Una modesta proposta per risanare le casse dello Stato: la tassa del baccalà

[Per i miei lettori più pignoletti: ovviamente lo so che qui sopra sono ritratti degli stoccafissi]

La mia proposta è semplice semplice: ma efficace.

L’idea è questa: quanti sono i “baccalà” che dal 1994 hanno abboccato all’amo del berlusconismo? Quanti, nel segreto della cabina elettorale, hanno messo la ics sul simbolo di Forza Italia, o di una lista Berlusconi, e poi del PdL? E quanti hanno votato i partiti che lo hanno appoggiato (Lega Nord, An, Udc, etc.?).

Ebbene: io direi che chiunque lo abbia fatto anche solo una volta è corresponsabile, nel suo piccolo, del disastro nel quale ci troviamo. E tutti questi debbono assumersi le proprie responsabilità.

Ebbene, ecco la mia idea: si potrebbe introdurre una “tassa del baccalà” (o, se non piace il nome, si potrebbe optare per “tassa della compagnia del sarchiapone“).

Funziona così: hai votato una volta per il partito di Berlusconi? Bene, paga 1 euro. Lo hai votato, ahite, per 3 volte (chessò: una volta al nazionale, una alle provinciali, una alle comunali?)? Paga 3 euro. E così via per le liste e i partiti che lo hanno sostenuto.

Ora, non sono molto esperto di flussi elettorali e di numeri; ma ho idea che i numeri siano alti e l’introito per lo Stato potrebbe essere interessante. Eppoi, per i votanti coinvolti, si tratterebbe di una somma tutto sommato abbordabile. Ignoro, dal ’94 a ora, quante elezioni di diverso tipo si siano succedute; ma facendo l’ipotesi che siano una decina o una quindicina, uno che fosse caduto in errore (Errare humanum est, perseverare diabolicum) tutte le volte, si troverebbe in fondo a spendere quanto spenderebbe per una pizza e una birra. Due ingressi al cinema. Un tascabile Einaudi di quattrocento pagine. Due settimane di lettura del quotidiano.

Eddài, uno sforzo che si può fare, per salvare il Paese dal tracollo. Ed è il minimo, per chi è corresponsabile di un tale disastro.


  1. Troppo generoso, sei.

  2. Eddài, Gabriele, siamo in una situazione difficile, occorre ritrovare l’unità nazionale. E cominciamo con gli sconti…

  1. 1 … e capri « GattoMur's Weblog

    […] Andiamolo a dire a tutti quelli che, in modi vari, sono stati conniventi con tutto ciò: dal più piccolo elettore, al politichetto destrino, al potente che sta a Roma (quelli che dovrebbero pagare caro; e pagare tutto, qui). […]




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