Ma sì, Masi! O no?

In psicologia, il doppio legame (double bind) è un concetto elaborato da Gregory Bateson.

Così lo descrive Wikipedia:

Il doppio legame indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell’uno verso l’altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (verbale, quel che vien detto) e un ulteriore livello metacomunicativo (non verbale, come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l’incongruenza.

[fonte qui]

Insomma, nel doppio legame sono implicati due attori. Ma sicuramente esiste un altro tipo di doppio legame, quello che vede coinvolto un solo elemento. Sicuramente gli psicologi lo avranno studiato e classificato. Potrebbe essere riassunto nei celeberrimi slogan della Neolingua del Grande Fratello di Orwell: la schiavitù è libertà; eccetera. Insomma, stiamo parlando di paradossi.

Ecco, tutto ciò mi è venuto in mente leggendo le dichiarazione rese ai magistrati dall’ex direttore della Rai Mauro Masi, ascoltato il 23 febbraio in merito all’inchiesta sulla cosiddetta P4. Tra l’altro, afferma Masi:

Mi sono fatto scrivere la lettera di licenziamento di Santoro da Bisignani… Per dirla ancora più chiaramente io ho utilizzato e utilizzo Bisignani per avere una idea delle reali opinioni di Letta con il quale io ho un rapporto formale e che invece Bisignani conosce bene. Non escludo di aver chiesto a Bisignani di sondare l’opinione di Letta in ordine al licenziamento di Santoro, il governo non mi ha dato alcun segnale, ho ragionato, in questo caso come sempre, con la mia testa, perché Santoro aveva offeso me e non il governo. Io ritenevo di doverlo licenziare.

[fonte qui]

Mi chiedo: si può, nella stessa deposizione e nel giro di pochi minuti, affermare prima di essersi fatto scrivere una lettera da qualcun altro e, subito dopo di avere ragionato sempre con la propria testa?

Mah. Comincio a pensare che Santoro è stato sin troppo tenero con questo tristissimo personaggio.

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  1. Durissima la definizione che di Masi danno oggi su Repubblica Liana Milella e Francesco Viviano (p. 3):

    Ma è sulla stampa che Bisignani gioca il ruolo di Gran maestro e manovratore. Lui disegna gli organigrammi, sceglie gli uomini, ma anche gli obiettivi da appoggiare o da distruggere. L’ex direttore generale Muro Masi è una sorta di “scendiletto”, un fedele esecutore dei suoi voleri, “il nostro eroe alla Rai”.

    E a p. 6 Carlo Bonini e Corrado Zunini forniscono una chiave di lettura in linea con quanto scritto sopra nel post:

    Masi e Bisignani parlano con la frequenza di un figlio con la madre. “Tutti i giorni – annotano i pubblici ministeri napoletani – il direttore generale della Rai manifesta la necessità di relazionarsi con Bisignani”. Anche perché “Gigi”, che lo usa come un ventriloquo, lo blandisce per illuderlo di essere autonomo. Come quei “coach” che lavorano sulla motivazione. “Sei stato bravissimo e lo sai che sono sincero”, gli dice dopo la lite in diretta con Santoro.

    Ho evidenziato l’essenza del double bind, questa volta classicissimo: Bateson lo avrebbe potuto usare come esempio nei suoi saggi.

  2. Masi alla Rai? Un disastro, parola di Bisignani, nei verbali degli interrogatori:

    Masi lo conosco da 35 anni. La mia idea su Santoro, l’ho spiegata, era totalmente un’altra e gli dicevo: guarda da dirigente d’azienda tu non ti puoi far mandare a quel paese da un tuo dipendente. Tu devi fare soltanto una cosa, visto che stai già in un sacco di guai nella Rai perché sei così… devi licenziarlo, portare la lettera di licenziamento al consiglio di amministrazione, quello che te l’avrebbe rigettata, tu ti dimetti ma fai vedere che sei un manager che non si fa mandare… ed esci alla stragrande da questa cosa. Pur essendo così amico di Masi, quando doveva essere nominato direttore generale della Rai, che per me ex giornalista è una grande cosa, io non ebbi difficoltà a dirgli: fai un errore clamoroso. L’unica volta che ho visto Berlusconi gli ho detto: guardi presidente, fa un errore a mettere Masi. Masi è una persona competente nelle istituzioni, non alla Rai perché alla Rai farà male. La mia esperienza mi portava a dire che lì Masi avrebbe fatto un disastro.

    http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_25/sarzanini_p4-sistema-parallelo-indagati_e48ccc02-9ef3-11e0-8488-e5128670a364.shtml




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