Piangi piangi (dedicato a Emma… pardòn: Elsa)

piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero
Bosch in miniatura, un salvadanaio di terra cotta, un quaderno
con tredici righe, un’azione di Montecatini:
piangi piangi, che ti compero
una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente,
un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica
con bandierine vittoriose:
piangi piangi, che ti compero un grosso capidoglio
di gomma piuma, un albero di Natale, un pirata con una gamba
di legno, un coltello a serramanico, una bella scheggia di una bella
bomba a mano:
piangi piangi, che ti compero tanti francobolli
dell’Algeria francese, tanti succhi di frutta, tante teste di legno,
tante teste di moro, tante teste di morto:
oh ridi ridi, che ti compero
un fratellino: che così tu lo chiami per nome: che così tu lo chiami
Michele:

[Edoardo Sanguineti, Purgatorio de l’Inferno, 9]


  1. Anche loro hanno un cuore…
    Lei…un’anima

    La poesia mi piace molto
    Un sorriso
    Mistral

  2. gadilu

    Caro Giangi, vedo che la manovra non ti e’ piaciuta. I mercati invece hanno reagito come ci si sarebbe aspettato. Monti porta a casa – per adesso – il risultato del suo lavoro orientato proprio a scongiurare la bancarotta che il governo Berlusconi aveva preparato con esemplare dabbenaggine. Io penso che dobbiamo renderci conto di questo: sarebbe auspicabile, nonche’ forse possibile, avere un governo in grado di far valere veramente quei principi di equita’ e giustizia che dovrebbero essere le priorita’ della sinistra. Ma finora dov’era, la sinistra? Impegnata in una sterile lotta contro Berlusconi e’ stata costretta a dare l’appoggio a un governo di “salvezza nazionale” sicuramente ispirato a un orientamento diverso dal suo. Adesso sara’ forse possibile riorganizzarsi e sperare (passato il rischio del fallimento e della bancarotta) presentarsi alle urne con un programma capace di prendere le distanze da questo “purgatorio tecnico”. Io purtroppo sono molto scettico che cio’ avvenga. E tu?

  3. Caro Gabriele. Non so. A me sembra che tutta questa retorica dei “sacrifici” (con pianto annesso), che tutto questo spauracchio agitato del “o così, o il fallimento”, tutto ciò sia funzionale a una cosa: farci digerire, nuovamente, qualcosa di indigeribile.
    Su una cosa sono d’accordo: il maggior responsabile della situazione attuale è chi ha governato negli ultimi anni, e soprattutto chi glie l’ha permesso. Ecco, su questo sarei irremovibile: chiunque, dal più quotato senatore all’ultimo degli insulsi consiglieri di quartiere, ha sostenuto questa sciagura ventennale è responsabile. E ora non avrebbe nemmenoil diritto di aprire bocca (e invece, eccoli lì a vomitare parole: il loro idolo per vent’anni non ha fatto una beata mazza; ora vorrebbero che tutto si risolvesse così).
    I mercati, dici tu, hanno risposto in positivo. Ma da quando in qua dobbiamo farci così influenzare, nelle convinzioni politiche, dai mercati? I mercati, si sa, sostengono anche il più violento dei dittatori, se questo porta l’aumento di capitale. Ovviamente non voglio dire che siamo in questa situazione, è chiaro; solo che, appunto, non darei tanta importanza ai flussi dello spread. O rischiamo di fare la stessa figura di merda di Biancofiore: che all’indomani del discorso di Berlusconi dopo l’ennesima fiducia risiscata, se ne uscì con un trionfale “I mercati hanno premiato il nostro governo”; tranne essere immediatamente smentita dall’ennesimo crollo poche ore dopo.
    Insomma, vabbè il rigore, vabbè che, inevitabilmente, dobbiamo riconquistare un minimo di decenza nella considerazione che si ha di noi. Ma perché, appunto, a pagare devono essere sempre i soliti? Perché non si comincia, ad esempio, a colpire i grandi capitali, gli evasori, i beni di lusso (non solo gli elicotteri privati), piuttosto che introdurre nuovi balzelli che colpiscono sempre gli stessi? 2/3 del provvedimento di Monti sono nuove tasse, solo il resto sono tagli, pare. Male male male (soprattutto simbolicamente).
    E sai che pericolo ci vedo (perché l’ottimismo, seppur sfumato, delle tue ultime parole non mi sfiora neppure)? Tra pochi mesi un certo signore, che per vent’anni ha detto che non avrebbe aumentato le tasse, e che, dopo che Prodi aveva tolto l’ICI sulla prima casa ai redditi bassi, ha esteso il regalo a tutti; questo signore (o chi per lui), tanto per cambiare, si presenterà come colui che ci salverà da questo governo assetato di nuove tasse.
    E, ancora una volta, stravincerà. Tanto nessuno si ricorderà che le maggiori responsabilità sono le sue.




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