Farina del suo sacco

Dunque l’autore dell’articolo che ha portato all’incriminazione di Alessandro Sallusti è lui, Renato Farina, l’indimenticabile “agente Betulla”.

La storia è davvero triste e squallida (qui), e sta già montando il caso politico: tra Daniela Santanché che, chiedendo la grazia al presidente della Repubblica per il proprio compagno, tuona che l’Italia fa schifo; e Sallusti, che nemmeno in un momento simile riesce a essere un po’ meno odioso, che gioca un po’ il ruolo del martire e tuona a sua volta che “in Italia mancano le palle”.

Dunque: a me sembra ingiusto che per un reato di opinione si rischi di andare in carcere, e questo a prescindere da chiunque lo compia. Certo è che l’articolo di Farina, firmato con uno pseudonimo perché l’attuale deputato è stato radiato qualche anno fa dall’ordine dei giornalisti, contiene affermazioni gravissime e nocive della dignità delle vittime del suo attacco mediatico. Ora Farina “chiede “umilmente scusa” al giudice Cocilovo: mah, forse è un po’ tardi.

E comunque per una volta do ragione a Santanché: è vero, uno Stato nel quale lei ricopre ruoli apicali fa davvero schifo. E fa schifo uno Stato nel quale uno come Farina diventa deputato e per anni può continuare quasi indisturbato nella sua opera di disinformazione e attacchi mirati alle persone. E davvero fa schifo uno Stato nel quale alcuni giornali si dedicano quotidianamente a infangare con attacchi strumentali basati su falsità o mezze verità.

Tutto ciò premesso, mi sembra comunque ingiusta la condanna di Sallusti. Che certo in quanto direttore è responsabile di quanto va pubblicando; ma che forse, pur portando avanti una idea di giornalismo che mi fa orrore e ritengo dannosa, non per questo merita la restrizione della libertà. Come non la merita chiunque commetta reati d’opinione, mi sembra.


  1. Intervista, con toni piuttosto “duri” (e in effetti qualche ragione ce l’ha), al giudice Cocilovo:
    http://www.corriere.it/politica/12_settembre_27/intervista-giudice-sallusti_ff183326-087f-11e2-b109-0c446f94a4e2.shtml




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