Oh, fortunata civitas!

Eh, già, è il caso di dirlo: Bolzano potrebbe essere una delle città più fortunate del mondo! Dopo avere avuto per anni un vicesindaco (Oswald Ellecosta) che non partecipava alle commemorazioni del 25 aprile, sostenendo che non c’era stata nessuna liberazione per il popolo sudtirolese, che semmai avrebbe dovuto festeggiare la vera liberazione, avvenuta quando nel 43 la Wehrmacht era entrata in città; in un futuro prossimo potrebbe avere un sindaco che va ben oltre…

La notizia è di qualche giorno fa: Giorgio Holzmann potrebbe candidarsi a sindaco (qui). Probabilmente si è fatto qualche conto in tasca e un po’ di autocritica: non ci sono i numeri per essere rieletto al Parlamento; ma calcolando i parenti stretti, Bertolucci-Sigismondi e una manciata di altri “holzmanniani”, nonché una percentuale degli amici di Facebook, forse potrebbe riuscire a sedersi sulla cadrega oggi occupata da Luigi “Gigi” Spagnolli.

Bene, buona fortuna (tanto io non abito a Bolzano)! Ma cosa succederà il giorno della Liberazione?

Sì, perché molto recentemente, in occasione del 25 aprile di quest’anno (ne avevo scritto qui e qui), il deputato aveva rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti la sua partecipazone alle cerimonie (““per la prima volta ha seguito la deposizione della corona al corpo d’armata, davanti alla lapide dedicata a Manlio Longon e Giannantonio Manci”, chiosavano garrule le cronache).

In sostanza, Holzmann sosteneva quanto segue: lui stava sì partecipando alle celebrazioni del 25 aprile, ma non “alle tappe che glorificano i partigiani [poiché] anche da parte loro vennero commesse atrocità”; e, constatato che “morirono anche tanti ragazzi di Salò”, rilanciava la necessità di “un riconoscimento per i ragazzi di Salò, morti per un comando, perché arruolati, o per un ideale”.

Ecco. Ma allora, quando (come gli auguro di buon cuore; e soprattutto auguro ai suoi concittadini…) finalmente si fregerà della fascia tricolore, cosa farà? Continuerà in questa sua celebrazione “a tappe”? Scoprirà lapidi in ricordo dei repubblichini “morti per un comando, perché arruolati, o per un ideale”? Si batterà per un riconoscimento ai cosiddetti “ragazzi di Salò”?


  1. Oreste

    Capisco il rancore verso l’Uomo di Legno, però non capisco che questo valga tutte queste attenzioni…
    Indipendentemente da che parti se ne parli, ogni singola parola dedicata al corpulento Onorevole gli dà un’attenzione tutto sommato esagerata;
    “nel bene o nel male, l’importante che si parli di me” è un vecchio motto, tutt’oggi ancora in auge.
    Meglio il silenzio, meglio ignorarlo del tutto: questo lo renderà sicuramente ancora più nervoso…

    p.s. che bello non dover votare a Bolzano: permette, er una volta, di godersi lo schifoso spettacolo offerto da questi ancora più schifosi politici.

  2. Gentile Oreste, lei ha sicuramente ragione, e le sue parole sono davvero sagge. Ma che vuole che le dica? Da quando Holzmann ha voluto onorarmi addirittura di una interrogazione parlamentare, non riesco a non cercare di mettere in rilievo tutte le contraddizione o le belinate che lo riguardano. E, mi creda, non è rancore o altro. Quello è durato poco, il tempo di rendermi conto che il “corpulento onorevole” (come lo chiama lei) aveva semplicemente fatto una clamorosa figuraccia, non riuscendo minimamente nell’intento (non tanto suo, quanto della persona che gli avrà letteralmente dettato l’interrogazione) di colpirmi in qualche modo nella mia vita professionale (operazione quanto mai squallida, ne converrà).
    Eppoi non gli dedico più di tanto tempo e attenzione, quelli, per fortuna, sono per altro. Il silenzio e l’ignorarlo, d’altronde, se li è già meritati: letteralmente, nessuno (tranne, appunto, questo blog) se lo calcola, nessun mezzo di informazione (a parte, ovviamente, i fogli locali) lo cita mai, chiede un suo parere, etc. Insomma, questa poca (pochissima, anzi) visibilità che gli regalo (letteralmente) non incide sicuramente né in positivo né in negativo per la sua carriera politica. Che a me appare già finita.
    Saluti e non si crucci più di tanto di politici bolzanini: gli altri non son poi tanto meglio.

