Se i senegalesi fossero come noi…

Guardando le immagini della bella manifestazione di Firenze, con quella compostezza e quella serenità nel rivendicare il proprio sacrosanto diritto a non venire discriminati, mi chiedevo: ma se questi senegalesi che sfilano fossero razzisti come qualche italiano di troppo?

Se fosse succeso qualcosa di simile a quanto successo sabato scorso a Torino, dove un nutrito gruppo di esagitati (italiani) ha pensato bene di fare scontare una presunta (e poi smentita) colpa a una comunità intera (i rom)?

Per fortuna, per fortuna!, mi dico, non è così. Per fortuna c’è chi, molto spesso, si dimostra molto migliore di “noi”.

Oggi poi da mettere in rilievo c’è la pesante accusa del ministro Andrea Riccardi:

Le parole in certi casi diventano armi, qualcosa di pesante. Credo che ognuno abbia le proprie opinioni e posizioni, ma anche che troppo si è predicato il disprezzo, si è parlato con durezza di gruppi etnici minoritari. Poi si è detto: son cose così, urliamo e le parole non pesano. Pesano, invece, eccome. E’ necessario prevedere un contatto diretto con le realtà dei campi rom e non solo leggerle sui giornali. Io sono rimasto molto impressionato. Vedere roulottes bruciate e le case violate non fa parte della nostra Italia e della nostra società. E’ una forma di impazzimento che non deve più ripetersi.

Si rivolgeva direttamente a quelli della Lega nord, che hanno pensato bene di mostrargli la loro disapprovazione per essere andato in visita alla comunità rom di Torino.

Eh sì, ha ragione da vendere, Riccardi. La colpa (il concorso in colpa, se vogliamo) nei recenti atti di razzismo ce l’hanno proprio tutti quelli che, in questi anni, hanno predicato l’odio razziale, che ci hanno costruito sopra delle carriere politiche. Dal primo all’ultimo: dai vertici della Lega (ma non solo in quel partito si nascondono i razzisti), a quelli dei partiti “moderati” che li hanno “sdoganato”, che hanno sdoganato un certo tipo di linguaggio; fino all’ultimo dei politichetti che ha blaterato in questi anni contro “gli immigrati”, ha raccolto firme per impedire loro i luoghi di culto, ha agitato lo spettro dell'”invasione”.

Oh, ne ho in mente tanti, con nome e cognome. Quelli che si dicono “moderati”. Quelli che, da platee orripilanti, hanno lanciato messaggi vomitevoli. (Penso ad esempio a quel povero di spirito, che qualche mese fa mise sul suo blog, ora chiuso e sepolto, vivaddio!, un’immagine fascista, un manifesto nel quale un “uomo nero” tentava di violentare una donna bionda, e sotto la scritta: “Potrebbe essere tua sorella”, o qualcosa di simile. Conservo ancora la schermata di quell’orribile post, a futura memoria…).

Si vergognino, almeno.


  1. Oh, m’è tornato in mente quell’episodio; e visto che mi piace sempre molto mettere in rilievo il ridicolo nelle situazioni, lo voglio raccontare meglio.
    Insomma, qualche mese fa faccio la solita visita di dovere a un insulso blog destrino. E ci trovo ‘sta roba:

    A Bolzano era successo un episodio di violenza che aveva avuto per protagonisti due maghrebini; e questo povero di spirito non aveva trovato di meglio che fare quel post, accompagnato da quella immagine.
    Ovviamente trasecolo disgustato. E subito scrivo un commento, per chiedere al gestore di togliere quell’immagine orribile, razzista, fascista, etc.. Lui, incredibilmente, pubblica il mio commento (di norma venivano regolarmente rifiutati) e risponde in qualche modo, difendendo la scelta di quell’immagine. Però, subito dopo, vivaddio!, toglie quell’immagine vomitevole e la sostituisce con un quadro di Matisse.
    Bene. Ma ora succede qualcosa di davvero divertente: fino a qui eravamo alla tragedia, ora arriva la farsa.
    Sì, perché subito arriva la terza persona che legge quel blog (sì, in effetti: eravamo in tre a leggerlo, quel blog) e che la fa da padrona nei commenti. E scrive qualcosa come: “Ma come, è Matisse! Certo che per dare del del fascista e del razzista a Magritte ce ne vuole”. E poi: “Tranquillo, lascia pure l’immagine e non preoccuparti”.
    Mi dispiace molto non potere allegare il link a quella divertentissima discussione, avendo l’autore deciso di cancellare, a qualche giorno dalla caduta del governo Berlusconi, tutto il suo blog con tutti i suoi spassosissmi post e commenti; che, tra l’altro, mostravano un interessantissmo percorso, in un paio di anni, dal leghismo più becero al “moderatismo” pidiellino, per giungere, verso la fine, a una sorta di “antiberlusconismo di destra”, vicino a certe posizioni della “destra sociale”.
    Insomma, questi destrini: sono proprio dei geni!




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