Che cosa hanno in comune Michaela Biancofiore e Giorgio Holzmann (II)?

Un elemento comune stava qui.

Da ieri ce n’è anche un altro: a entrambi stanno a cuore i momunenti fascisti a Bolzano.

Giusto! Dovranno pure recuperare in qualche modo il deludente risultato elettorale. Bravi!

Il caso, poi, ha voluto che una abbia scritto, poco tempo fa, a Tremonti; il secondo, più modestamente di un terzo (sarà l’effetto della crisi?), a Monti.

Ma la superiorità di Giorgio Holzmann sulla storica avversaria politica emerge da qualcos’altro: lui, bisogna riconoscerglielo, scrive meglio. Anche se ci vuole talmente poco…

O almeno, non avendo a disposizione il testo integrale della lettera: da quanto riportano gli organi di stampa, nelle sue parole non ci sono strafalcioni (qui).

Cosa fa invece la paladina dell’italianità dell’Alto Adige? Come la mette con l’italianità della sua lingua? Scrive talmente male, incorrendo in talmente tanti errori di ortografia che nemmeno uno studente di terza media potrebbe permettersi, da meritarsi lo scherno di un articolo dell’Espresso (qui), ripreso oggi da Gian Antonio Stella sul Corriere (qui).

Tempo fa avevo scritto un post dedicato ad alcuni errori linguistici nei quali era incorso il buon Holzmann (qui): che però non sono nulla, confrontati con quelli di Biancofiore.

Eh sì, questa volta non ci sono dubbi: Michaela 0 – Giorgio 1. Palla al centro.

AGGIORNAMENTO: Solo dopo avere scritto questo post, ho potuto leggere (grazie a gadilu) il fondo di Toni Visentini sul Corriere dell’Alto Adige di oggi: che parla di “virgole ballerine” nella lettera di Holzmann. Purtroppo io non la ho potuta leggere nella sua interezza, ma solo dalle agenzie che la riportano a stralci. Se davvero è vero (come non posso fare a meno di credere) che anche la lettera di Holzmann non è del tutto corretta dal punto di vista formale, direi che il punteggio in questo mortifero match andrebbe rivisto…


  1. Ricordo, così, tanto per ricordare, che Giorgio Holzmann è stato tra i quarantacinque deputati che il 23.06.2008 presentarono il disegno di legge n. 1360. Eccolo:
    http://parlamento.openpolis.it/atto/index/id/20087/sf_highlight/1360
    Il disegno di legge prevedeva, in poche parole, l’equiparazione tra partigiani e repubblichini, riconoscendo a quest’ultimi il diritto a un trattamento pensionistico.
    Si sollevò, ovviamente, un cospicuo numero di polemiche. Lo stesso Silvio Berlusconi dichiarò il 26 aprile 2009:

    “Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato”
    fonte qui: http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/dormivo/dormivo.html?ref=search

    E infatti fu ritirato due giorni dopo…

  2. Senti chi parla

    … se davvero che anche ….
    Il bue che dà del cornuto all’asino!

  3. Oh, che bello: sono tornati i coraggiosoni che non hanno neppure il coraggio di mettere un indirizzo mail vero.
    Grazie comunque della segnalazione. Ma la svista che mi segnala è poco, rispetto a tutte le altre che avevo commesso in quella avvertenza e di cui lei non s’è, pare, nemmeno accorto. Le lascio il tempo di rendersene conto, poi correggo tutto.
    Se ha il coraggio di mandarmi tramite la sua vera mail il suo IBAN, le verserò immediatamente un congruo riconoscimento per la sua opera di correttore di bozze.

  4. Tasse e solo tasse

    Esimio,
    non corregga!
    Non ci privi di questa chicca.
    E’ troppo dilettevole vedere uno che corregge gli altri facendo degli errori.
    Suvvia, non strapazzi troppo la Biancofiore e neppure Holzmann, perchè magari vi troverete a dover dividere lo stretto ed angusto spazio dietro alla lavagna.

  5. Tasse e solo tasse

    Un errore più di contenuto che di sintassi c’é: Lei sostiene che gli errori della Biancofiore nemmeno un alunno di terza media farebbe… Infatti! Lo sa che la signorina è stat l’unica bociata in prima media?

