Avvertenza sugli scrupoli della fantasia (ancora su Philip Roth e Tommaso Debenedetti)

Più di due anni fa scrissi un post (qui) sull’incredibile storia capitata a uno dei miei scrittori preferiti.

Oggi, rileggendo uno dei suoi romanzi degli anni Ottanta (Zuckerman scatenato), il secondo della trilogia che vede come protagonista uno dei più fortunati alter ego del grande autore, mi sono imbattuto in una pagina; che allora non mi era venuta in mente; e che non può non farmi tornare alla mente l'”avvertenza” che Luigi Pirandello ha voluto accompagnasse l’edizione definitiva de Il fu Mattia Pascal.

Nathan Zuckerman ha pubblicato il romanzo Carnovsky. E deve fare fronte alla inaspettata, e fastidiosa, notorietà: il problema è, soprattutto, che tutti confondono l’autore col suo personaggio. Per filtrare le decine di telefonate che lo tormentano quotidianamente, Zuckerman paga un servizio di segreteria telefonica, che risponde per lui e poi gli riferisce. Ecco la conversazione tra lui e Rochelle, la segretaria, all’inizio del secondo capitolo:

– Ha chiamato il Re dei Filetti d’Aringa. È cotto di lei, tesoro. Lei è il Charles Dickens degli ebrei. Queste sono state le sue parole. Lo ha offeso, signor Zuckerman, non richiamandolo -. Il Re dei Filetti d’Aringa pensava che Zuckerman avrebbe dovuto fare pubblicità ai suoi stuzzichini in uno spot televisivo: se sua madre non era disponibile, la signora Zuckerman poteva essere interpretata da un’attrice. – Non posso aiutarlo. Altri messaggi? – Ma a lei piacciono le aringhe… L’ha scritto nel suo libro. – A tutti piacciono le aringhe, Rochelle. – Allora perché non accetta? – Ci sono altri messaggi? – L’italiano. Due volte in mattinata, due volte nel pomeriggio -. Se Zuckerman non gli avesse concesso un’intervista, l’italiano, un giornalista di Roma, avrebbe perso il posto. – Lei crede che sia vero, tesoro? – Lo spero. – Dice che non capisce perché lei debba trattarlo così. Si è molto innervosito quando gli ho detto che ero solo una segreteria telefonica. Sa qual è il mio timore? Che stia meditando d’inventarsela, un’intervista con Nathan Zuckerman, e che a Roma glie la passino come un’intervista vera. – È una cosa che ha proposto lui come possibilità? – Ha proposto tante cose. Sa, quando un italiano si scatena…

[Philip Roth, Zuckerman Unbound (1981), trad. it. di Vincenzo Mantovani, Zuckerman scatenato, Torino, Einaudi, 2003, pp. 35-36]

Incredibile, no? C’è tutto. Ma proprio tutto.

La morale è che tutto è già scritto? Forse sì. Tutto è già scritto nella grande letteratura. Non abbiamo che da leggere.

E, alla luce di quella pagina, anche Tommaso Debenedetti assume una statura diversa: uno che mette in atto una burla che era già stata pensata dalla sua stessa vittima.


  1. Mah, certe cose mi fanno sempre sentire un po’ “avanti”…
    Debenedetti di nuovo in primo piano:
    http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_31/debenedetti-guardian_6b0a9d14-7b25-11e1-b4e4-2936cade5253.shtml




Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger cliccano Mi Piace per questo: