“Se sua madre avesse studiato di più…”

[aridatece, definitivamente, Lombroso…]

“… non saremmo costretti a leggere questa montagna di idiozie”. Rubo metà del titolo e l’incipit a un commento particolarmente indicativo all’ennesima, sciocca provocazione di Camillo Langone (qui).

Che il suo scopo, quello per cui lui e tanti altri vengono retribuiti per riempire carte di “stronzate” (nel senso filosofico, vedi qui), lo ha ampiamente raggiunto: l’ha sparata grossa, tutti parlano di lui (malissimo ovviamente), poi ovviamente dirà che lui voleva solo provocare e gli altri non lo hanno capito.

Chi sia ‘sto Langone poco importa. Mi basta quello che dice per autopresentarsi: lui è un “sincero xenofobo”; è uno “di destra perché [è] realista: le ideologie e le utopie non [se] le bev[e]”; è uno che dice le cose come stanno, citando addirittura statistiche e ricerche (la conclusione dell’articolo: “Così dicono i numeri: non prendetevela con me”). Langone è uno che gli sta sulle balle guardarsi intorno e vedere troppe facce (fortunatamente) diverse dalle sue: “mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri […] e mi sembra di vivere un incubo”. Massì, che se ne stiano nei campi di pomodori in Puglia, a pulire il culo ai vecchi nelle nostre case, a lavorare nelle fabbriche: ma non si facciano vedere troppo in giro!

La tesi “provocatoria” (in realtà è solo una tesi imbecille) di Langone è semplice: noi “occidentali” facciamo meno figli perché le donne studiano troppo. E Langone è uno che ha studiato e studia, e per nostra fortuna ci regala i frutti del suo studio matto e disperatissimo (lui può, lui è masculo): “gli studi più recenti  denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico”. Quindi, “più istruzione superiore femminile si traduce in meno famiglie e meno figli”. Cocludendo con un invito di sapore futurista: “se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà”.

Lo dicono i numeri, mica lui! Lui è un uomo di scienza, un razionalista, uno che non si fa infinocchiare da ideologie e utopie! Come quella insopportabile utopia, tipica dell’ideologia “di sinistra”, che vorrebbe le donne potere accedere alle stesse possibilità degli uomini. Macché, macché, tuona Langone, altrimenti “ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia”.

“Togliete i libri alle donne”, recita il titolo (è una provocazione, dai!).

Langone è ben cosciente di stare provocando, lo dice lui stesso: la “ricetta” per uscire dalla crisi demografica la rivela solo alla fine dell’articolo “perché non avevo fretta di farmi linciare”. Insomma, Langone è il provocatore, il battitore libero, quello che ha il coraggio di dire come stanno le cose, senza timori da politically correct.

Peccato che Langone, alla fine, si risolva ad affastellare una serie di luoghi comuni e stereotipi di grande successo. Un bel po’ di stronzate, insomma.


  1. La cosa buffa (?) e’ che il Langone suddetto e’ anche l’alfiere piu’ intransigente di un cattolicesimo d’assalto. Dove si dimostra – se ce ne fosse bisogno – quanto il cattolicesimo sia una micidiale perversione (e infine negazione) del cristianesimo. Siccome pero’ anch’io non sono un amico del politically correct, auguro al Langone tutto il male possibile (ovviamente e’ una provocazione, eh…).




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