Chi rompe non paga; e i cocci sono degli altri

La notizia del giorno è: hanno arrestato il ragazzo della foto-simbolo delle violenze di sabato a Roma. Ha 24 anni, è di “buona famiglia” (ma che vuol dire? Che c’hanno i soldi? Bene, allora sborsi qualcosa di suo per rimediare ai danni; e chieda scusa alle migliaia di persona alle quali ha contribuito a impedire di manifestare in maniera adeguata il malessere di una intera generazione), precedenti per droga, un soprannome (“er pelliccia”), e una fantasia piuttosto limitata: “Volevo spegnere l’incendio”. Cretino, statti almeno zitto!

Le conseguenze stanno tutte nei titoli degli articoli a corredo: Indignati. Alemanno firma ordinanza: cortei vietati per un mese; Leggi speciali contro i violenti: Maroni d’accordo con Di Pietro.

Desolante. In qualche ora e per mezzo migliaio di esagitati (che si allenano le domeniche allo stadio oppure ogni volta se ne presenti l’occasione), tutto un movimento che fa rivendicazioni sacrosante, e le vorrebbe continuare a fare nei modi opportuni, finisce nel fango.

Stronzetti. Pagherete caro, pagherete tutto! In realtà, tanto per cambiare, visto che siamo in Italia, non pagherete proprio niente: anzi, forse ci guadagnerete pure.

“Volevo spegnere l’incendio”: ma va’ un po’ a magna’ er sapone, va’.




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