The children of the devolution

Leggo un articolo (qui) sulla ragazza sedicenne che, a Torino, ha dichiarato, per coprire il suo primo rapporto sessuale, di essere stata violentata da due zingari,  scatenando così un vero e proprio pogrom.

Si noti l’atmosfera cupa di cultura cattolica che, invece di ispirare comportamenti cristiani, crea disagio e repressione. La ragazza, dice la madre, aveva promesso alla nonna di arrivare vergine all’altare: ed è per non andare contro alla punizione per l’infrazione di questo assurdo tabu che una ragazza di 16 anni, che vorrebbe (e potrebbe) vivere tranquillamente la propria sessualità, arriva a raccontare una simile bugia; subito, evidentemente, avallata da tutti; tanto da scatenare una vera e propria furia omicida di massa.

Mi colpisce molto una frase dell’articolo, che riporta le parole della ragazza (chiamata, per convenzione, Sandra):(qui)

“Non volevo che succedesse  –  si aggiunge [sic! nota di GattoMur] Sandra  –  non so perché ho dato la colpa agli zingari. È stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Vorrei chiedere scusa a un sacco di persone, ma non so come fare”

A parte il senso di colpa e di pentimento, che penso sincero, mi colpisce che dica che è stata la prima cosa che le è venuta in mente, dare la colpa agli zingari. “Non so perché ho dato la colpa agli zingari”: non lo sa, ma è evidente. È evidente il clima di diffidenza che circonda quella popolazione, i pregiudizi che continuano a dominare il pensiero comune, spesso anche nonostante le smentite che arrivano dalla verità fattuale. E, in generale, il clima xenofobo che domina sulla maggior parte della popolazione. (Su questo blog, in questi anni, ho registrato alcuni momenti topici: raccolti in diversi tag qui, qui, qui e qui).

Perché, se t’inventi che ti anno violentato, attribuire il crimine agli zingari? O a stranieri èiù in generale? Semplice: se sei cresciuto all’interno di una cultura (televisiva, principalmente) intimamente razzista e xenofoba, nulla di più facile che ti venga in mente di dare la colpa a uno straniero, meglio se zingaro. Tutti ti crederanno subito, senza dubbi. È per questo, forse, che il grande numero di violenze subite dalle donne, che (lo dicono le statistiche) per lo più sono perpetrate da uomini italiani, spesso familiari, rimane spesso nascosto. Perché quei casi sono spesso dimenticati, spesso le donne non vengono nemmeno credute, anzi debbono subire l’ulteriore violenza di dover convincere gli altri dell’effettività della violenza.

Succede spessissimo, anche per altre violenze. Ricordo che, dieci anni fa, Erika e Omar attribuirono subito l’efferato omicidio da loro appena commesso a rapinatori “extracomunitari”. Che il primo sospettato per la cosiddetta “strage di Erba” è stato il marito di una delle donne uccise e padre del bambino di due anni barbaramente sgozzato. Si potrebbe continuare, ma non vale la pena.

Chiediamoci anche noi, con la ragazza (con quel po’, però, di sfumatura da domanda retorica che assume per noi l’interrogativo): perché le è venuto in mente di dare la colpa agli zingari? Perché ancora deve perdurare questo brutto clima xenofobo e razzista? Perché?


  1. Molto interessante il commento di Federica Sgaggio, di cui riporto il finale:

    Ora che la frittata fatta, la ragazza – comprensibilmente – si domanda come rimediare.
    Non lo so, ragazza.
    Prova a cominciare dal tuo diritto di scoprire il tuo corpo. Prova a cominciare dal tuo diritto di sbagliare. Prova a cominciare dalla consapevolezza che non hai niente per cui sentirti in colpa se non la tua ricostruzione dei fatti.
    Son d’accordo: non è poco. È molto, al punto che qualcuno ha dato fuoco alle baracche.

    Quando si parla della famiglia come cellula costitutiva della società, bisognerebbe non dimenticare che se i suoi confini diventano mura difensive può venircene solo male.

    Chi volesse leggere tutto il testo, lo trova qui: http://www.federicasgaggio.it/2011/12/tangenzialmente-sul-rogo-i-rom-e-il-sesso/




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