Ecco l’Italia migliore (dedicato al quel genio di Brunetta)

La capacità di Papa [Alfonso Papa, deputato alla Camera; collega, anche di partito, di Giorgio Holzmann, qiundi; e, come lui, tra i 314 deputati che hanno votato per l’attribuzione del conflitto di interesse sul “caso Ruby”, affermando in sostanza che Berlusconi fosse davvero convinto che la ragazza fosse la nipote di Mubarak, N.d.R.] di influire sulle scelte di politici e dirigenti di aziende è rivelata dalle sue donne. Il 12 aprile viene interrogata Maria Roberta Darsena: «Ho conosciuto Alfonso Papa nel 1999. Il nostro è stato un rapporto personale… Nel 2005 mi sono trasferita a Roma per seguire un corso di preparazione per il concorso in magistratura e Papa mi disse di mandare il mio curriculum alle Poste perché lui avrebbe potuto farmi entrare essendo amico dell’ex presidente e cioè di Cardi. Al riguardo vi posso dire che lui chiamava direttamente Cardi. Sono stata assunta dopo un colloquio prima con uno stage di sei mesi e poi, automaticamente, a tempo indeterminato. Effettivamente conferma che il Papa chiese ad Alfonso Gallo di stipulare con me un contratto di consulenza per una cifra pari a 5.000 euro. Ho anche firmato il contratto tuttavia non si è concluso più nulla dal momento che ho bruscamente interrotto ogni rapporto con Papa». Maria Elena Valenzano, assistente parlamentare di Papa e in rapporti con Bisignani, svela invece la consulenza ottenuta con la Auxilium di Angelo Chiorazzo, il titolare della «Cascina» indagato insieme a Gianni Letta dalla magistratura di Lagonegro per una vicenda legata ai servizi nei centri per l’immigrazione. Afferma la donna: «Papa mi presentò Chiorazzo nel 2009 a un pranzo con l’ex capo della segreteria di Mastella Francesco Borgomeo… Chiorazzo mi disse che aveva ottenuto da Letta la promessa di essere candidato alle elezioni del 2009, promessa non mantenuta. Dopo qualche mese, intorno a settembre, Papa mi disse che Chiorazzo mi sarebbe venuto a trovare perché aveva da farmi una proposta lavorativa. Venne negli uffici alla Camera e mi propose una consulenza con Auxilium riguardante astrattamente la gestione dei rapporti istituzionali inerente ai servizi parasanitari. Fu stabilito un compenso di 1000 euro lordi per 36 mesi e firmammo il contratto con decorrenza ottobre 2009, tuttavia tengo a rappresentarvi che a fronte di tale consulenza, non solo non ho mai fatto nulla e non ho mai svolto alcuna prestazione pur emettendo regolare fattura, ma addirittura quando rappresentai a Chiorazzo che avevo problemi di dichiarazione dei redditi e che non avevo fatto nulla, Chiorazzo disse ad Alfonso che era inutile che lo chiamavo e così risolsi a recedere il contratto». La donna ha ottenuto in seguito altri contratti: «Ho fatto colloqui e ho stipulato contratti di consulenza con Irses e con Selex per 1.500 euro al mese ciascuno». Sono «lavori» che Papa avrebbe ottenuto in cambio delle informazioni sulle indagini in corso fornite a politici e imprenditori.

[estratto dall’articolo di Fiorenza Sarzanini pubblicato sul Corriere di oggi, fonte qui]

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