  6. Scherza? Non dovrei correggere una svista? Lo faccio continuamente. E, anzi: lasci che la ringrazi nuovamente. E lo ripeto: se lei avesse almeno il coraggio di indicarmi un indirizzo mail vero (come sarebbe buona norma fare, sa?) e le sue coordinate bancarie, le corrisponderei il giusto compenso per il suo servigio. Peccato solo che poi non abbia abboccato allo “scherzetto” che le avevo amabilmente imbandito: avevo riempito tutta quell’avvertenza di decine di altri strafalcioni, sperando che lei volesse esercitare ancora il suo ruolo di maestrina dalla penna rossa. Peccato, davvero.
    Esimio, lasci che le ricordi poi la non sottile differenza tra un blog da nulla come questo, scritto “con la mano sinistra” e talvolta sin troppo di fretta, e una figura istituzionale come un deputato che scrive una lettera ufficiale. Riesce a percepirla? Altrimenti, direi, nello spazio angusto dietro la lavagna, assieme ai suoi due conterranei, ci potrebbe finire lei (dato anche l’erroretto nel quale è incorso nell’altro commento e gli erroracci in quello sopra).
    Sul suo ultimo commento, poi: vede, io sono sin troppo tollerante. Lei viene qui e, come è lecito e nel suo pieno diritto, non usa un nome vero bensì uno pseudonimo. (Peccato solo che ne usa due nel giro di pochi minuti, ma lasciamo correre anche questo). Il problema è che lei comunica un “dato sensibile”, la bocciatura di un alunno a scuola. Io ignoro se sia un dato reale, e se sì, se sia un dato reso pubblico o se invece è lei a rivelarlo. Vede, signor Cuor di Leone: se io fossi un po’ più “rigido” (come sarebbe giusto essere, in questi casi; ma mi faccio sempre prendere troppo dalla bontà d’animo…) avrei già oscurato quel suo commento. E, anzi, visto che lei non indica un indirizzo mail valido (è una questione legale, sa?), mi sentirei autorizzato a cassare TUTTI i suoi commenti.
    Ma che vuole, son troppo partigiano della libertà d’espressione. Ma comunque, ovviamente: la bocciatura di Biancofiore è qualcosa che ha voluto comunicare lei, io non so se sia vero e nemmeno m’interessa, dato che a mio parere ha davvero pochissima importanza. Se la diretta interessata si sentisse danneggiata da questa comunicazione di dati sensibili, non potendo io chiedere conto a chi ha scritto il commento, dato che l’indirizzo mail è palesemente falso, sarà compito della Polizia Postale risalire con molto agio all’estensore del commento.
    E ora, signor Cuor di Leone: la ringrazio di questa sua manciata di intelligentissimi commenti (uno più dell’altro, mi verrebbe da dire). Ma la pregherei, se dovesse sentire la necessità di continuare a scrivere qui, di indicare almeno un indirizzo mail valido. E se comunica dati sensibili riguardanti qualcuno, di avere almeno la decenza di firmarsi con nome e cognome.
    Grazie.

  7. Ah, scusi se infierisco: “perché” e “c’è” vanno scritti così, come le ho mostrato ora io (il primo con l’accento acuto, il secondo con quello grave). Poi, nella secondaria “… che gli errori della Biancofiore nemmeno un alunno di terza media farebbe” manca un pronome “li” prima di “farebbe” (questo è un errore piuttosto grave, lo sa?). Lasciamo perdere il suo “bociata”, sarà una svista…
    Sono dettagli; ma, da parte di chi viene qui a fare la maestrina dalla penna rossa, un po’ più di correttezza formale la si può pretendere….

  8. E a proposito della reponsabilità dei commenti offensivi e diffamatori, un’interessante decisione della Cassazione:
    http://www.repubblica.it/politica/2011/11/29/news/commenti_on_line_dei_lettori_la_testata_web_non_responsabile-25797339/
    Ma poi questo “Tasse e solo tasse” (alias “Senti chi parla”) tanto attivo nello scorso fine settimana, che fine ha fatto? Boh…

  9. Eccomi qua

    Hasta la vista!
    Eccomi qui a passare per un salutino.
    Cosa c’è di diffamatorio dichiarare l’avvenuta bocciatura di una persona?
    Si vede che non ha lei molta dimestichezza nel mondo della scuola, visto che, almeno fino a pochi anni fa, i dati scolastici erano pubblici, e le bocciature e promozioni venivano affisse agli albi presso gli ingressi delle scuole, corredati di nome e cognome.
    Boh…




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