Giornale che critica la fondazione Liberamente. La Gelmini si lamenta, dice che «è una porcata», chiede «di dare un retroscena tramite Dagospia per far capire chi è il mandante di questa cosa», e aggiunge: «Ho affrontato un incontro con quaranta parlamentari impazziti che volevano la testa di Verdini e dei coordinatori e dei capigruppo… io ho detto è il momento della responsabilità, della coesione, dobbiamo stare uniti. La verità è che abbiamo siglato un patto di non belligeranza con gli ex an, stiamo puntellando Verdini nell’ottica di tenere unito il partito in un momento difficile, se però il giornale di partito scrive che siamo perdenti te lo faccio vedere io che non siamo perdenti. In tre minuti salta non Verdini ma quell’imbecille di Cicchitto… Anche ieri ha perso un’occasione per stare zitto, perché Frattini ha fatto un intervento serio, dialogante ma dicendo che bisogna tutelare Forza Italia perché comunque non è che ci sono gli ex an… allora questa gente qua che li prendiamo a calci in culo perché Frattini sta in piedi con Gasparri e La Russa? Perché Cicchitto sta in piedi con Gasparri e La Russa? Cioè il senso era questo, questo con livore ha evidenziato quello che è il suo disegno e siccome non ha le truppe si è venduto a questi di Alleanza Nazionale e in questo modo sta in piedi, ma voglio dire dovrebbe essermi grato per il lavoro che sto facendo…
    fonte http://www.corriere.it/politica/11_giugno_23/sarzanini-le-telefonate-con-accuse-nel-pdl_37b0a530-9d59-11e0-b1a1-4623f252d3e7.shtml

    Ah: “quell’imbecille di Cicchitto”, “li prendiamo a calci in culo”. Ma bene, ma che linguaggio educativo! E questo è il ministro al quale Giorgio Holzmann, che per questo colpo di genio sarà ricordato per gli anni a venire, ha indirizzato un’interrogazione parlamentare perché critico il governo e uso un linguaggio non consono. Ma bravo, Holzmann, bravissimo! Vedrai, la patria te ne sarà riconoscente, di questo tuo colpo di genio. W Holzmann, il genio delle interrogazioni parlamentari!

  13. Straordinario! Gelmini, in vena di ricordi, confonde Fogazzaro con Corazzini. E ha pure l’ardire di dire che è “un ricordo ancora molto vivo e puntuale in me”: oh, vivissimo, oh, puntualissimo!
    Lo racconta con molto spasso lo Scorfano, qui: http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/06/gelminiani-ricordi.html
    Il tutto ripreso dal Corriere: http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_29/gelmini-esame-errore_131291e2-a22d-11e0-b1df-fb414f9ca784.shtml
    Da sbellicarsi!

  1. 1 Primo firmatario: Holzmann Giorgio - Il Gambero Rotto

    […] il combattivo Gianluca Trotta, reo di aver espresso sul suo blog personale (qui un resoconto) opinioni fortemente negative sull'operato del ministro Mariastella Gelmini, dell'attuale compagine di governo e di taluni esponenti del […]

  2. 2 Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann e il mondo della scuola: dal professore blogger all’imparzialità dei libri di testo scolastici passando per la difesa dell’identità culturale cristiana nella scuola italiana « Indagine, informazione

    […] stronzate e noi glie le lasciamo dire (in difesa dei bidelli e della scuola pubblica)” (leggi qui). Ora: se i contenuti del post “incriminato” siano da considerare «altamente […]

  3. 3 Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann e il mondo della scuola: dal professore blogger all’imparzialità dei libri di testo scolastici passando per la difesa dell’identità culturale cristiana nella scuola italiana « Indagine, informazione

    […] stronzate e noi glie le lasciamo dire (in difesa dei bidelli e della scuola pubblica)” (leggi qui). Ora: se i contenuti del post “incriminato” siano da considerare «altamente […]

  4. 4 Il paese dove i ministri hanno fatto un bel po’ di danni, continuando comunque a dire stronzate (special dedication to my dear old friend Giorgio Holzmann) « GattoMur's Weblog

    […] Il titolo di questo post riprende quello che ha dato a un parlamentare della nostra Repubblica il motivo per fare oggetto di interrogazione parlamentare (qui) il mio blog (questo). […]




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