  3. Ad esempio, gentile Oreste: leggo su un foglio locale (appunto) che Holzmann ha votato (incredibile dictu) da “franco tiratore”, votando contro la spending review che avrebbe toccato qualcosa dei finanziamenti alla provincia. Ha votato, come scrive il giornale, “come la SVP”. ( http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/08/08/news/tagli-holzmann-vota-come-la-svp-1.5519615 )
    Ecco, Oreste: non occorre certo che le ricordi (lei se lo ricorderà di certo) cosa dicevano quelli del PdL (e prima quelli di Forza Italia e di Alleanza Nazionale), e cosa blateravano in ogni occasione i cosiddetti holzmanniani, e cosa sosteneva Holzmann stesso, eccetera, sui finanziamenti all’autonomia bolzanina, sulla necessità di tagliare, di togliere potere al monopartito al governo locale, etc. E fino solo a pochi mesi fa, mica chissà quanto tempo fa, quando loro erano al governo nazionale.
    No, Oreste: a lei non devo proprio ricordarlo, vero?
    Ecco, adesso Holzmann “vota come la SVP”.
    Eh, studia da sindaco di Bolzano…

  4. E guarda un po’ cosa ti combina la casulità. Cito dall’Alto Adige di oggi:

    Gongola Giorgio Holzmann (Pdl). Grazie al suo voto contrario (il Pdl si è diviso in aula) può accreditarsi come supremo difensore dell’autonomia: «È importante che un deputato del centrodestra condivida con la Svp la protesta sulla violazione dell’autonomia. Può fare da freno alla sicura strumentalizzazione che alle prossime elezioni vedrà la destra sudtirolese protestare contro Roma cattiva». E Holzmann ribadisce. «Sì, sono interessato a candidarmi sindaco»

    fonte: http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/08/09/news/fiducia-a-monti-bufera-svp-sul-pd-1.5518892
    Visto? In sequenza il commento sul voto contro la Spendig review e l’ammissione della candidatura a sindaco. Un caso?
    Ecco, Oreste, lei che è più vicino; vada un po’ da Holzmann, vada dagli holzmanniani, vada dagli italioti nazionalisti di Bolzano, che fino a ieri ringhiavano sulla necessità di “punire” lo strapotere della SVP con adeguati tagli ai finanziamenti. Ecco, Oreste, lei che è lì vicino: vada da ‘sti qua e gli faccia una pernacchia da parte mia. Con i rinnovati auguri che Bolzano possa avere davvero il sindaco che si merita: l’uomo di compensato. Quello che il giorno dopo avere detto che, caduto il governo Berlusconi, era meglio andare subito alle urne perché la gente non avrebbe gradito un governo tecnico, votava il governo Monti (tranne poi, ultimamente, cambiare idea di nuovo). Quello che, dopo avere ufficialmente avvalorato, con altri 314 deputati, l’incredibile storia della nipote di Mubarak e della telefonata fatta per il bene dello Stato, ora vuole ricominciare da zero, dicendo “basta veline e candidati imposti”. Quello che dieci anni fa diceva che piazza della Pace none ra un bel nome. Eccetera.
    Ecco, Oreste: votatevelo e tenetevelo, uno così. Io, per fortuna, dalla prossima legislatura uno così non ce l’avrò più nemmeno come deputato. Solo, tra qualche anno, come pensionato di lusso anche alle mie spalle.
    Saluti.




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