Finalmente!

Finalmente l’ho capito! Era ora!

Finalmente ho capito cos’hanno in comune i due maggiori partiti del nostro arco costituzionale.

Un po’ mi ero avvicinato alla verità, notando le differenze (qui). E, osservando i provvedimenti di questo governo (che gode, appunto, dell’appoggio in Parlamente di quei due partiti), ultimamente c’ero quasi arrivato.

Ma mai, mai come oggi ho capito cos’hanno in comune PD e PdL. Era così evidente, come ho fatto a rimanere cieco fino ad ora!

Entrambi hanno, al loro interno, la PiDue!

L’ho finalmente capito leggendo un interessantissimo post che parla di scuola sullo splendido blog “Le parole e le cose” (qui il post). Una commentatrice, a un certo punto, ha citato una “consultazione pubblica online” che il MIUR ha indetto sul tema: valore legale dei titoli di studio (qui).

Era abbastanza evidente fin qui, no? Eppure ancora non c’ero arrivato con tanta chiarezza. Abbiamo avuto per quasi vent’anni un presidente del consiglio piduista. Molte delle misure attuate in quasi 20 anni non sono che la realizzazione di altrettanti punti del cosiddetto “Piano di rinascita democratica” (qui). Qualche anno fa, se ricordo bene, lo stesso Licio Gelli, in una intervista, fece notare le somiglianze. E in questo ventennio, i governi “di sinistra” non hanno mostrato troppa differenza nelle misure intraprese rispetto alla supposta parte opposta. Nello specifico, nella lenta agonia del penultimo governo, l’opposizione non c’è proprio stata (vedi, tra l’altro, qui).

Ma poi considera il mondo della scuola: nessuna differenza, nelle misure e nelle tendenze di intervento, tra un governo e l’altro. E non solo sul tema della scuola, il governo in carica non mostra alcuna discontinuità con quelli che li ha preceduti. Anzi, sotto la scusa del “governo tecnico”, delle “misure d’urgenza”, sta prendendo provvedimenti che nessun governo “politico” si sarebbe mai assunto, pena la sconfitta elettorale. Molto comodo per i partiti che sostengono il governo!

Cito direttamente dal “Piano di rinascita democratica”:

2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonchè dalla programmazione dei fabbisogni in tema d’occupazione.
Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici – nonchè la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’equalitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio = posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.

E ancora:

b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione)
[fonte qui]

Serve aggiungere altro?




    Lascia un commento

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...



%d blogger cliccano Mi Piace per questo: