Quella costante, nascosta, potente voglia di pogrom

La storia è di quelle bruttissime, come lo sono tutte quelle dove c’è di mezzo la violenza, e soprattutto quella contro le donne: una ragazza di 16 viene stuprata a Torino, quartiere Le Vallette. La visitano all’ospedale, certificano la violenza. Lei dice che sono stati due nomadi rom. La notizia campeggia su tutte le testate online nel pomeriggio. Poi, poco fa, la smentita dell’interessata: non era vero, ha avuto un rapporto con un ragazzo e si è inventata tutto.

Al di là del caso singolo, c’è da notare questo: dopo che la ragazza ha denunciato la violenza, è partita la Strafexpedition. La fiaccolata di solidarietà si è subito trasformata in qualcosa di diverso. Come è ovvio, gli ingredienti ci sono tutti: un reato odioso contro una ragazza; gli stranieri, e per di più zingari; l’esasperazione di un quartiere che non vede l’ora di sfogare in qualche modo la pressione accumulata. Cito dal Corriere:

Sabato pomeriggio è stato organizzato un corteo da parte degli abitanti del quartiere, che doveva raggiungere l’area del nuovo stadio della Juve, ma all’altezza della Continassa, dove si trova un campo nomadi, un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo e ha dato fuoco a baracche e roulotte del campo. Secondo testimoni oculari, sono state lanciate bombe carta e appiccato un incendio ad almeno una baracca. I manifestanti, alcuni dei quali armati di spranghe, si sono scontrati con polizia e carabinieri. I vigili del fuoco si sono impegnati a lungo nel tentativo di spegnere gli incendi, ma il loro intervento è stato inizialmente ostacolato dai manifestanti che urlavano «Lasciateli bruciare». I romeni che vivono nel campo, circa un centinaio, sono riusciti a scappare da alcune uscite laterali. Alcune bombole di gas sono esplose a contatto con le fiamme appiccate. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo, abbiamo bruciato tutto», ha detto un ragazzo che ha partecipato alla manifestazione.

Lasciateli bruciare! Ci rendiamo conto? In quelle baracche ci poteva essere chiunque: oltre il presunto colpevole (che, visto come è evoluta la storia, non sarebbe mai potuto essere lì…), ci potevano essere persone pacifiche, che non hanno mai fatto del male a nessuno; donne, anziani, bambini. Ma non importa, non importa: sono zingari, sono loro, sono tutti uguali! E sono tutti colpevoli!

Il razzismo è così: se uno zingaro fa qualcosa, la colpa non è del singolo, è della etnia in toto. E allora: che brucino tutti!

Leggendo le cronache, pare che il morto o la tragedia è stata evitata davvero per poco. Per fortuna. Ma vogliamo finalmente porci delle domande? Vogliamo affrontare, finalmente, questo terribile desiderio di fare strage, punire “gli altri”, prendersela con una etnia per punire un singolo?


  1. Condivido anch’io. E senza nulla togliere alla tua esposizione dei fatti, aggiungerei soltanto un’altra possibile lettura della vicenda:

    http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/12/il-linciaggio-e-laggravante.html




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