GattoMur rinnova la solidarietà a Giorgio Holzmann

Sarò anche ripetitivo: ma io i benefattori non li scordo…

Già qui, qualche giorno fa, avevo registrato alcuni appannamenti che interessavano l’astro fulgente di Giorgio Holzmann. Ma ora, pare, siamo proprio alla rottura (senza specificare altro, per non scadere nel “linguaggio da osteria del porto” tanto inviso al Nostro)…

Cito dal quotidiano Alto Adige del 31 ottobre 2011, da un articolo che porta l’eloquente titolo di

Pontecorvo: «Così uccidono il Pdl»

e l’ancor più chiaro sottotitolo

Nel partito esplode la rabbia dei giovani contro Holzmann e Biancofiore

Di seguito un paragrafo piuttosto pregnante:

La vicinanza di sempre a Giorgio Holzmann non impedisce a Pontecorvo si sbottare dopo l’ennesimo scambio di accuse tra i due deputati, con Holzmann sull’Alto Adige di ieri che accusa Biancofiore di «svendita dell’Alto Adige» come replica alle insinuazioni della stessa, secondo cui l’obiettivo di Holzmann è entrare in giunta provinciale o candidarsi sindaco. «Vorrei distanziarmi da tutto questo», mette le mani avanti Pontecorvo, che decide di firmare una presa di posizione insieme a Bianchi.

[fonte qui]

Ma cosa è successo, cosa? Semplicemente, il giorno precedente il Nostro si era, per il bene del partito, si badi!, esibito nella consueta intervista-attacco ai soliti “nemici” di sempre, Michaela Biancofiore e Alessandro Urzì. Dove, tra l’altro, a precisa domanda rispondeva:

Insomma lei è il nemico numero uno che hanno in comune sia Biancofiore che Urzì.
«Certo, perché hanno anche un altro punto in comune: nessuno dei due ha un lavoro che li aspetta. Se perdono i posti che occupano oggi sono entrambe dei disoccupati. Urzì poi non ha nessuno che l’ha seguito e lui lo sa bene. Ed è per questo che se la prendono con me: perché ho sempre tenuto testa all’uno e all’altra. Cosa che non è successa in Forza Italia dove lei ha spazzato via tutti tanto che nessuno degli eletti azzurri è passato poi nel Pdl: sono stati fatti fuori scientificamente uno per uno».

Ecco, ecco: vedi cosa capita  a “tenere testa” ai cattivoni?

[Ah, sia detto per inciso: ma qual è il lavoro di Holzmann? Cioè, se il Governo, come ancora speriamo, dovesse cadere e lui non dovesse  essere (non sia mai, per carità!) rieletto, cosa tornerebbe a fare? Qual è il suo lavoro? A me risultano solo degli studi, dichiarati sul profilo Facebook, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento (qui): ma oltre a ciò? E oltre a dovere aspettare solo qualche annetto per potere percepire la meritatissima pensione da deputato, maturata in ben 5 (cinque!) anni di durissimo lavoro? Qualcuno m’illumini, per favore.]

Capita che i tuoi ex amici ti si rivoltano contro. Capita che pure una simpaticissima e amabilissima collega di partito come il consigliere comunale Mariateresa Tomada, sempre nell’articolo citato a inizio post, arrivi ad affermare:

Giorgio è caduto nella trappola: ci eravamo ripromessi tutti di non rispondere alle provocazioni di Biancofiore e Alessandro Urzì (Fli), che nel vuoto pneumatico di idee e progetti puntano solo a farsi pubblicità grazie alle polemiche

E insomma, non mi resta che ribadirlo: piena solidarietà a questa immensa figura politica, da parte di uno che non si stancherà mai troppo di firmarsi “l’ultimo degli holzmanniani”.


  1. Mah! Qualche cosa con il lavoro ce lo devono pur avere, se continuano a martellarci sopra. Oggi, in un’intervista all’Alto Adige l’aspirante coordinatore Pontecorvo, alla domanda del giornalista:

    Ma in questi ultimi anni lei è stato nel partito…

    così risponde:

    Certo, non ho mai detto di essere nuovo nella politica, non sono mica Renzi. Provengo dalla scuola di Mitolo, faccio politica da quando ho 16 anni. Ma lo faccio per passione, sono un avvocato e ho una professione. Vorrei solo ricompattare il partito e ridargli fiducia.

    Idea non nuova, sin da quando Berlusconi è “sceso in campo” ci sentiamo ripetere continuamente di qualcuno che decide di fare politica “solo per passione”, perché tanto un lavoro, e ben retribuito, ce l’ha già. Avallando così l’idea, che qualcuno non a torto s’è fatto, che c’è qualcuno che fa politica perché un lavoro non ce l’ha, e sceglie quella carriera perché è ben retribuito.
    In più: excusatio non petita accusatio manifesta.
    Altra cosa: la nostra politica è piena di avvocati, ce n’è, in Parlamento, una percentuale altissima. Non per questo si può affermare che il livello della nostra classe politica sia così eccelso.
    Ma al di là di ciò (poco m’importa di Pontecorvo e della sua scontata strategia retorica), vorrei notare questo: la sua risposta mi sembra quasi una risposta a quanto qualche giorno fa aveva affermato Holzmann sullo stesso giornale:

    [Biancofiore e Urzì] hanno anche un altro punto in comune: nessuno dei due ha un lavoro che li aspetta. Se perdono i posti che occupano oggi sono entrambe dei disoccupati

    È solo un caso? O vuol dire che questo tema del “lavoro” dà molti crucci a quelli del PdL?
    Ma ancora inesausta rimane la mia domanda di qualche giorno fa: si può sapere che cavolo di lavoro fa(ceva) Giorgio Holzmann prima di fare il politico?

  2. Tiziana

    ma perchè non se ne tornano alle loro faccende e lasciano far politica ai pochi onesti che rimangono in Giunta provinciale e comunale?




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