Cioccolata prima del massacro (Srebrenica, luglio 1995)

“Scannate il maiale” ordinò ai suoi, prima di iniziare le trattative con i Caschi blu di Srebrenica. L’animale era stato trascinato apposta dalle montagne fin nel cortile vicino, e le urla riempirono tutta la valle. Ovviamente il porco era un avvertimento ai musulmani. “Voi circoncisi verrete dopo”, significava. Così gli ottomila reclusi maschi di Srebrenica capirono la loro morte imminente. Anche i tremebondi Caschi blu olandesi capirono e, prima che le mezzene fossero appese, accettarono le condizioni senza batter ciglio. Fu lì, nel luglio del 1995, che l’Europa perse la faccia e l’onore.

Prima di cercare in qualche dannazione genetica il ruolo assassino di Ratko Mladic, comandante in capo delle truppe serbo-bosniache negli anni del massacro, meglio ricordare che la sua strapotenza è soprattutto il risultato di una fenomenale vigliaccheria di parte occidentale. Perché poi fatalmente accadrà che, dietro a questo superlatitante con taglia da sei milioni di dollari sulle spalle, scopriremo – come già accaduto con Radovan Karadzic, il suo referente politico in galera all’Aja – la banalità di un uomo qualunque, probabilmente un mediocre sbattuto nel ruolo più dal caso che da innate capacità.

[Paolo Rumiz, “Sangue, stupri e fanatismo: il generale dell’orrore che si credeva onnipotente”, Repubblica, 27.05.2011, pp. 6-7]

Ho chiesto al sindaco: a Srebrenica le persone di nazionalità musulmana sono oggi fra i duemila e i duemilacinquecento. Una piccolissima frazione, neanche il 10 per cento, di quanti erano prima del 1992. Una piccola frazione anche di quelli – ottomila, diecimila – che furono sterminati in quattro giorni nel luglio del 1995. […] Il filmato più orrendo di quelle giornate di Srebrenica, più ripugnante a guardarsi delle innumerevoli scene di fosse comuni e riesumazioni e donne in pianto, è quello che tutto il mondo guardò in diretta, quando alla base di Potocari Mladic interroga il colonnello olandese e gli offre una sigaretta, e quello gli dice con  un filo di voce che ha già fumato troppo e poi l’accetta, e poi accetta anche di brindare, e poi la gente viene messa in fila, donne di qua e uomini di là, e i militari olandesi dell’Onu assistono e collaborano, e un bambinello biondo viene spinto fuori dalla fila e il gran generale Mladic dà uno schiaffetto alla sua faccia frastornata, e finalmente gli uomini di Mladic lanciano cioccolata ai bambini che si sporgono ad afferrarla. Poi il filmato finisce e arriva il buio.

[Adriano Sofri, “Tecnica di un massacro”, Repubblica, 27.05.2011, pp. 1, 37]

[su Srebrenica leggi anche qui]

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  1. Tanto per capire come siamo messi, ecco le dichiarazioni di Borghezio, Lega Nord:

    “Un vero patriota”. “Non ho visto le prove, i patrioti sono patrioti e per me Mladic è un patriota. Quelle che gli rivolgono sono accuse politiche”. L’europarlamentare della Lega, Mario Borghezio si schiera apertamente a sostegno dell’ex generale, parlando ai microfoni de la Zanzara, su Radio24. “Sarebbe bene fare un processo equo, ma del Tribunale dell’Aja ho una fiducia di poco superiore allo zero” , dice ancora Borghezio. “I Serbi avrebbero potuto fermare l’avanzata islamica in Europa, ma non li hanno lasciati fare. E sto parlando di tutti i Serbi, compreso Mladic. Io comunque – assicura – andrò certamente a trovarlo, ovunque si troverà”.

    [fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/27/news/mladic_moglie_e_figlio_in_tribunale_frattini_ora_l_ingresso_nella_ue-16824478/?ref=HREC1-2 Qui c’è l’audio, per chi non ci credesse: http://tv.repubblica.it/copertina/borghezio-mladic-e-un-vero-patriota/69426?video=&ref=HREC1-2 ]
    Semplicemente sconvolgente.




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