Il razzismo corre sulla Rete

Un po’ me n’ero già accorto, pur non frequentando in modo assiduo la Rete e avendone una conoscenza solo superficiale: internet e i social network rappresentano una grande occasione per la circolazione di idee revisioniste, filofasciste e addirittura antisemite o comunque istigatrici di razzismo e violenza contro la diversità.

Ora sono pubblici i dati di una indagine parlamentare conoscitiva, che stimerebbe che “il 44 percento degli italiani manifesta opinioni ostili agli ebrei” (come recita un articolo di Repubblica che dà conto dell’indagine).

È un dato preoccupante. Cito ancora dall’articolo:

Nel 2008-09, si legge nella relazione, “s’è registrato in Italia un preoccupante incremento sulle piattaforme di Internet e nei social network di siti di tipo razzista: dagli 836 del ’08 si è passati a 1172 nel ’09, con un aumento del 40 per cento. In Italia, secondo la Polizia postale, sono una cinquantina i siti interamente dedicati alla diffusione dell’odio antiebraico, che pur essendo stati in passato oscurati, sono riusciti a eludere la legge italiana spostando i domini di registrazione all’estero.

È chiaro: uno dal suo semi-anonimato assicurato da Facebook o altri social network si sente autorizzato a diffondere qualsiasi slogan repellente, a immettere nuovamente in circolo idee e immagini fasciste, a fare presunte analisi sociologiche di sapore razzistico.

Anche questo, purtroppo, è il portato della “libertà”. Occorre non abbassare mai la guardia, segnalando di volta in volta i colpevoli di questa circolazione massiccia di idee razzistiche.

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  1. ChaosBlack

    Ho letto con interesse, ma non ho mai avuto modo di notare quello di cui parli tu, pur essendo una persona che su internet naviga quasi sempre. Io ho solo visto persone fare battute, poche volte di tipo razzista, che non avrebbero mai fatto dal vivo, ma di propaganda antisemita sinceramente, per fortuna, non ne ho vista, e nemmeno altre cose del genere.
    Comunque parlare di anonimato e facebook nella stessa frase è un puro paradosso.

  2. Hai ragione, e infatti aveva un valore volutamente paradossale: molti sono convinti che la Rete assicuri l’anonimato, ma per l’autorità competente è sempre possibile risalire all’identità di qualsiasi nick. Quello che volevo dire è proprio questo: alcuni in internet, e m’immagino soprattutto in quelle consorterie che sono le “amicizie” di Facebook, si sentono “onnipotenti” grazie al simulacro di anonimato che pensano di avere. E allora danno sfogo ai pensieri politici più reconditi, che normalmente non si permetterebbero mai di esprimere.
    Tu dici di non avere visto molto razzismo in Rete: meglio così, allora. Però l’indagine conoscitiva del Parlamento parla chiaro.
    È interessante anche quello che dici delle “battute … che non avrebbero mai fatto dal vivo”: ecco, secondo me anche questo è un punto debole di alcuni che scrivono in rete. Penso che occorra sempre scrivere ciò che diresti anche “dal vivo”, anche di fronte a una persona a cui ti stai rivolgendo in modo ironico-umoristico-etc. Ripeto qui una citazione dal blog di Malvino, che già qualche giorno fa ho riportato:

    Perché ritengo che non c’è libertà senza responsabilità: puoi scrivere tutto quello che ti pare, ma devi essere disposto a renderne conto.

    http://malvinodue.blogspot.com/2011/10/liberta-di-espressione-e-istinto-di.html
    Ecco, mi sembrano parole da tenere sempre presente.
    Ciao e grazie.

  3. Grazie a te per la risposta.
    Sì, ora comprendo meglio.
    Hai ragione, il “finto anonimato” (finto non solo per le autorità competenti: basti vedere siti web come http://www.123people.it/, che può essere veramente usato per trovare anche il numero di denti che una persona ha, se questa lo ha scritto da qualche, qualsiasi, parte) della rete dà un senso di potere, e sappiamo che il potere fa sempre uno strano effetto sulle persone.
    Spero davvero di non incappare mai in episodi come quelli che hai descritto, comunque, perché ne rimarrei sinceramente deluso: ho sempre visto la rete soprattutto guardando i suoi aspetti positivi, come la capacità di raccogliere indistintamente miliardi e miliardi di persone sotto un unico “rifugio”.
    Comunque per ogni pazzo, come nella vita reale, ce ne saranno altri mille senza idee malate: non sono per nulla pochi gli ambientalisti che sfruttano ad esempio facebook per diffondere i loro pensieri e le loro lotte.
    In conclusione, non è colpa di facebook (benché il suddetto social network non mi stia esattamente “simpatico”), di google+ o comunque della “libertà” offerto da questo tipo di servizi, se troviamo messaggi razzisti in giro per la rete, ma è colpa solo delle persone che li divulgano.

  4. Spero non ti dispiaccia: via mail ti ho mandato il link a un sito orrido. Che ruota tra l’altro attorno a un personaggio politico piuttosto noto. Non volevo assolutamente mettere un link tanto orripilante nel mio blog.
    Ciao.

  5. ChaosBlack

    In effetti era orribile.
    Ringrazio il cielo di avere quanto meno un po’ di buon senso, quel tanto che basta per avere la nausea davanti a certi concetti.

  6. Ed ecco il popolo della Rete di destra. Quelli che inneggiano all'”eroe” che ha ucciso a Firenze due senegalesi:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/13/news/forum_razzisti_sul_web_casseri_un_nostro_eroe-26554728/?ref=HRER3-1
    Che nausea. Soprattutto per quei politichetti “moderati” che vanno a braccetto con certi ambienti.).




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